{"id":315,"date":"2013-12-12T15:53:50","date_gmt":"2013-12-12T15:53:50","guid":{"rendered":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/?page_id=315"},"modified":"2013-12-12T18:24:24","modified_gmt":"2013-12-12T18:24:24","slug":"franca-alaimo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/links\/franca-alaimo\/","title":{"rendered":"Franca Alaimo"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">LA GINECOCRAZIA NELLA SICILIA OMERICA<\/span><\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">di Franca Alaimo<\/span><\/h3>\n<div>\n<div>\n<table width=\"606\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"811\">La preponderanza dei personaggi femminili nell&#8217;Odissea rispetto all&#8217;Iliade fece concludere al<br \/>\nBentley, gi\u00e0 nel 1700, che il racconto dei viaggi di Ulisse non era stato scritto da Omero per<br \/>\nun pubblico maschile, ma, poco pi\u00f9 di un secolo dopo, il Butler osservava che gli sembrava<br \/>\nstrano che un s\u00ec grande capolavoro della letteratura fosse stato composto da un uomo<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>principalmente per soddisfare i gusti di un uditorio femminile, e, sulla base di una serie di osserva<br \/>\nzioni, frutto di una lettura molto attenta e personale del testo, giungeva alla conclusione che<br \/>\nfosse una poetessa siciliana l&#8217;autrice dell&#8217;Odissea; ed addirittura il Graves, che ne condivide<br \/>\nla tesi, vuole vedere in Nausicaa, la deliziosa figlia di Alcinoo, il personaggio in cui l&#8217;autrice<br \/>\nsi identifica.<\/p>\n<p>Una tesi, questa, singolare ed affascinante, che non presenta ostacoli di natura storica, poich\u00e9<br \/>\nmolte furono, secondo autorevoli testimonianze, le poetesse famose nell&#8217;antichit\u00e0; ma che<br \/>\npersonalmente non riesco a condividere.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, se \u00e8 vero che la donna ha nell&#8217;Odissea un ruolo determinante nella trama degli<br \/>\neventi e godono anche di rispetto e considerazione, appaiono, per\u00f2, sottomesse alla volont\u00e0<br \/>\ndell&#8217;uomo, se non addirittura degli strumenti necessari per la realizzazione del suo destino.<br \/>\nPerfino Circe e Calipso, che vivono lontane dall&#8217;Olimpo, in piccole isole avvolte da un&#8217;atmosfera<br \/>\nsfera magica, pi\u00f9 che dee. sono donne-amanti, pronte alla comprensione ed al sacrificio di s\u00e9.<br \/>\nCos\u00ec, quando Ermes ordina a Calipso di lasciare andare Odisseo, ella, dapprima, &#8220;rabbrividi-<br \/>\nsce&#8221;, ma poi si piega alla volont\u00e0 del dio e fa di tutto per aiutare l&#8217;amato a realizzare il suo<br \/>\ndestino; e Circe, la terribile, placa ed ammorbidisce la sua crudelt\u00e0, e, innamoratasi di Ulisse,<br \/>\nsi dimostra generosa e protettiva.<\/p>\n<p>La stessa dea Atena, deposte le insegne della sua autorit\u00e0 (elmo ed egida) si rivela quale dea<br \/>\ndelle arti e delle opere femminili, ma soprattutto si riveste delle qualit\u00e0 tipiche d&#8217;una madre e<br \/>\ncerca in ogni modo di aiutare il suo protetto.<\/p>\n<p>Tutte le donne dell&#8217;Odissea mettono al centro della propria vita l&#8217;uomo, eppure nessuna di<br \/>\nesse sembra possedere la chiave per conquistare il cuore di Odisseo, che appare distaccato,<br \/>\nincapace di una vera comunicazione, interessato ed usarle a suo vantaggio, in conformit\u00e0 alla<br \/>\nmentalit\u00e0 dell&#8217;autore, vissuto in un&#8217;et\u00e0 che tiene in considerazione la donna, ma assegna<br \/>\npreminenza e potere all&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Tuttavia i personaggi di Circe, Nausicaa. Arete e anche, per qualche aspetto, Penelope<br \/>\nposseggono delle caratteristiche che ci riconducono ad una tradizione, ormai remota, quando<br \/>\nla societ\u00e0 poggiava sui principi del matriarcato ed altro era lo status sociale e giuridico della<br \/>\ndonna.<\/p>\n<p>Per questo la societ\u00e0, come l&#8217;ha descritto l&#8217;autore dell&#8217;Odissea, pu\u00f2 essere letta come quella in<br \/>\ncui il patriarcato (Laerte &#8211; Ulisse &#8211; Telemaco) si \u00e8 gi\u00e0 solidamente affermato sul matriarcato<br \/>\n(Circe, Arete, Nausicaa), del quale tuttavia ha conservato alcune consuetudini ed atteggia-<br \/>\nmenti.<\/p>\n<p>Basta esaminare la posizione di Penelope che sopporta lo scempio che dei beni di Ulisse<br \/>\nfanno i Proci in attesa che il figlio raggiunga l&#8217;efeb\u00eca e possa essere in grado di assumerne la<br \/>\ndirezione e l&#8217;amministrazione e, quindi, ereditare il trono del padre.<\/p>\n<p>E quella di Alcinoo, che, secondo le parole della figlia Nausicaa &#8220;tra i Feaci, regge la forza ed<br \/>\nil potere&#8221;: Anche nella gerarchia celeste, Era ha perduto ogni preminenza ed \u00e8 sempre men-<br \/>\nzionata come la moglie di Zeus, ed Atena cerca l&#8217;approvazione e l&#8217;appoggio del padre per la<br \/>\nrealizzazione dei suoi piani; ma Zeus non tiene affatto conto della predilizione della figlia<br \/>\nverso l&#8217;eroe, quando, avendo i suoi compagni rubato ed ucciso le vacche sacre al Sole, puni-<\/p>\n<div>\n<table width=\"18\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"18\">48<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<table width=\"604\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"792\">sce senz\u2019altro Ulisse, scatenando unti terribile tempesta.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Ora le \u201cforme di vita ginecocratica appaiono soprattutto proprie delle genti che si contrappon-<br \/>\ngono, come stirpi pi\u00f9 antiche, ai popoli greci; esse sono parti essenziali di quella civilt\u00e0<br \/>\noriginaria le cui caratteristiche si rivelano connesse alla sovranit\u00e0 del principio materno,<br \/>\nquanto le caratteristiche della civilt\u00e0 ellenica alla sovranit\u00e0 del principio paterno.&#8221; (1)<\/p>\n<p>E. poich\u00e9 a questo punto ci interessa sapere se la civilt\u00e0 ginecocratica pot\u00e8 essere diffusa in<br \/>\nSicilia, visto che questa la lesi che desidero portare avanti, citer\u00f2 la testimonianza di Polibio<br \/>\n(2). che parla di una genealogia matriarcale di cento l\u00e0miglie nobili a Locri Kpizefiri, per poi<br \/>\nricordare che da quell&#8217;nrea geografica discesero in ondale successive sia i Sieani che i Siculi,<br \/>\nse vogliamo seguire la tesi di A. Ilolm, che la deduce non solo dalle testimonianze di alcuni<br \/>\nstoriografi classici, ma anche da acute osservazioni di carattere filosofico.<\/p>\n<p>I- che la Sicania sia la terra dei Feaci ce lo conferma lo stesso Odisseo: &#8220;Ma un demone mi ha<br \/>\ndeviato dalla Sicania e spinto qui contro voglia &#8216;. Quindi possiamo dedurre che ia ginecocra-<br \/>\nzia continuasse ad imperare nella Sicania. almeno fino alla colonizzazione greca, clic dovette,<br \/>\npoi. ribaltare quest&#8217;assetto sociale.<\/p>\n<p>Vicino n Palermo, secondo la testimonianza di Posidonio e Diodoro, i Cretesi, che ebbero<br \/>\nmoke ed importanti relazioni culturali e commerciali con l&#8217;isola fin da tempi antichissimi,<br \/>\ncostruirono ad (Engino, ora Ganci) un santuario, venerato fino a tarda et\u00e0 delle untopes che<br \/>\nnutrirono Zeus bambino.<\/p>\n<p>( tra le unlepes cretesi clic salvano il dio bambino rappresentano, probabilmente, il momento<br \/>\nJel superamento deH&#8217;antropol\u2019agismo. poich\u00e9 Zeus \u00e8 sottratto a Cronos che divorava i suoi<br \/>\nt\u00ecgli, ed il passaggio ni matriarcato ed ai valori ed esso legati.<\/p>\n<p>!\u2022 nel tempio di Eggiov si mostravano lance ed elmi di bronzo, offerte votive di Merione,<br \/>\nmparcntalo con Minosse, e di l lis.se. vii cui recavano i nomi.<\/p>\n<p>b per andare un p\u00f2 indict-o nel tempo, una leggenda narrava che furono i C retesi di Engione<br \/>\nche diedero ricovero ad altri C relesi, ai compagni Ji Merione. i quali, ritornando da Troia<br \/>\nerano stati spinti in Sicilia; e questa leggenda sembri rifarsi Ulisse, quando racconta un p\u00f2 di<br \/>\npseudo-bugie ad Eum.cc. dicendo di essere un marinaio cretese (dell&#8217;ampia Creta mi vanto<br \/>\nd&#8217;essere stirpe j.<\/p>\n<p>Ma su questo punto torner\u00f2 pi\u00f9 tordi per appoggiare la tesi dell&#8217;identificazione di Selleria con<br \/>\nI Va pani.<\/p>\n<p>Del resto l&#8217;influenza della civilt\u00e0 cretese si manifesta ampiamente nella societ\u00e0 omerica, dove<br \/>\nle donne conservano ancora qualcuna delle, libert\u00e0 :li cui godevano a Creta e in seguilo<br \/>\nncH\u2019area di diffusione della civilt\u00e0 micenea in genere Nausicaa anche se in compagnia di<br \/>\nalcune ancelle, pu\u00f2 allontanarsi da casa pei molte ore: Penelope, Arete. Eletta possono sedere<br \/>\nnel megaron insieme agli uomini.<\/p>\n<p>Dunque tornando al matriarcato, dicevo che in Omero c&#8217;\u00e8 ancora il ricordo di una civilt\u00e0 al<br \/>\nfemminile, in cui. come dice il ffachofcn. \u2019alla supcriore forza fisica dell&#8217;uomo la donna<br \/>\noppose l&#8217;influenza possente della sua sacralit\u00e0 religiosa, al principio della violenza quello<\/p>\n<p>della pace ( guidando l&#8217;esistenza selvaggia a quella norma della vita pi\u00f9 serena.&#8221;<\/p>\n<p>Si possono leggere anche cos\u00ec la forza e la selvatichezza del ciclope Polifeino. abitatore del<br \/>\nmonte l\u00ecrico, con cui Alcinoo \u00e8 imparentalo: cio\u00e8, ad una civilt\u00e0 selvaggia clic caratterizza i<br \/>\npumi abitatori della Sicilia: i Giganti, da cui si vanta di discendere il re dei feaei. i c iclopi, i<br \/>\nLestrigoni (secondo la testimonianza di lucidile, ripresa dal lazello. dal CI uve rio ed altri)<\/p>\n<div>\n<table width=\"203\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"52\">i. J HiK&#8217;Ikikn. Il io \u00bbiiinii.il;:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 munii\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 rotimi<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>.?i iv-lii&#8217;u&gt;: S:&lt; iiv XI\u2019 i i<br \/>\nl&#8217;usi.li ini:) Pii II., v I I. p 2~<\/p>\n<p>uililu.tr,,. \u00ab\u00a1lorica. IV. I !*\u25a0\u2022 K \\ M. I<\/p>\n<div>\n<div>\n<table width=\"604\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"773\">succede un periodo di matriarcato, origine di un processo di civilizzazione.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Nel VI (4-8) libro dell&#8217;Odissea cosi si legge a proposito dei Feaci: &#8220;Questi vivevano prima<br \/>\nnella spaziosa Iperea, vicino ai Ciclopi, uomini tracotanti che li depredevano, li superavano in<br \/>\nforza. Di l\u00e0 li fece partire Nausitoo simile a un dio, l\u00ec stabil\u00ec a Scher\u00eca, lontano dagli uomini<br \/>\nindustriosi.&#8221;<\/p>\n<p>Mi sia consentito, a questo punto, aprire una piccola disgressione, citando il Vetrano: &#8220;In<br \/>\nun&#8217;epoca remota si svilupparono in Sicilia due gruppi etnici: gli uni addetti alla pastorizia e<br \/>\ncultura agricola (con sedi su monti ed alture in genere) gli altri al commercio (da capo Lilibeo<br \/>\na capo Pachino) e si chiamarono Phelag, di statura pi\u00f9 piccola e bruna ( cos\u00ec \u00e8 caratterizzato<br \/>\nUlisse). Nella Odissea i Phelag vengono chiamati Feaci.&#8221;<\/p>\n<p>Moglie di Alcinoo, re dei Phelag-Feaci, \u00e8 Arete.<\/p>\n<p>La venerazione quasi divina tributatele e la sacralit\u00e0 delle sue parole furono erroneamente<br \/>\nconsiderate da Eustazio ( Commentarii ad Homeri Iliadem et Odisseam) &#8220;tocchi poetici di una<br \/>\nfiaba che rientrava nell&#8217;ambito delle invenzioni fantastiche&#8221; ed invece vanno lette &#8220;come<br \/>\nl&#8217;espressione di una perfetta ginecocrazia (che gi\u00e0 mostra i suoi segni di crisi, aggiungo)<br \/>\ninteramente basata su fondamenti culturali con tutte le benedizioni e tutta la bellezza che essa<br \/>\npu\u00f2 arrecare all&#8217;esistenza di un popolo,&#8221; (1)<\/p>\n<p align=\"left\">Anche il Prof. Eugenio Manni nella sia &#8220;Sicilia pagana&#8221; afferma che anticamente nell&#8217;isola di<br \/>\nSicilia vigeva il matriarcato ed il Vetrano ne conferma la tesi aggiungendo che proprio il<br \/>\ncapitolo dell&#8217;Odissea che riguarda la regina Arete pu\u00f2 considerarsi un documento a favore.<br \/>\nQuindi scrive: &#8220;dopo millenni ancora oggi l&#8217;idea matriarcale continua a sopravvivere nel<br \/>\npopolo siciliano. Ne sono testimonianza il rispetto di cui gode la donna in seno alla famiglia e<br \/>\nla grande venerazione per la Madonna e le &#8220;Santuzze&#8221;.&#8221;<\/p>\n<p>Tuttavia Arete non possiede gi\u00e0 pi\u00f9 il potere, perch\u00e8 \u00e8 il marito Alcinoo ad esercitarlo piena-<br \/>\nmente.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8, insomma, come detto prima, l&#8217;avvento del predominio dell&#8217;elemento maschile, ma<br \/>\naddolcito dalle opposte qualit\u00e0 femminili.<\/p>\n<p>Lo stesso Odisseo, infatti, non \u00e8 solo celebrato come un uomo forte, astuto, valoroso, ma<br \/>\npossiede anche quelle qualit\u00e0 che lo rendono desiderabile ad una donna, ed \u00e8 splendente di<br \/>\ngrazia e di bellezza, buono, sincero, inventivo, e suscita attorno a s\u00e8 la piet\u00e0 per l&#8217;esule e<br \/>\nl&#8217;ammirazione per l&#8217;uomo tenace e coraggioso. E&#8217; come se l&#8217;autore del poema volesse &#8220;vedere<br \/>\nle qualit\u00e0 del suo eroe dalla prospettiva femminile&#8221;. (3)<\/p>\n<p>E, quando egli si congeda dalla corte dei Feaci. augura ai maschi che possano rendere felici le<br \/>\nspose ed i t\u00ecgli: ( e anche a voi, stando qui, possiate far liete le spose vostre ed i figli.)<br \/>\nSignificativo di questo equilibrio tra autorit\u00e0 maschile ed autorevolezza femminile a Scher\u00eca<br \/>\n(che il Butler ed il Pocock identificano, senza ombra di dubbio, con Trapani) \u00e8 il fatto che in<br \/>\ncampo religioso c&#8217;\u00e8 una convivenza fra una divinit\u00e0 maschile ed una femminile: Venere che<br \/>\nha sul monte Erice il suo tempio (dal quale si fa riferimento solo indirettamente) e a Nettuno<br \/>\nche ha il suo tempio nella piazza di Scheria. (VI, 266)<\/p>\n<p>Ora entrambi gli dei sono legati al popolo fenicio, pi\u00f9 volte nominato da Odisseo e che<br \/>\ncertamente si mescol\u00f2 ai popoli della Sicania in tempi remoti.<\/p>\n<p>Ancora: Nettuno \u00e8 il padre di Polifemo, di Trinacro e di Sichelo e anche dei Lestrigoni,<br \/>\nattribuiti da alcuni scrittori (tra cui Diodoro Siculo) alla Sicilia.<\/p>\n<div>\n<table width=\"231\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"14\">F. Vetrano, 1 Sicani, Palumbo, Palermo.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<table width=\"231\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"12\">1) Bachofen J, J., op. cit.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\">2) Odiss, VI, 237<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\">3) C. Cesareo, Odisseo c le donne; Palumbo, Palermo<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<table width=\"19\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"18\">50<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<table width=\"608\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"901\">E quanto al tempio di Venere Kricina. dice Strnbone: &#8220;Molte erano le schiave che si prostitui-<br \/>\nvano per voto alla dea con i Siculi e con lutti i forestieri, che ivi capitavano e, per conseguen-<br \/>\nza, El ice era popolatissima di nomini, per lo pi\u00f9 marinai, ricci\u00bb e prodighi del loro denaro.&#8221;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>A questa usanza fa riferimento, sia pure indiretto. Nausicaa, mettendo subito in rilievo la<br \/>\npropria verginit\u00e0 e quella delle sue ancelle.<\/p>\n<p>In questo senso leggere le parole di Nausicaa:<\/p>\n<p>(n\u00f2 alcuno degli uomini stranieri ha relazioni con noi, clic il Pocock non riesce a spiegarsi,<br \/>\nvisto clic pi\u00f9 avanti si parla invece della prerogativa dei feaci di concedere dei lasciapassare<br \/>\na tutti gli uomini che giungono l\u00e0.)<\/p>\n<p>A me sembra che Nausicaa. che ha rivelato tutta In sua pudicizia gi\u00e0 nel colloquio con il<\/p>\n<p>padre, si serva di questa espressione, dove il verbo&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. riprende&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. il\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 di v. 136, per<\/p>\n<p>fare capire ad Ulisse che n\u00f2 lei, n\u00e9 le fanciulle del seguito sono disponibili ad incontri<\/p>\n<p>sessuali con uomini sconosciuti. Molto probabilmente il&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. di v. 136 indica in Ulisse<\/p>\n<p>soltanto la voglia di &#8220;presentarsi&#8221;, di &#8220;mischiarsi&#8221; tra le fanciulle; sarebbe difficile, infatti,<br \/>\nimmaginare un appetito sessuale, dopo un cosi lungo sfinimento fisico. Ma Nausicaa pu\u00f2<br \/>\navere interpretato altrimenti il suo slancio c torse vuole tranquillizzare le ancelle, che sono<br \/>\nfuggite spaventate. Tutto ci\u00f2 \u00e8 possibile, visto che il verbo&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; \u00e8 pi\u00f9 volte usato dall&#8217;au-<\/p>\n<p>tore per indicare un rapporto intimo.<\/p>\n<p>E pi\u00f9 avanti, quando raccomanda ad Ulisse di recarsi a piedi alla reggia patema, giustifica<br \/>\nquesta sua apparente scortesia, dicendo: (VI, 273-4) &#8220;Voglio sfuggire alle loro chiacchere<br \/>\namare, nessuno mi sussurri alle spalle. Sono molto sfacciati tra il popolo.&#8221; Ed \u00e8 significativo<\/p>\n<p>anche il nome stesso della regina Arde, che ricalca il vocabolo&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. e\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 che\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 in\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 questo caso<\/p>\n<p>sta per virt\u00f9 morale.<\/p>\n<p>Perch\u00e8, dunque, tanta importanza attribuita alla virt\u00f9 della castit\u00e0, se non per contrapposizio-<br \/>\nne alla pratica della prostituzione sacra nel tempio di Venere ericina? A ehi si chiede perch\u00e8<br \/>\nOmero non nomini espressamente il tempio di Venere, si pu\u00f2 rispondere, che, avendo in<br \/>\nmente il luogo della Sicania hi cui egli ambientava l&#8217;episodio, abbia quasi ritenuto superfluo<br \/>\nricordarlo, visto che era cosa molto risaputa con che grande zelo i Sicani venerassero L&#8217;Afro-<br \/>\ndite del monte Eriec<\/p>\n<p>E&#8217; inoltre assai significativo che il cantore Demodoco racconti eli amor<sup>1<\/sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 d&#8217;Arcs e\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 d\u2019Afrodite.<\/p>\n<p>clic disonor\u00f2 il letto ed il legame matrimoniale del sire Efesto.<\/p>\n<p>Ora era proprio la Venere lasciva che i Fenici e i Sicani adoravano.<\/p>\n<p>Tutto questo ci richiama, d&#8217;altra parte, alla mente uno stadio della ginecocrazia, che \u00e8 quella<br \/>\ndel passaggio dal Teleria alTaffermazione del matrimonio come rapporto sessuale esclusivo.<\/p>\n<p>&#8216; dove quesfultiino apparve inizialmente una deroga alla logge naturale della materia e perci\u00f2<br \/>\ndegno di espiazione attraverso la prostituzione costretta anche dalle mogli, finch\u00e9 l&#8217;offerta<br \/>\neterica ebbe luogo prima solo da parte delle fanciulle c una volta all\u2019anno, e\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 poi\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 soltanto da<\/p>\n<p>icr\u00f2dule che cosi liberavano le donne dalTobbligo di prostituirsi.&#8221;<\/p>\n<p>Il che non solo \u00f2 una prova in pi\u00f9 della sicilianit\u00e0 di Selleria, ma \u00e8 uno degli elementi pi\u00f9<br \/>\nimportanti della sua identificazione con Drepanon- Trapani.<\/p>\n<p>Infine anche il personaggio di Circe pu\u00f2 prestarsi ad una lettura in questo senso: ella indiche-<br \/>\nrebbe l&#8217;antico dominio della donna sull\u2019uomo, unito alla maggiore licenziosit\u00e0 dei costumi<br \/>\nfemminili anche in fatto sessuale, che caral te ri zz\u00f2 il primo stadio della ginecocrazia, mentre<br \/>\ncon l&#8217;affermazione del patriarcato, la virt\u00f9 principale della donna sta nella sua castit\u00e0 e fedelt\u00e0<br \/>\n(Nausicaa, \u00c0rete, Penelope).<\/p>\n<p>Dunque la societ\u00e0 di Scheria-Trapani sembra maturare il momento terminale del matriarcato e<br \/>\nquello iniziale del patriarcato, visto che Arete gode, si, di grande prestigio, ma \u00e9, ripeto,<br \/>\nAlcinoo che ha il potere.<\/p>\n<p>Nausicaa c, infatti, la donna come la societ\u00e0 patriarcale la vuole: bella, onesta, cortese, abile<br \/>\nnei lavori domestici, che accetta, come dice il Graves, &#8220;il sistema patriarcale nel quale \u00e8 nata<\/p>\n<div>\n<table width=\"17\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"19\">51<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<table width=\"607\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"773\">(&#8230;.) e pare che ci\u00f2 non la turbi affatto, purch\u00e9 essa possa sempre continuare a scherzare e<br \/>\ngiocare alla palla con le sue ancelle, ascoltare le favole della vecchia nutrice e piegare ai suoi<br \/>\ncapricci il padre Alcinoo.\u201d (1)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Anche lei gode, per\u00f2, come la madre, di grande rispetto e, quando torna dal fiume, dopo avere<br \/>\nlavato i panni, le vanno incontro i fratelli che si preoccupano di farle dei servigi per rispar-<br \/>\nmiarle fatica, come sciogliere le mule e portare dentro la biancheria. (VI, 4-6)<\/p>\n<p>Il che non deve meravigliare, poich\u00e9 il rispetto e la venerazione della sorella rappresenta uno<br \/>\ndegli aspetti pi\u00f9 importanti e nobili della sfera di pensiero ginecocratica, come testimoniano<br \/>\nmolti miti di varie aree geografiche. In verit\u00e0 quest&#8217;atteggiamento \u00e8 ancora oggi molto diffuso<br \/>\nnelle famiglie siciliane, tanto che i fratelli si fanno carico di vigilare e proteggere le sorelle da<br \/>\ntutto ci\u00f2 che possa ledere la loro dignit\u00e0 ed onest\u00e0.<\/p>\n<p>Arete e Nausicaa: due donne tra vecchie e nuove mentalit\u00e0, che vivono a Scheria. E Scheria \u00e8<br \/>\nTrapani.<\/p>\n<p>Mi si permette, a questo punto, una disgressione sull&#8217;identificazione Scheria-Trapani, cos\u00ec<br \/>\nampiamente dimostrata principalmente dal Barrabini e dal Pocock.<\/p>\n<p>Quanto a me, sono d&#8217;accordo con il Pocock. quando sostiene che l&#8217;autore, pur non nominando<br \/>\ndirettamente i luoghi della Sicilia occidentale, tuttavia li suggerisca all&#8217;uditorio, ricorrendo<br \/>\nanche a dei giochi di parole.<\/p>\n<p>Dunque Scheria \u00e8 il nome della citt\u00e0 dei Feaci.<\/p>\n<p>Il Bochart dice che il termine potrebbe venire da &#8220;schara&#8221;, che presso i Fenici significa<br \/>\n&#8220;emporio&#8221; (e in siciliano ancora &#8220;scaro&#8221;); ma non \u00e8 azzardato congetturare che egli possa<\/p>\n<p>nello stesso tempo pensare all&#8217;espressione&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; ,\u00a0\u00a0 guardando, come dice il Pocock, a quella<\/p>\n<p>serie di scogli che giacciono in linea, in continuazione della penisola nella quale era situata la<br \/>\nvecchia citt\u00e0. L&#8217;autore ha fornito, cos\u00ec, i primi due significativi tasselli di un mosaio che poco<br \/>\na poco va componendosi: 1) Scheria \u00e8 un porto commerciale frequentato dai Fenici; 2) \u00e8 un<br \/>\nporto davanti al quale si trova una serie di scogli in linea.<\/p>\n<p>Dopo aver descritto il porto, lo colloca in generale nella Sicania (XXIV, 306) e ne racconta i<br \/>\nmiti: le Sirene, Polifemo, Scilla; avvicinando in questo modo ancora di pi\u00f9 il lettore alla<br \/>\nsoluzione finale. E poi, indirettamente, a mio avviso, ne svela il nome, proprio quando ad<br \/>\nEumeo dice di essere cretese; che \u00e8 una menzogna fino ad un certo punto. Sappiamo che fra<br \/>\nCreta e Sicilia esistevano gi\u00e0 in tempi antichissimi stretti rapporti, che risultano anche dalla<br \/>\nconcordanza di nomi di parecchie localit\u00e0, tra le quali proprio Drepanon, che era l&#8217;antico<br \/>\nnome di Trapani (cf. Tolomeo e Stefano Bizantino), rivelando, cos\u00ec, il nome della localit\u00e0,<br \/>\ndirei per esclusione, visto che tra i nomi possibili solo quello corrispondeva alle caratteristi-<br \/>\nche prima descritte.<\/p>\n<p>E ancora aggiunge che l&#8217;ha trasportato l\u00ec una nave fenicia e bisogna dire che tutti i popoli del<br \/>\nMediterraneo, compresi i Sicani, (e perci\u00f2 anche i Feaci di Drepanon-Trapani) si servirono di<br \/>\nnavi ed equipaggi fenici fino al periodo delle guerre puniche.<\/p>\n<p>Ma torniamo al problema dell&#8217;evoluzione del matriarcato e trasferiamoci nella reggia di Itaca,<br \/>\nche il Pocock dimostra ancora essere Trapani. (2)<\/p>\n<p>La figura di Penelope \u00e8, a questo proposito di lettura contradditoria, e&#8221; rivela che la sua storia<br \/>\n\u00e8 passata attraverso varie fasi. &#8220;(3)<\/p>\n<div>\n<table width=\"607\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"14\">1) Graves R. &#8220;I miti greci&#8221; ed. Longanesi, Milano<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<table width=\"607\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"48\">2) Qualcuno pone come ostacolo a tale identificazione l&#8217;accenno ad una schiava sicula (XXIV, 366,388), sottolineando che non se ne sarebbe<br \/>\ndetta l&#8217;origine se ci trovassimo in Sicilia, ma il Vetrano osserva: &#8220;che non \u00e8 risolto se i Siculi di Omero abitassero gi\u00e0 nell&#8217;isola che ricevette<br \/>\nda essi il nome pi\u00f9 noto o se soggiornassero ancora in Italia. Tutto quello che sappiamo da lui \u00e8 che si faceva con loro un gran commercio di<br \/>\nschiavi, visto che i Proci propongono di vendere Ulisse ai Siculi e che si trovava ad Itaca-Trapani una schiava sicula&#8221;.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\">3) F. Codino &#8211; Introduzione ad Omero, Enaudi, 1977.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<table width=\"18\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"18\">52<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div>\n<table width=\"607\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"576\">A volte infatti, si ha l&#8217;impressione che possa essere lei l&#8217;unica arbitra della situazione e che<br \/>\ndipenda dal suo consenso la scelta di un nuovo re per Itaca. Altre volte si dice che potrebbe<br \/>\nessere rimandata dal padre e sembra che quest&#8217;ultimo, sulla base delle preferenze della figlia,<br \/>\npossa decidere della successione e dei beni della corona.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>Ma nella societ\u00e0 patriarcale descritta dall&#8217;Odissea tutto questo non \u00e8 possibile, e probabilmen-<br \/>\nte si tratta solo di residui della concezione matriarcale.<\/p>\n<p>In generale Penelope appare sottomessa alla volont\u00e0 dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Intanto \u00e8 nella reggia di Itaca che si \u00e8 trasferita, portatavi da Ulisse, contrariamente a quanto<br \/>\navveniva nel periodo del matriarcato.<\/p>\n<p>Di lei inoltre si ripete sempre e soltanto che \u00e8 la figlia d&#8217;icario; e di certo ha meno autorit\u00e0 del<br \/>\nfiglio, che pi\u00f9 volte la richiama aspramente (XXI, 350-3 e I, 352-59), incitandola a ritirarsi<br \/>\nnelle sue stanze per badare alle opere femminili che sono il tessere ed il filare.<\/p>\n<p>Quanto ad Ulisse minimo \u00e8 il rilievo che ha la madre Anticlea, pallida e fuggevole ombra<br \/>\ndell&#8217;Ade; non cos\u00ec il vecchio padre Laerte che prende le armi (XXIV, 498), pur essendo in et\u00e0<br \/>\navanzata, per sostenere il figlio nella lotta contro le famiglie dei giovani Proci uccisi.<\/p>\n<p>Dunque: Laerte, Ulisse, Telemaco, secondo una linea ereditaria maschile (1), gi\u00e0 del resto<br \/>\naffermata fin dal 1 \u00b0 libro, quando Telemaco siede sul trono paterno, senza che alcuno trovi<br \/>\nnulla da ridire o faccia qualcosa per impedirlo (II, 14): (ed \u00e8 per scalzare il legittimo erede al<br \/>\ntrono che i Proci, aspirando a prenderne il posto grazie al matrimonio con Penelope, tramano<br \/>\nper ucciderlo).<\/p>\n<p>In conclusione, il viaggio di Ulisse potrebbe essere letto come quello dell&#8217;uomo nella storia<br \/>\ndell&#8217;universo femminino, dal suo originario potere naturale e sacrale al nuovo status di madre<br \/>\ne sposa che la cinge di un nuovo rispetto e le affida altri ruoli.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 questo sia avvenuto possono spiegarcelo, forse, altri particolari della vicenda.<\/p>\n<p>Appena giunto ad Itaca, Ulisse si preoccupa, uccidendo i Proci, di riappropriarsi innanzitutto<br \/>\ndei suoi averi e del potere regale.<\/p>\n<p>Ancora, svela subito la sua identit\u00e0 al padre Laerte ed al figlio Telemaco, ma sembra non<br \/>\navere fretta di ricongiungersi alla sua donna, verso la quale mostra una certa diffidenza.<\/p>\n<p>Anche Telemaco appare estremamente preoccupato pi\u00f9 che della dignit\u00e0 offesa della madre,<br \/>\ndelle ricchezze paterne, tanto che su ci\u00f2 fan leva Nestore che gli consiglia &#8220;di non errare<br \/>\ntroppo lontano da casa, abbandonando gli averi, lasciando nel tuo palazzo uomini cos\u00ec<br \/>\narroganti, che non ti divorino tutto, spartendo gli averi.&#8221;<\/p>\n<div>\n<table width=\"607\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\" height=\"29\">1) Anche se si tratta di una trasmissione ereditaria per consuetudine e non per principio, come si deduce dalle parole che gli rivolge Antinoo<br \/>\n(I, 386-87) e dalla stessa risposta di Telemaco (1,392-98)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA GINECOCRAZIA NELLA SICILIA OMERICA di Franca Alaimo La preponderanza dei personaggi femminili nell&#8217;Odissea rispetto all&#8217;Iliade fece concludere al Bentley, gi\u00e0 nel 1700, che il racconto dei viaggi di Ulisse non era stato scritto da Omero per un pubblico maschile, ma, poco pi\u00f9 di un secolo dopo, il Butler osservava<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/links\/franca-alaimo\/\">Leggi di pi\u00f9\/ Read more<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":32,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/315"}],"collection":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=315"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/315\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/32"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}