{"id":345,"date":"2013-12-15T13:25:28","date_gmt":"2013-12-15T13:25:28","guid":{"rendered":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/?page_id=345"},"modified":"2014-09-06T19:32:08","modified_gmt":"2014-09-06T19:32:08","slug":"21-punti-antigruppo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/articoli\/21-punti-antigruppo\/","title":{"rendered":"21 Punti Antigruppo"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">NAT SCAMMACCA<\/span><\/h1>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">ANTIGRUPPO<\/span><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">EDITORE CELEBES<\/span><\/h5>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">21<\/span><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">Ventun Punti<\/span><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">1\u00a0<\/span><\/h1>\n<h3>Primo traguardo di un poeta non deve essere<\/h3>\n<h3>la forma o il linguaggio, ma il tono con il<\/h3>\n<h3>quale egli, poeta, si esprime.<\/h3>\n<p>Il nostro orecchio coglie subito il tono di una poesia quando\u00a0questo \u00e8 espresso giusto, cio\u00e8 quando il poeta ha artisticamente\u00a0intuito una fra le possibili migliori espressioni. N\u00e9 le parole, n\u00e9 la\u00a0forma creano questo tono, ma un insieme di atteggiamenti colti nel\u00a0momento giusto; \u00a0generalmente, la vera espressione si coglie dalla\u00a0lingua parlata perch\u00e9 la lingua parlata \u00e8 Punica a darci il modo\u00a0migliore di esprimerci e perch\u00e9 implica la totale partecipazione del\u00a0l\u2019individuo al modo primitivo di espressione linguistica. Una espressione letteraria impersonale non riuscirebbe mai ad ottenere il giusto tono, perch\u00e9 il giusto tono \u00e8 particolare, ed \u00e8 particolare ad un\u00a0individuo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">2<\/span><\/h1>\n<h3>Non \u00e8 la forma che crea il capolavoro ma l\u2019atteggiamento del poeta stesso.<\/h3>\n<p>Importante \u00e8 che l\u2019autore di uno scritto sia in continua contestazione e perci\u00f2 sia l\u2019atomo singolo che preme contro gli altri atomi\u00a0organizzati e disciplinati e che cerchi di scompigliarli con il suo\u00a0atteggiamento di contestazione; che crei il caos e modifichi la loro\u00a0organizzazione che a sua volta richieder\u00e0 una riorganizzazione; senza\u00a0di lui, senza questo atteggiamento dello scrittore non avverrebbe,\u00a0infatti, alcun mutamento o miglioramento. Il mutamento anche se\u00a0per un lavoro impersonale pu\u00f2 sembrare peggioramento \u00e8 sempre\u00a0pi\u00f9 valevole del non cambiare. Il peggior male dell\u2019esistenza, in verit\u00e0, \u00e8 il non cambiare, il rimanere fermi, la posizione fissa, la posizione acquisita con l\u2019autorit\u00e0, \u00e8 insomma tutto lo status quo. Ecco\u00a0dunque perch\u00e9 l\u2019atteggiamento negativo del poeta di fronte allo stato\u00a0delle cose \u00e8 una delle qualit\u00e0 principali per uno scritto importante\u00a0e valido.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">3<\/span><\/h1>\n<h3>Il poeta deve essere pronto a polemizzare e deve\u00a0essere contrario ad accettare qualsiasi tipo di\u00a0autorit\u00e0 espressa sia da un capogruppo, da una\u00a0etica poetica, da una religione o dalle varie case\u00a0editrici:<\/h3>\n<h4><strong>\u00a0a<\/strong>) viva tutti i presumibili sottoboschi letterari, l\u2019espressione degli insignificanti \u00e8 democrazia diretta;<\/h4>\n<h4>b ) libert\u00e0 totale agli enti, alle comunit\u00e0, agli individui di\u00a0periferia;<\/h4>\n<h4>c) che il governo locale appoggi con un fiume di denaro\u00a0gli scrittori locali e le loro iniziative;<\/h4>\n<h4>d) pi\u00f9 energia, pi\u00f9 appoggio ai movimenti centrifughi!\u00a0abbasso tutti i movimenti centripeti!<\/h4>\n<h4>\u00a0e)che i peggiori scrittori, i balbuzienti suonino pure la\u00a0loro campana imparando da quel suono il linguaggio;<\/h4>\n<h4>f) che la polemica infuri! abbasso i capigruppo e gli scrittori importanti e i poeti pi\u00f9 bravi!<\/h4>\n<h4>g) riconoscere a parit\u00e0 di merito la protesta degli scrittori,\u00a0dei contestatari di piazza (che non scrivono), degli studenti e di\u00a0tutti gli Ultimi; \u00a0ridimensionare il concetto di scrittore che non fa\u00a0pi\u00f9 parte di una classe privilegiata, una classe di pochi, perch\u00e9 oggi,\u00a0tutti sappiamo leggere e scrivere;<\/h4>\n<h4>h) che niente sia sacro! le istituzioni considerate sacre\u00a0siano i primi bersagli;<\/h4>\n<h4>i) che ogni cosa sia diversa da un\u2019altra; che si insista a\u00a0mettere in rilievo le differenze e non le somiglianze tra i pensieri,\u00a0i sentimenti, le persone, gli scrittori, i governi, i popoli.<\/h4>\n<p>Ammesso che le abitudini abbiano una funzione fondamentale\u00a0per la vita e per la sopravvivenza dell\u2019uomo, sia come individuo o\u00a0come componente della societ\u00e0 degli uomini, dobbiamo tener presente che l\u2019uomo comune segue sempre la pista delle abitudini anche\u00a0quando queste abitudini diventano controproducenti e sono pesanti\u00a0remore per il progresso della civilt\u00e0; l\u2019uomo rimane legato alle sue\u00a0\u00a0abitudini fino a creare condizioni sociali assurde nelle quali brancola\u00a0ciecamente, si dispera, ma rimane totalmente incapace di spezzarne \u00a0la struttura e modificarla. Ancora peggio \u00e8 il caso in cui l\u2019uomo\u00a0non si accorge che queste abitudini lo soffocano e lo tengono a\u00a0livello animalesco dell\u2019esistenza, come succede in una societ\u00e0 primitiva agreste quale quella dei siciliani che vivono ai margini del mondo\u00a0industriale ignorando il benessere del mondo moderno perch\u00e9 incapaci, per tutte le abitudini che li soffocano, a stendere la mano e\u00a0afferrare quel benessere. Peggio ancora quando tra questi uomini ci\u00a0sono anche quelli pi\u00f9 istruiti e quelli che occupano una posizione\u00a0di comando che preferiscono non allungare la mano per fare qualcosa\u00a0perch\u00e9 tutta questa palude, quest\u2019acqua stagnante significa vivere\u00a0tranquilli e pacifici anche se soltanto in seno alla loro classe, e accettano queste condizioni per abitudini pur sapendo che, se le cose cambiassero, essi diventerebbero dieci volte pi\u00f9 ricchi, pi\u00f9 potenti; chiudono cos\u00ec il cerchio vizioso da dove si pu\u00f2 scappare soltanto con la\u00a0emigrazione. Se questi uomini, a causa delle proprie abitudini, pur\u00a0avendone l\u2019occasione, non desiderano cambiare le cose e migliorarle,\u00a0a chi il compito di contestare e protestare? Allo scrittore ed essenzialmente al poeta. Non si deve creare il contenuto di un discorso\u00a0perch\u00e9 il contenuto \u00e8 presente in noi e attorno a noi; dalle cose che\u00a0non accettiamo attingiamo la ragione per scrivere e non solo la\u00a0ragione, ma anche l\u2019impulso, la spinta e, direi, l\u2019istinto.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, come ho gi\u00e0 detto, la polemica \u00e8 il tessuto dei\u00a0capolavori. Se gli scrittori e i poeti non comprendono questa fondamentale necessit\u00e0 di polemizzare, allora, il mondo e la societ\u00e0 ritornerebbero alle condizioni nelle quali si trovavano i cinesi centinaia\u00a0di anni fa, quando i secoli passavano senza apportare alcun cambiamento. Affinch\u00e9 gli scrittori e i poeti siano in continua contestazione\u00a0\u00e8 importante che gli individui scrittori non si accordino tra di essi\u00a0e che vivano nel caos letterario e che ciascuno di essi offra la propria interpretazione della situazione sociale, il suo modo di risolvere\u00a0i problemi che in essa esistono, cos\u00ec che le masse possano vedere\u00a0quella situazione non soltanto da un lato ma da tutti i punti di vista\u00a0dei diversi scrittori e poeti affinch\u00e9 in essi, lettori-massa, nasca irrevocabilmente la comprensione della verit\u00e0 complessiva della loro\u00a0stessa esistenza in una societ\u00e0 di uomini. \u00c8 assoluto dovere dello\u00a0scrittore creare una nuova religione, una nuova moralit\u00e0 della contestazione, che non lasci pi\u00f9 tranquille le persone contente.<\/p>\n<p>Anche se\u00a0esistesse Dio, egli vorrebbe proprio questo dal poeta, che l\u2019uomo\u00a0rimanesse il bambino che nascendo dice no e questo no fosse una\u00a0verit\u00e0 accettata perlomeno dagli scrittori se non dalle persone che\u00a0stanno in poltrona. Annuncio perci\u00f2, da queste pagine, questa nuova\u00a0religione \u00a0secondo la quale gli scrittori non debbono pi\u00f9 permettere\u00a0a coloro che sono ben vestiti, a coloro che si godono la vita a discapito degli altri, di bendare gli occhi ai loro simili e certe volte anche\u00a0agli scrittori stessi, accettando lo status quo, lo status quo che \u00e8 la\u00a0condizione peggiore per un uomo. L\u2019uomo vive sulla terra soltanto\u00a0pochi anni e non deve abbandonarsi, anche se sa che Dio non esiste, e non deve perdere completamente la speranza nella propria\u00a0esistenza. Deve essere l\u2019uomo a scoprire la sua eternit\u00e0 in questo\u00a0mondo, paradosso dei paradossi, un essere eterogeneo che diventa\u00a0eterno, che cambia e rimane lo stesso di prima; deve essere l\u2019uomo\u00a0a crearsi un paradiso sulla terra, ma non quel paradiso sognato da\u00a0tutte le religioni. Il paradiso dell\u2019uomo deve consistere nella partecipazione, nell\u2019 essere un individuo differente da tutti gli altri, ogni\u00a0uomo in s\u00e9 un mondo individuale, ogni uomo in s\u00e9 un Dio.<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 quel tizio che protesta e dice, \u00ab ma io voglio vivere in\u00a0pace, so che la mia esistenza finir\u00e0 e perci\u00f2 voglio vivere tranquillo\u00a0accettando le cose cos\u00ec come sono \u00bb si deve rispondere:no e assolutamente no. Quel tizio non deve fare altro che trovare una pistola\u00a0e spararsi perch\u00e9 egli non vuole lottare per diventare un Dio.<\/p>\n<p>Se\u00a0accetta la sua vita effimera, ombra di un\u2019ombra sfuggente nel tempo,ci\u00f2 che esiste e non esiste, ci\u00f2 che esiste e non esister\u00e0 mai per\u00a0sempre e sempre, egli certo non vale niente e a un simile nichilista\u00a0non resta altro che suicidarsi.<\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">4<\/span><\/h1>\n<h3>Il poeta deve sempre basarsi sulle proprie esperienze piuttosto che su nozioni impersonali o dialoghi intellettuali\u00a0dialoghi intellettuali.<\/h3>\n<p>Questa tesi sostiene l\u2019enfasi \u00a0sul \u2019individualismo, su opinioni o\u00a0proponimenti enunciati soltanto dal\u2019individuo e mai per delega dal\u00a0capogruppo o da un critico filosofo come Croce o da un critico di\u00a0estetica. La critica \u00e8 sempre un\u2019arte derivata, forse tra le pi\u00f9 basse\u00a0e pi\u00f9 volgari, la quale tende ,anche se \u201cpaternalsticamente\u201d, sempre\u00a0di sopraffare l\u2019artista in questione, piuttosto che essere sottomessa a\u00a0lui. La critica non deve esprimere solo l\u2019opinione di un uomo; per\u00a0essere critica valida dovrebbe riassumere l\u2019opinione di milioni di\u00a0persone.<\/p>\n<p>Non accettiamo nessun corpo letterario la cui testa pensa per\u00a0gli altri, dirige i movimenti delle membra-gruppo, privandole della\u00a0libera \u00a0espressione che \u00e8 unica vera espressione artistica.<\/p>\n<p>Sosteniamo la comunicabilit\u00e0 prima di ogni cosa, la comunicabilit\u00e0 tra individuo e individuo o tra individuo scrittore e societ\u00e0,\u00a0societ\u00e0 massa operaia, contadina e classe media. Posizione assurda\u00a0\u00e8 quella di alcuni che preferiscono tagliare la propria gola e strappare la propria lingua pur di non dare al\u2019altro individuo la possibilit\u00e0 di sentire e di comprendere, e questo \u00e8 il caso dei gruppi di\u00a0avanguardia italiana. Essi sono i primi \u00a0colpevoli, sostenitori degli\u00a0scritti generici e impersonali, sempre alla ricerca di una oggettivit\u00e0\u00a0simile al caos del mondo nel quale vivono e che, in verit\u00e0, li esclude\u00a0e perci\u00f2 nega loro la facolt\u00e0 di \u2019\u2019calarsi\u201d nel\u2019 unica realt\u00e0 rappresentata da essi stessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">5<\/span><\/h1>\n<h3>Che ognuno accetti la realt\u00e0 dell\u2019altro; non imponendo, perci\u00f2, la propria realt\u00e0, la propria esperienza, i<\/h3>\n<h3>propri principi, la propria poetica, il proprio linguaggio.<\/h3>\n<p>Nel giudicare gli scritti di un\u2019altra persona si deve, in primo\u00a0luogo, cercare di accettare la realt\u00e0 di quella persona sia come individuo che come insieme di principi. Non si tratta, perci\u00f2, di mettere in dubbio, come potrebbe fare un qualsiasi critico-pignolo, il\u00a0perch\u00e9 lo scrittore abbia usato tale parola invece di tal\u2019altra; ma\u00a0una volta che lo scrittore si \u00e8 espresso in quel modo, accettare la\u00a0realt\u00e0 quella che \u00e8 (egli, per\u00f2, potrebbe anche accettare la mia\u00a0realt\u00e0 ).<\/p>\n<p>Ci sono molti modi per risolvere dei problemi e raggiungere\u00a0dei traguardi. Il mio \u00e8 uno, e lo difendo, e credo sia il migliore per\u00a0raggiungere la mia felicit\u00e0 relativa. Su un livello politico, potremo\u00a0dire, per esempio, che per raggiungere una felicit\u00e0 relativa, un popolo\u00a0usa un metodo politico, economico ecc\u2026, mentre un altro popolo\u00a0ne usa uno diverso. Credo che sia intelligente accettare entrambe le\u00a0realt\u00e0<\/p>\n<p>\u2014 si potrebbe dare ad esse pi\u00f9 o meno valore ma \u00e8 meglio\u00a0accettarle senza anteporre la propria realt\u00e0 \u2014.<\/p>\n<p>Il mondo, oggi, \u00e8\u00a0cos\u00ec eterogeneo, espresso su vari livelli di realt\u00e0 che noi non siamo\u00a0pi\u00f9 capaci di accettare un solo modo di vedere le cose o per dirlo\u00a0pi\u00f9 chiaro, tutta l\u2019esistenza. Dico, anzi, che il mondo potrebbe\u00a0essere visto in una decina di modi diversi: sia a livello fisico, o filosofico, o psicologico, o scientifico, o letterario ecc\u2026 Ognuno di essi\u00a0una realt\u00e0 con pregi atti a descrivere, spiegare e risolvere problemi\u00a0e quesiti scientifici e artistici.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questione di convincere l\u2019altro, ma semplicemente un\u00a0processo per fare accettare al\u2019 altro la tua realt\u00e0, dato che l\u2019altro\u00a0non cambier\u00e0 mai la sua realt\u00e0 con la tua. Ripeto, questo processo\u00a0non avverr\u00e0. Ogni essere umano \u00e8 un piccolo mondo in s\u00e9 ed \u00e8\u00a0terribilmente geloso di questo suo mondo intoccabile. La sua realt\u00e0,\u00a0potrebbe, al massimo, far scoprire nella realt\u00e0 dell\u2019altro tutte quelle\u00a0cose che erano rimaste nel\u2019ombra o che quel\u2019 altro non aveva scoperto da solo; gli si d\u00e0, cos\u00ec, la possibilit\u00e0 di rivalutare se stesso e\u00a0la propria realt\u00e0. La vera comunicabilit\u00e0 tra due individui-mondi\u00a0non esiste, perch\u00e9 se esistesse io diventerei \u201dtu\u201d e tu diventeresti\u00a0\u201dio\u201d col risultato della distruzione di entrambi.<\/p>\n<p>A questo punto il\u00a0lettore potr\u00e0 chiedere come mai io insista sulla comunicabilit\u00e0 quando\u00a0affermo che la vera comunicabilit\u00e0 non esiste. Semplice: la vera\u00a0comunicabilit\u00e0 non esiste e noi dobbiamo contentarci di quest\u2019altra\u00a0che potremo chiamare pseudo-comunicabilit\u00e0, quella cio\u00e8 di cogliere\u00a0le vibrazioni della luce, del suono che fanno vibrare in noi, noi stessi,\u00a0che ci fanno conoscere noi stessi e perci\u00f2 indirettamente tutta l\u2019esistenza esterna. E qui ricorderemo che ogni particella dell\u2019esistenza \u00e8\u00a0una monade che in se stessa riflette il mondo perch\u00e9 \u00e8 simile al\u00a0mondo (anche essendo particolare e individuale); allo stesso modo\u00a0la particella e, l\u2019uomo, guardando allo specchio il riflesso di\u00a0se stesso, riesce a vedere gli altri, cio\u00e8 mette in luce se stesso nel\u00a0processo di conoscere gli altri. Noi siamo perci\u00f2 esseri eterogenei e\u00a0dobbiamo desiderare di rimanere tali e non sperare in una comunicabilit\u00e0 che possa distruggere il nostro individualismo.<\/p>\n<p>Ogni cosa in\u00a0s\u00e9 \u00e8 una cosa diversa; questa \u00e8 la ragione secondo la quale non si\u00a0dovrebbe accettare la tesi dei fisici, i quali scioccamente affermano\u00a0che le particelle atomiche, base della nostra esistenza, sono identiche\u00a0e non importa a chi appartengano: esse sono talmente simili che il\u00a0tempo stesso potrebbe andare sia avanti che indietro. Basta solamente un piccolo ragionamento per far cadere questi castelli scientifici di carta: noi siamo talmente grandi che non possiamo vedere\u00a0la differenza tra un elettrone e l\u2019altro, ma la differenza esiste ed \u00e8\u00a0complicata come lo \u00e8 la differenza tra un essere umano e l\u2019altro.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 di ciascun individuo \u00e8 separata da ogni altra e va esaminata\u00a0soltanto esaminando se stessi, notando le differenze e le somiglianze, \u00a0scoprendo in se stessi con l\u2019aiuto dell\u2019altro, cose prima sconosciute.\u00a0Questo \u00e8 il valore della comunicabilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">6<\/span><\/h1>\n<h3>Dare pi\u00f9 enfasi alle espressioni concrete che a\u00a0quelle generiche.<\/h3>\n<p>Le lingue primitive, prima di cristallizzarsi in forme poco elastiche, in generale ,erano formate da parole che subito creavano nella\u00a0mente una immagine concreta delle cose di questo mondo e dell\u2019esistenza stessa. Esempio di tale linguaggio sono L\u2019Iliade e la Bibbia.<\/p>\n<p>Le lingue moderne incorporano, invece, parole generiche che in poesia hanno una funzione negativa. Prendiamo ad esempio le parole\u00a0infinito, amore, bellezza, paradiso, infelicit\u00e0 ecc\u2026 sono parole che\u00a0molti scrittori, oggi, hanno il difetto di mettere nelle loro poesie e\u00a0non soltanto i poeti inesperti sono colpevoli di ci\u00f2, ma anche quelli\u00a0dell\u2019avanguardia, anzi questi ultimi, direi, sono i veri colpevoli, perch\u00e9 il lettore non arriva a comprendere il significato di una loro\u00a0frase dove queste parole si susseguono senza nesso logico.<\/p>\n<p>Tra gli scrittori del periodo romantico, \u00a0Keats fu il pi\u00f9 capace\u00a0nella creazione di immagini concrete e Shelley il pi\u00f9 incapace perch\u00e9, anche se bravo tecnicamente, la forma della sua poesia rimane\u00a0vuota a causa delle immense pause create da parole generiche che\u00a0per il lettore non hanno alcun significato. Ogni scritto deve creare\u00a0un immediato contatto con il lettore, deve essere una vera esperienza\u00a0per il lettore, il quale arricchendo la sua personalit\u00e0 pu\u00f2 nei rapporti con gli altri uomini servirsi di quella esperienza evocata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">7<\/span><\/h1>\n<h3>Dare pi\u00f9 importanza al contenuto che alla forma.<\/h3>\n<p>Forma prima e contenuto dopo? Contenuto prima e forma dopo?<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l\u2019eterna questione. E qui forse \u00e8 meglio vedere il problema \u00a0attraverso la filosofia della psicologia e la filosofia della fisica. \u00a0Quando nel grembo materno il bambino prende forma, cosa\u00a0viene prima, il contenuto, protoplasma, o la forma dell\u2019uomo?<\/p>\n<p>\u00c8 la\u00a0forma a priori? Mai la madre potrebbe intervenire in quel naturale\u00a0processo del contenuto, protoplasma, o della forma che, aprioristicamente o no, per natura, si sviluppa in quel\u2019individuo che \u00e8 nel\u00a0suo grembo. Certo l\u2019individuo avr\u00e0 forma di uomo, questa aprioristicamente \u00e8 una verit\u00e0; la forma, in questo senso, preesiste ma non\u00a0preesiste il fatto che il naso di quel\u2019uomo avr\u00e0 una certa lunghezza,\u00a0n\u00e9 che i suoi occhi avranno un colore azzurro o nocciola; tutto questo avviene per puro caso quando uno sperma tra milioni sale la\u00a0china nel processo di concepimento. E anche se l\u2019uomo potesse decidere quale sperma dovesse impregnare l\u2019uovo, gli occhi, il naso, ecc.\u00a0avrebbero quel colore e quella forma per puro caso, perch\u00e9 non \u00e8\u00a0la volont\u00e0 dell\u2019uomo a creare questo fatto a priori, ma dipende dagli\u00a0urti, dalle combinazioni e dalle strutture delle cellule, degli atomi,\u00a0degli elementi di cui \u00e8 formato quel\u2019uomo.<\/p>\n<p>Spostiamo ora questi\u00a0termini al poeta e alla sua potenziale poesia. Sappiamo gi\u00e0 che gli\u00a0impulsi per se stessi come onde di un mare agitato s\u2019infrangono sulle\u00a0rive e sulle spiagge dell\u2019essere e che alcuni tentacoli dell\u2019ego caotico\u00a0escono e s\u2019indirizzano come un fiume di sentimenti verso un obiettivo.<\/p>\n<p>Dal modo di scorrere di questo fiume dipender\u00e0 il fatto se la poesia \u00a0sar\u00e0 un capolavoro o meno. Come lo sperma che sicuramente prender\u00e0 forma di uomo, la poesia dovr\u00e0 avere il linguaggio e le parole\u00a0del poeta francese, inglese o italiano che esso sia; s\u00ec, questo \u00e8 deciso\u00a0a priori alla poesia; altra realt\u00e0 a priori \u00e8 inoltre il fatto che sar\u00e0\u00a0una poesia. Tuttavia il corso di questo fiume di parole-poesia non\u00a0potr\u00e0 mai dipendere da una \u00a0meccanica decisione ed essere una poesia di alto valore; non si potr\u00e0 dire prima, perci\u00f2, se la poesia sar\u00e0\u00a0composta in decasillabe o in rima baciata. In ogni modo, queste condizioni toglierebbero alla poesia la vera essenza creativa.<\/p>\n<p>Invece la\u00a0poesia avr\u00e0 i capelli di un certo colore, cos\u00ec, naturalmente e non\u00a0deciso da una forma automatica e prescelta. Il poeta veramente consapevole dei suoi mezzi non sottoporr\u00e0 perci\u00f2 il suo componimento\u00a0ad un eccessivo controllo intellettuale con una scelta di forma a priori,\u00a0ma avendo, col tempo, acquisito abitudini ed essendo passato attraverso diverse esperienze artistiche, nel momento della vera creazione\u00a0della poesia egli, poeta, si sentir\u00e0 immerso in una realt\u00e0 pi\u00f9 vera di\u00a0qualsiasi altro momento della sua esistenza e questa realt\u00e0 si tra\u00a0sformer\u00e0 in realt\u00e0-poesia attraverso una spontanea intuizione, divenuta spontanea ed intuizione per le seguenti ragioni:<\/p>\n<p>1 ) capacit\u00e0 tecnica;<\/p>\n<p>2) libert\u00e0 di esprimere i propri sentimenti;<\/p>\n<p>3 ) una leggerissima guida invece di un pesante controllo intellettuale al punto, quasi, da poter dire che la poesia scrive se stessa;<\/p>\n<p>4) un trascendere dell\u2019intero essere del poeta nel quale sono\u00a0armonizzate in altissimo rapporto di vibrazione, di consapevolezza,<\/p>\n<p>di avvertenza, tutta la realt\u00e0 e tutte le qualit\u00e0 dell\u2019essere umano:<\/p>\n<p>a) sentimenti;<\/p>\n<p>b) passioni;<\/p>\n<p>c) intelletto e abitudini;<\/p>\n<p>il tutto attraverso una sublimazione del sesso. Inutile negarlo, questa \u00e8 la verit\u00e0, anche se molti si rifiutano di riconoscerla. Noi siamo\u00a0quelli che siamo e il nostro istinto sessuale \u00e8 un punto fondamentale\u00a0nella creazione poetica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">8<\/span><\/h1>\n<h3>Pi\u00f9 peso alla passione che dell\u2019intelletto perch\u00e9\u00a0la poesia guidata dal puro intelletto si allontana\u00a0dal lettore di massa.<\/h3>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 importante la passione pi\u00f9 dell\u2019intelletto? Perch\u00e9 la\u00a0passione \u00e8 la sostanza dell\u2019individuo stesso. \u00c8 naturale che esistano\u00a0due estremi da evitare; primo, lasciarsi andare agli impulsi ciechi\u00a0non ancora capaci psicologicamente di seguire una precisa pista, una\u00a0direzione positiva con un obiettivo oggettuale; quando cio\u00e8 il poeta\u00a0si abbandona ad atteggiamenti schizofrenici e freudiani e si esprime\u00a0su un piano di limitata \u00a0comprensione e con espressione artistica idonea soltanto tra le mura di un manicomio; secondo, si pu\u00f2 salire\u00a0a un livello puramente intellettualistico e perci\u00f2 ridursi a un espressione pallida derivata e copia di quella vera e viva.<\/p>\n<p>Gli estremisti\u00a0linguistici di un metodo intellettualistico sono molto evidenti in tutte\u00a0le espressioni specializzate come ad esempio le scienze, la fisica e la\u00a0matematica e anche certa letteratura di avanguardia i cui scrittori\u00a0intellettualistici tendono, creando simboli, ad escludere da ogni partecipazione l\u2019uomo di massa. A questo punto c\u2019\u00e8 da dire che l\u2019arte\u00a0piuttosto che rimanere esclusa dalla scienza, dalla matematica, dalla\u00a0fisica, dalla letteratura d\u2019avanguardia deve conquistare queste scienze\u00a0cosicch\u00e9, per esempio, il fisico-artista possa descrivere il mondo degli\u00a0atomi in un modo tale che una teoria come quella della relativit\u00e0\u00a0diventi comprensibile e perci\u00f2 propriet\u00e0 comune a tutti gli. uomini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">9<\/span><\/h1>\n<h3>\u00c8 necessaria l\u2019assenza di qualsiasi \u201cpaura\u201d, la\u00a0piena libert\u00e0 e la lotta aperta contro coloro che\u00a0sostengono lo status quo.<\/h3>\n<p>Troppo spesso il poeta e lo scrittore si rifiutano di scrivere o\u00a0di dire quello che pensano perch\u00e9 ci\u00f2 potrebbe mettere in pericolo\u00a0la loro carriera di scrittore e di poeti. Basta, infatti, urtare qualche\u00a0giornalista o qualche direttore di una qualsiasi casa editrice, o magari\u00a0uno scrittore influente per bloccare il proprio avvenire. Molte volte\u00a0avviene che lo scrittore esageri tali pericoli non prendendo, cos\u00ec,\u00a0una posizione a favore o a sfavore di una qualsiasi tesi, e assumendo,\u00a0perci\u00f2, anche senza volerlo, una posizione letteraria qualunquista.<\/p>\n<p>La vera colpa di questo modo di pensare e di agire \u00e8 sempre\u00a0dei giornalisti e degli scrittori affermati che, pur professandosi uomini\u00a0liberi e agendo in tanti altri casi da uomini liberi, lo stesso creano\u00a0attorno a loro un mito di irraggiungibilit\u00e0. Un uomo veramente libero, un uomo veramente onesto deve riconoscere il marciume, il difetto\u00a0della sua posizione e soltanto allora l\u2019uomo-scrittore-giornalista non\u00a0sar\u00e0 strumentato di una posizione di autorit\u00e0, parte cio\u00e8 del\u2019<em>establishment nel quale si trova.<\/em><\/p>\n<p>E non dobbiamo sogghignare davanti ai\u00a0russi o ai cinesi che nei loro paesi instaurano l\u2019autocritica. Certo alla\u00a0autocritica forzata \u00e8 sempre da preferire quella volontaria che tiene\u00a0l\u2019uomo-giornalista-scrittore in guardia e facendogli desiderare la libert\u00e0\u00a0e dandogli la forza di non creare un clima di paura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">10<\/span><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Un atteggiamento anarchico invece di una posizione letteraria stabilizzata e autoritaria che,\u00a0con la complicit\u00e0 di qualche critico, strumentalizza i mezzi di comunicazione, arrecando grave\u00a0danno al lettore.<\/h3>\n<p>\u00c8 necessario Patteggiamento polemico artistico che mette in dubbio le posizioni pi\u00f9 accettate, in modo che il lettore, dopo una attenta\u00a0lettura, non accetti, quale lettore-pecora, la pappa propinatagli per\u00a0proteggere gli interessi dello<em>\u00a0status quo<\/em>\u00a0e perci\u00f2 capitalistici; una\u00a0assoluta enfasi su tutto Patteggiamento dello scrittore, sulla sua moralit\u00e0, la sua posizione in relazione alle cose piuttosto che alla valorizzazione del modo di scrivere stilisticamente e formalmente. Non importa quale forma lo scrittore impieghi ma sono importanti gli atteggiamenti personali dello scrittore. Un critico letterario pu\u00f2 ritenersi\u00a0ed essere ritenuto onesto, sincero, veritiero, eppure pu\u00f2 commettere\u00a0sempre un fondamentale errore perch\u00e9 sempre approfitta di tutti i\u00a0mezzi di comunicazione che gli vengono messi a disposizione affinch\u00e9\u00a0i suoi pensieri diventino leggi; leggi autoritarie che non permettono\u00a0ad altre espressioni pi\u00f9 deboli di gareggiare con lui dato che non\u00a0possono partire da una piattaforma di diffusione come la sua.<\/p>\n<p>Egli, critico affermato, accettato e divenuto autorit\u00e0 detta leggi e, anche\u00a0se cerca di negare il fatto, segretamente in cuor suo si gloria al pensiero che la sua voce abbia un gran peso su tutti gli altri e disprezza\u00a0questi altri che non sono riusciti a sollevare la testa, li disprezza \u00a0perch\u00e9 sa che quando \u00a0gridano e protestano, la loro voce pu\u00f2 raggiungere \u00a0soltanto un numero limitato di ascoltatori e di lettori .<\/p>\n<p>La propria logica porta il critico a pensare che non si pu\u00f2 permettere a tutti\u00a0di esprimere la propria opinione poich\u00e9 alla cima della piramide letteraria c\u2019\u00e8 spazio per pochi e solo a questi pochi spetta il privilegio\u00a0di spandere su un vasto e largo raggio la propria parola .<\/p>\n<p>Quale soluzione dunque a questa situazione? La soluzione\u00a0dipende dagli stessi critici che, invece di ignorare tutti quei manoscritti che giacciono sulle loro scrivanie e che raccolgono polvere,\u00a0solo perch\u00e9 essi non li ritengono meritevoli di attenzione, potrebbero\u00a0tentare di pubblicarne alcuni e cos\u00ec dare voce agli sconosciuti anche\u00a0se poco meritevoli. Ma chi dei critici, lass\u00f9, avrebbe il coraggio di\u00a0fare una cosa simile? Essi sanno che le pagine delle riviste a disposizione sono poche e che le grandi case editrici stampano un numero\u00a0limitato di libri e perci\u00f2 non sanno frenare la tentazione di accaparrarsi questi mezzi di comunicazione e chiudere la porta in faccia ai\u00a0\u2019\u2019nuovi\u201d. Si tenga presente che questo sistema letterario non viene\u00a0creato soltanto dalla struttura capitalistica, ma dai critici stessi che\u00a0si dicono comunisti, anarchici e che, una volta inseriti nel \u00a0sistema,\u00a0sollevano mura di esclusivit\u00e0 che racchiudono il privilegio per i\u00a0primi, i migliori, e soltanto per essi. Punto cardine, nel campo letterario, sarebbe quello di eliminare l\u2019immorale azione di premiare i\u00a0migliori, dando alloro sempre i primi posti riconoscendo solo a loro\u00a0il diritto di \u00a0comunicare con il lettore.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questo che avvilisce\u00a0gli altri e li fa sentire confinati alla periferia, che li fa ritorcere su\u00a0se stessi in un ristretto ambiente senza alcun contatto rinnovatore\u00a0con gli ambienti pi\u00f9 progrediti e pi\u00f9 agguerriti.\u00a0In verit\u00e0 se ci\u00a0fosse uno scambio di pensieri e di espressioni si potrebbero scoprire\u00a0vari scrittori di periferia che scrivono tanto bene quanto quelli che\u00a0stanno al\u2019apice della famosa piramide.<\/p>\n<h6>1\u00a0L\u2019articolo pubblicato nel maggio 1970 sull\u2019\u00ab Espresso \u00bb da Umberto Eco a\u00a0difesa della grande editoria e di quei pochi scrittori a servizio \u00a0dell\u2019 establishment \u00a0c contro tutti gli altri meno bravi \u00e8 un esempio perfetto di ci\u00f2 che sto dicendo.<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">11<\/span><\/h1>\n<h3>Che la forma sia l\u2019estensione del contenuto e perci\u00f2 libera espressione del contenuto.\u00a0Peso,dunque, sulla spontaneit\u00e0 che su una formalistica espressione creata a priori e che deforma\u00a0l\u2019espressione artistica.<\/h3>\n<p>\u00c8 ovvio che i giovani non possono venirci a dire: i nostri scritti\u00a0aderiscono alla formula predetta dunque, sono capolavori. Ci sono,\u00a0infatti, migliaia di giovani che sentono il bisogno di scrivere quando\u00a0sono innamorati; \u00e8 scontato che tutti dicano sempre la stessa cosa\u00a0e che i loro lavori siano troppo ingenui e manchino di mezzi di\u00a0espressione e di una certa esperienza artistica: non possono avere,\u00a0dunque, un valore artistico. Se, invece, uno scrittore, magari comunissimo, fa delle prove continue e riesce col tempo ad acquisire delle\u00a0abitudini elastiche, dei mezzi consistenti, allorch\u00e9 si trover\u00e0 nel\u00a0momento giusto in cui sente il bisogno di dire qualcosa, in cui ha\u00a0qualche passione e se stesso da esprimere, si esprimer\u00e0 spontaneamente ma carico di quelle abitudini di espressioni artistiche gi\u00e0\u00a0acquisite.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario certo non ignorare l\u2019importanza della prima volta\u00a0quando il poeta sente il bisogno di sublimare una sua passione in\u00a0poesia; proprio quello infatti, \u00e8 il momento in cui il giovane scrittore\u00a0dovrebbe essere incoraggiato. In certo senso durante l\u2019anno 1957\u00a0la Fiera Letteraria ebbe in Italia proprio questa funzione, ma incoraggiava i giovani in modo troppo paternalistico. Saper incoraggiare\u00a0i giovani, infatti, \u00e8 cosa molto difficile. Questo compito, a parer\u00a0mio, dovrebbe essere lasciato alle scuole. A cominciare dalle scuole\u00a0elementari necessariamente ogni istituto dovrebbe avere il suo piccolo\u00a0giornale sul quale, sin da bambini, si possa imparare ad esprimere\u00a0le proprie idee; sul quale il bambino possa vedere stampate le sue\u00a0creazioni che per lui valgono sicuramente quanto gli scritti del migliore scrittore d\u2019Italia. Ma perch\u00e9 si ottenga una cosa simile si\u00a0dovrebbe cambiare sia la politica che la legge italiana, la quale\u00a0impone il proprio controllo anche su un giornalino scolastico, ostacolando con tutta la pesante burocrazia anche la libera espressione\u00a0di bambini appena usciti dalla culla.<\/p>\n<p>Qualsiasi ostacolo alla libera espressione di stampa dovrebbe\u00a0essere interpretato non-costituzionale. Ogni scrittore dovrebbe avere\u00a0la libert\u00e0 di descrivere qualsiasi altro scrittore come egli lo vede, e se\u00a0lo vede come un diavolo, che lo dipinga pure cos\u00ec, interessante, per\u00f2,\u00a0che gli si dia l\u2019opportunit\u00e0 di rispondere liberamente sullo stesso\u00a0mezzo di diffusione. Il giornalismo, allora, diventerebbe molto pi\u00f9\u00a0interessante anche se, in certi casi, pi\u00f9 volgare. Inoltre non dovrebbe\u00a0essere permesso a nessuno di ripararsi dietro il paravento legale di\u00a0una legge insulsa come quella della querela per diffamazione.<\/p>\n<p>Quando lo scrittore immerge il contenuto del suo discorso in\u00a0forme che seguono tale o tal\u2019altra moda, destinata col tempo a passare, quella forma che egli credeva innovatrice e molto diversa dalle\u00a0precedenti, in verit\u00e0, diventa la bara dei suoi scritti. Soltanto quegli\u00a0scrittori che riescono a superare le costrizioni di forma suvvivono e\u00a0generalmente, sono coloro che per la propria spontaneit\u00e0 e per la\u00a0ricchezza del proprio \u00a0individualismo non possono conformarsi alle\u00a0regole.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 la forma \u00e8 complicata e stabilita a priori, meno il poeta\u00a0riesce a sopportare il peso del tempo.\u00a0A questo punto, lo scrittore di avanguardia fa le sue obiezioni\u00a0e dice: \u00ab la lingua stessa \u00e8 forma e perci\u00f2 bisogna distruggere questa\u00a0lingua se vogliamo distruggere tutto il modo di pensare dettato da\u00a0una societ\u00e0 capitalistica che fino ad oggi prevale nel nostro paese \u00bb.<\/p>\n<p>Ma questo \u00e8 un ragionamento da sofisti; perch\u00e9 agire cos\u00ec significherebbe annullare la propria esistenza, annullare le esperienze accumulate attraverso generazioni, attraverso migliaia e migliaia di anni;\u00a0significherebbe volere ignorare la ricchezza che l\u2019uomo ha accumulato durante le epoche della sua esistenza.\u00a0In verit\u00e0, se gli scrittori italiani di avanguardia fossero coerenti\u00a0con se stessi, allora, per logica, non potrebbero permettersi nemmeno di ragionare con la lingua tradizionale-capitalistica. Ammetto\u00a0che anche questo mio ragionamento diventa sofismo, ma mi ci\u00a0costringono proprio quelli dell\u2019avanguardia ogni volta che riesco a\u00a0metterne uno con le spalle al muro.<\/p>\n<p>Credo, per\u00f2, che la cosa debba essere vista sotto due aspetti;uno sociologico e l\u2019altro psicologico. Se in questo istante l\u2019uomo\u00a0annullasse le parole, la lingua, tutti i mezzi con i quali descrive e\u00a0conosce il suo ambiente egli, non soltanto distruggerebbe la lingua,\u00a0ma anche l\u2019umanit\u00e0. Se l\u2019uomo non potr\u00e0 pi\u00f9 farsi intendere dicendo\u00a0\u2019\u2019porta\u201d perch\u00e9 l\u2019idea della parola \u2019\u2019porta\u201d \u00e8 stata distrutta, non\u00a0potr\u00e0 pi\u00f9 aprire o chiudere la porta perch\u00e9 avr\u00e0 dimenticato tutta\u00a0la sua esperienza e il linguaggio attorno a tale parola. Una settimana\u00a0sotto simili condizioni e l\u2019umanit\u00e0 tutta perirebbe; ecco perci\u00f2 l\u2019utilit\u00e0 della lingua che rappresenta tutto ci\u00f2 che l\u2019uomo ha imparato\u00a0nel suo mezzo milione di anni sulla terra. Per il rinnovamento della\u00a0lingua si possono soltanto sostituire, a quelle che vogliamo scartare,\u00a0altre parole, ma a condizione che queste nuove parole siano espressioni comuni del popolo. Questo \u00e8 molto difficile, e gli aderenti al\u00a0gruppo di avanguardia 63 dimenticano che non c\u2019\u00e8 scrittore nella\u00a0storia che abbia potuto da solo creare un nuovo linguaggio; il popolo,\u00a0invece, pu\u00f2 farlo. Dal lato psicologico, sappiamo che le parole sono\u00a0abitudini, ma non abitudini acquisite attraverso impulsi rimasti ciechi, ma impulsi che sono resi intelligenti da queste abitudini.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro\u00a0che molti scrittori del\u2019avanguardia vogliano con proposte intellettuali esprimere nelle loro opere ciechi impulsi. E qui ci troviamo\u00a0dinanzi a una forte contraddizione perch\u00e9, o ci si abbandona completamente ad una espressione impulsiva, scendendo perci\u00f2, nel profondo del proprio io per diventare orribili vermi che strisciano nel\u00a0fango del sesso, uno stato assurdo nel quale nessun animale o uomo\u00a0potrebbe rimanere e suvvivere, oppure si rimane ipocritamente sotto\u00a0la guida dell\u2019intelletto agendo falsamente, perch\u00e9 lo scrittore intelligente che non si abbandona ai propri impulsi non pu\u00f2 esprimerli\u00a0come veramente essi sono, ma ne esprimerebbe soltanto una copia.<\/p>\n<p>L\u2019unica speranza che rimane allo scrittore \u00e8 perci\u00f2 quella di\u00a0sublimare questi impulsi e istinti del proprio io, riconoscendo il valore di essere soggetto proprio quando questi impulsi si imbattono\u00a0in un oggetto esterno, dando inizio ad una esperienza, esperienza che, \u00a0ripetuta, diventa abitudine, abitudine utile e necessaria che non possiamo distruggere. Per concludere, l\u2019individuo acquisisce queste abitudini e queste esperienze e, nella scelta per preferire l\u2019una o l\u2019altra\u00a0abitudine, egli diventa uomo intelligente.<\/p>\n<p>Questa scelta, a sua volta,\u00a0sar\u00e0 molto indicativa perch\u00e9, se la forma delle sue parole-abitudini\u00a0\u00e8 rigida, egli non sar\u00e0 capace di esprimersi \u00a0spontaneamente; se queste abitudini-parole-esperienze sono radicate in lui debolmente, allora\u00a0l\u2019individuo balbetter\u00e0 e non sar\u00e0 capace di esprimersi, perch\u00e9 non\u00a0sa quale parola-abitudine ripetere; non potrebbe essere, perci\u00f2, mai\u00a0un grande scrittore.<\/p>\n<p>Un contadino impara le sue abitudini rigidamente e per questa\u00a0ragione \u00e8 incapace di affrontare una nuova situazione che richiede\u00a0abitudini pi\u00f9 elastiche, meno rigide e perci\u00f2 pi\u00f9 adattabili e modificabili secondo il problema immediato che si deve risolvere. Naturalmente, quando per abitudine si fa sempre la stessa cosa e poi, di\u00a0colpo, ci si trova davanti a una situazione nuova che richiede un\u00a0adattamento delle proprie abitudini e una nuova combinazione di\u00a0esse, si rimane incapaci di adattarsi. Lo stesso dicasi per i muscoli.<\/p>\n<p>Un sollevatore di pesi, ad esempio, \u00e8 il peggiore giocatore di pallacanestro, perch\u00e9 i suoi muscoli, hanno preso l\u2019abitudine di una continua ripetizione, mentre il gioco di pallacanestro richiede muscoli\u00a0che sappiano affrontare nuove situazioni. La stessa cosa vale anche\u00a0per lo scrittore e le sue parole e le sue frasi che devono essere elastiche ed imparate tanto bene da dare vita ad espressioni spontanee,\u00a0se invece egli non \u00e8 completamente padrone di tali espressioni dovr\u00e0\u00a0cercarle come se si trovasse in una stanza buia dove vuol catturare\u00a0un gatto nero che non c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>Voglio dire con ci\u00f2 che l\u2019anima umana e la somma del suo linguaggio; togliete il linguaggio dal\u2019uomo e avrete distrutto l\u2019individuo perch\u00e9 egli sar\u00e0 costretto a ritornare bestia cieca e a servirsi\u00a0soltanto di impulsi ciechi per risolvere i problemi che gli premono.\u00a0L\u2019uomo, forse istintivamente \u00e8 dotato di certe facolt\u00e0 che gli fanno\u00a0riconoscere le forme belle esistenti nel mondo. Esiste, come sembra,\u00a0nel\u2019individuo stesso una naturale guida che va incoraggiata, ma alla\u00a0quale non si pu\u00f2 dettare legge; come prova la psicologia Gestalt.<\/p>\n<p>Ci sono certe forme naturali di triangoli o di cerchi che sono belli\u00a0perch\u00e9 la maggior parte degli uomini li vede belli. C\u2019\u00e8 un accordo\u00a0che non dipende dalla capacit\u00e0 acquisita, istruita ed esperta. E allora,\u00a0quale sarebbe il modo di incoraggiare nel\u2019 uomo tale guida naturale?<\/p>\n<p>Dando fiducia a tutti, al\u2019 operaio, al contadino, al\u2019 uomo semplice,\u00a0allo scrittore di secondo o terzo ordine, sul concetto che egli ha di\u00a0ci\u00f2 che \u00e8 bello e non costringerlo ad ascoltare forme a priori,\u00a0nel momento in cui tende a creare una nuova espressione che si\u00a0esprime con tutto il suo essere in un momento di estasi totale senza\u00a0essere ostacolato da parole che non conosce perch\u00e9 poco usate. Sicuramente quello che sto dicendo \u00e8 in netto contrasto con le opinioni\u00a0create falsamente e ingannevolmente dalla stampa capitalistica e specialmente dai critici che, con abilit\u00e0 e con ogni mezzo, cercano di\u00a0formare una opinione di massa che \u00e8 sempre conveniente al gruppo \u00a0che controlla la stampa. Inevitabilmente, coloro che sono stati capaci\u00a0di evitare questo inganno disprezzano chi si \u00e8 lasciato ingannare;\u00a0essi fanno un grave errore, perch\u00e9 non capiscono che gli stessi mezzi\u00a0impiegati dai gruppi di controllo sono i soli mezzi per raggiungere\u00a0l\u2019orecchio degli uomini semplici, e se essi vogliono rimediare al\u00a0danno, devono usare questi stessi mezzi e questo stesso linguaggio.<\/p>\n<p>Ma ritornando al contenuto e alla forma di un\u2019opera dobbiamo\u00a0ammettere che la migliore espressione artistica si ha quando le abitudini dell\u2019uomo sono molto plastiche e si plasmano spontaneamente\u00a0e in brevissimo tempo, essendo esse il tessuto del contenuto che si\u00a0congela naturalmente sulla pagina attraverso una scelta priva di esitazione, che non \u00e8 pi\u00f9 semplice scelta intelligente di parole, di espressioni, di forma, ma una intuizione mista di sentire come un vibrare\u00a0di alcune corde strumentali tutte allo stesso momento, e nessuna\u00a0fuori tono; l\u2019individuo \u00e8 una somma di queste vibrazioni naturali e\u00a0spontanee, l\u2019orecchio dell\u2019intelletto, le passioni, il sentire dell\u2019individuo stesso. \u00c8 certo che prima di giungere a una simile preparazione artistica, il poeta o lo scrittore deve aver fatto molta strada\u00a0attraverso momenti artistici riusciti o falliti. \u00c8 sempre da disprezzi\u00a0quel\u2019artigiano che, una volta scelta una forma costruisce la cosa in\u00a0serie senza usare pi\u00f9 n\u00e9 intelligenza, n\u00e9 intuizione.<\/p>\n<p>Mi dispiace\u00a0ammetterlo, ma il 90 % della poesia di tutti i tempi \u00e8 stata scritta\u00a0proprio cos\u00ec. I poeti divenuti bravi artigiani della poesia, seguono\u00a0una forma \u2014 sonetto, rima baciata \u2014 proprio alla stessa maniera\u00a0dell\u2019artigiano che sceglie la forma della sedia per costruirla poi in\u00a0serie. Oggi, leggendo queste poesie avvertiamo un senso di stanchezza\u00a0perch\u00e9 risentiamo continuamente, come nelle poesie di E. A. Poe, lo\u00a0stesso battito monotono che ci stanca e che pu\u00f2 soddisfare soltanto\u00a0i pi\u00f9 pigri, disposti a vivere una esistenza monotona. Mentre \u00e8 facile\u00a0comprendere che le poesie di Pavese, e quelle ultime in special modo,\u00a0resisteranno al tempo perch\u00e9 prive di qualsiasi forma a priori, esterna, perch\u00e9 sono poesia. La forma \u00e8 l\u2019estensione di un contenuto\u00a0espresso spontaneamente ed artisticamente. La stessa cosa vaie per\u00a0le poesie di Esenin per quelle di Cendras nelle quali non esiste alcuna\u00a0distanza impersonale tra poesia ed uomo; non si tratta soltanto di\u00a0espressione di idee, ma di passioni; ricerca cio\u00e8 di esprimere l\u2019uomo\u00a0stesso.<\/p>\n<p>Sono assolutamente convinto che principale scopo della poesia\u00a0\u00e8 proprio questo: non \u00e8 il fatto che l\u2019uomo riesca a lasciare sui fogli scritti i suoi pensieri e i suoi sentimenti ma che lasci sul foglio\u00a0se stesso, dopo aver tolto tutti i veli superflui tra lui e il lettore.\u00a0\u00c8 possibile una cosa simile? Certamente \u00e8 cosa molto difficile perch\u00e9 le parole una volta sul foglio, sono soltanto e sempre simboli,\u00a0ma, e qui sta il miracolo della poesia, quando il tutto viene detto\u00a0attraverso un momento di espressione artistica, come ho affermato\u00a0sopra, otteniamo simboli che riescono a rappresentare l\u2019uomo stesso.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, il lettore di un altro tempo, di un\u2019altra generazione pu\u00f2 riuscire a toccare l\u2019anima di un poeta gi\u00e0 morto, gi\u00e0 annullato dalla\u00a0tragedia della sua esistenza, da tutto quel nero che l\u2019uomo cerca inutilmente di evitare e che solo con una poesia, lasciando cio\u00e8 se stesso\u00a0su un foglio di carta, pu\u00f2 vincere almeno per un certo tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">12<\/span><\/h1>\n<h3>Che la poesia sia una logica sequenza razionale\u00a0oppure una giustapposizione concreta di immagini e, anche se mancante di sequenze razionali,\u00a0essa poesia, si completi alla maniera di Gestalt,\u00a0per cui anche se le parti sono meno o pi\u00f9 del\u2019intero, \u00e8 sempre comprensibile e completa.<\/h3>\n<p>Per raggiungere* uno scopo, e nel nostro caso, una poesia completa, esistono vari modi; si potrebbe seguire la logica<\/p>\n<p>\u2014 uno pi\u00f9\u00a0uno fanno due \u2014, ma non \u00e8 detto che una immagine ben descritta\u00a0debba essere logica e matematica; si possono, infatti, esprimere una\u00a0serie di immagini, una dietro l\u2019altra, non aventi alcuna sequenza\u00a0logica ma che saranno sempre impressioni concrete comprensibili al\u00a0lettore che intuir\u00e0 spontaneamente il significato della poesia. \u00c8 ovvio,\u00a0per\u00f2, che in questo caso il poeta incorre nel rischio di creare per la\u00a0maggior parte dei casi soltanto un cumulo di immagini senza alcun\u00a0significato. Questa \u00e8 infatti la ragione per la quale preferisco una\u00a0poesia di Emily Dickins\u00f3n o di Robert Frost invece che quella di un\u00a0Ungaretti o un Montale. Dickinson e Frost usarono una logica sequenza poetica di idee e di sentimenti e, anche se entrambi fecero l\u2019errore\u00a0di servirsi di una forma a priori, fortunatamente non seppero rispettarla perch\u00e9 il loro individualismo era pi\u00f9 forte di qualsiasi forma\u00a0prestabilita. Sono entrambi poeti soggettivi e anche se Frost qualche\u00a0volta tenta di essere obiettivo, la sua obiettivit\u00e0 descrive la soggettivit\u00e0 di se stesso.<\/p>\n<p>La poesia di Montale e di Ungaretti \u00e8 invece la ricerca di una poetica irrazionale e impersonale di cui il lettore deve intuire\u00a0il significato, intuire il pi\u00f9, cio\u00e8 la poesia intera invece delle varie\u00a0parti che, anche messe insieme, sono sempre meno della poesia intera.\u00a0Nella maggioranza dei casi la poesia ermetica cerca di escludere\u00a0il poeta dalla sua stessa poesia, aggiungendo cos\u00ec al\u2019impersonalit\u00e0 di\u00a0espressione una obiettivit\u00e0 assurda, quasi inumana, fredda, che in\u00a0Montale \u00e8 una cattiva reminiscenza dei principi classici di T. S. Eliot.<\/p>\n<p>Chiamo simile poetica una congiura per escludere le persone umili\u00a0da un intelligente apprezzamento delle cose migliori.\u00a0\u00c8 certo che Montale rappresenta la peggiore espressione poetica\u00a0italiana degli anni nostri perch\u00e9 la sua poesia ha la sola funzione di\u00a0soddisfare un ristretto numero di persone ed esclude perci\u00f2 la massa\u00a0media e il popolo dalla partecipazione alla letteratura. Ecco come si\u00a0spiega il fatto che Ungaretti e Montale non siano riusciti a scrivere\u00a0pi\u00f9 di due o tre buone poesie ciascuno, mentre Frost e Dickinson\u00a0seguendo la strada semplice della sequenza logica hanno creato ciascuno un centinaio di poesie valevoli.<\/p>\n<p>La poca resa dei poeti italiani \u00e8 da attribuire, secondo me, alle\u00a0scuole italiane e in special modo al liceo classico dove si insegna ai\u00a0discepoli che pi\u00f9 un poeta o uno scrittore scrive in forma studiata\u00a0e difficile, pi\u00f9 \u00e8 valido e attendibile. Prova di quanto sto dicendo \u00e8\u00a0che se chiedete ad uno \u00a0studente liceale chi \u00e8 il pi\u00f9 bravo poeta italiano dei nostri tempi, senza alcun dubbio vi risponder\u00e0: Montale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 risponder\u00e0 cos\u00ec? Perch\u00e9 i licei sono scuole classiste. A conclusione di ci\u00f2 io suggerisco ai poeti italiani di avanguardia che\u00a0invece di \u00a0distruggere la lingua italiana, come protesta al capitalismo,\u00a0comincino col distruggere le scuole di classe quali i licei italiani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">13<\/span><\/h1>\n<h3>Che il poeta esprima odio o amore e non rimanga mai nella via di mezzo, cio\u00e8 non sia mai\u00a0impersonale.<\/h3>\n<p>Questo mio appello al poeta ad odiare o amare veramente, forse, causer\u00e0 un certo allarme, ma sono convinto che un poeta il quale\u00a0preferisce la via di mezzo, non potr\u00e0 mai raggiungere una poetica\u00a0viva e palpitante\u2026<\/p>\n<p>Ma cosa intendo per via di mezzo? La via di mezzo sarebbe\u00a0uno stato d\u2019animo in cui una persona \u00e8 passiva e soddisfatta; il trovarsi in perfetta armonia con l\u2019esistenza da non aver niente di che\u00a0lamentarsi. Ovviamente si trovano in questo stato quelle persone che\u00a0occupano le migliori poltrone e sono esse a difendere lo status quo:\u00a0ogni cambiamento infatti, potrebbe soltanto peggiorare le cose nei\u00a0loro riguardi. Essi non considerano inoltre che un buon stato di cose\u00a0sotto ogni punto di vista, quasi un paradiso, invece di essere un bene,\u00a0\u00e8 un male perch\u00e9 sottrae al\u2019uomo la soggettivit\u00e0 facendolo diventare\u00a0un oggetto. Quando perci\u00f2 il poeta si trova in passivit\u00e0, direi quasi in\u00a0letargo, quando tutto il suo essere dorme e solo il suo intelletto svolazza come un uccello, egli d\u00e0 vita ad una poesia scialba, impersonale\u00a0e di poco effetto, che non vibra e non fa vibrare.<\/p>\n<p>L\u2019odio e l\u2019amore non devono essere una semplice espressione\u00a0elegiaca, una sbavatura patetica inesperta come dice G. Zagarrio nella\u00a0rivista \u00ab Ponte \u00bb parlando degli errori compiuti dai vari Bus\u00e0 ecc\u2026<\/p>\n<p>Questa specie di poesia elegiaca patetica \u00e8 la peggiore che possa esistere e diventa pessima quando il poeta scappa avanti cercando di\u00a0assumere una posa poetica che non sente e che non \u00e8 sua, cadendo\u00a0a volte nel ridicolo, perch\u00e9 costretto ad assumere una sovrastruttura\u00a0poetica non propria, stonata in confronto alla quantit\u00e0 di amore e\u00a0di odio che esiste nello scrittore stesso.\u00a0\u00c8 vero, ci sono uomini piccoli e devono contentarsi di scrivere\u00a0il\u00a0piccole poesie e non cercare di esprimere pi\u00f9 di quello che sono.\u00a0Perch\u00e9 sforzarsi ad essere diversi? Quanto meglio sarebbe se molti\u00a0scrittori italiani scrivessero della loro vita borghese, dei loro desideri borghesi! Non sarebbero forse questi scritti un documento veritiero per far conoscere in futuro quello che veramente essi sono,\u00a0invece di gonfiare il proprio petto e sfidare il cielo come Prometeo,\u00a0falsificando tutto?<\/p>\n<p>Assenza di verit\u00e0 \u00e8 nelle poesie di avanguardia che contengono\u00a0un sacco di parolacce come culo, c\u2026, natiche ecc\u2026 Si vede subito\u00a0che Testa, Perriera ed altri ostentano il loro anticonformismo e lo\u00a0ostentano come una bravata di ragazzi per bene, quasi con il rossore\u00a0alle guance e sempre con un grande sforzo di emozioni che rende la\u00a0pagina da essi scritta deforme come una mano con cinque pollici.\u00a0Certo non voglio escludere il fatto che nella letteratura esistono\u00a0uomini come Baudelaire capaci di usare le parolacce o di far descrizioni vomitevoli come se parlassero \u00a0naturalmente; gli uomini cos\u00ec ci\u00a0sono stati. Ma \u00e8 inutile cercare di essere volgari quando per natura\u00a0si \u00e8 soltanto dei piccoli borghesi perch\u00e9 allora si agir\u00e0 da doppi ipocriti e doppi volgari. A questo punto \u00e8 necessaria una spiegazione\u00a0della parola volgare. Dal punto di vista borghese \u00e8 volgare quel\u2019essere \u00a0umano che si esprime naturalmente senza affettazioni, un individuo\u00a0cio\u00e8 capace di dire chiaramente il suo amore e il suo odio. Per me\u00a0questa non \u00e8 volgarit\u00e0 ma soltanto una espressione umana. \u00c8 volgare\u00a0invece quella persona che falsamente cerca di essere volgare mentre\u00a0\u00e8 inibita da tutte le condizioni e le relazioni della societ\u00e0 che cercano di limitare la naturalezza e la spontaneit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Quando\u00a0un borghese tenta di fare questo gioco allora \u00e8 doppiamente volgare.\u00a0Vale la pena, invece, ascoltare un uomo che bestemmia e che \u00e8 volgare veramente perch\u00e9 si vedono i suoi nervi che pulsano e guardando nei suoi occhi rabbrividiamo perch\u00e9 in lui vediamo il guerriero arabo carico di odio che affonda nel petto del siciliano la sua\u00a0lama e squarciandoglielo ne afferra il cuore e poi lo addenta mentre\u00a0il sangue gli cola gi\u00f9 dal mento. Perch\u00e9 rabbrividiamo dinanzi a uno\u00a0spettacolo simile? Perch\u00e9 quell\u2019odio non \u00e8 falso, \u00e8 vero.<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">14<\/span><\/h1>\n<h3>Che il poeta-critico non lodi gli altri poeti\u00a0scrittori soltanto per eccessivo rispetto ai loro\u00a0sentimenti e alle loro convinzioni o perch\u00e9 desidera vivere in pace.<\/h3>\n<p>Quello dei critici italiani \u00e8 un comportamento troppo signorile e direi troppo cristiano. Essi seguono due metodi; lodano dolcemente uno scrittore fino alla nausea, cos\u00ec che i lettori non leggono\u00a0pi\u00f9 un libro di critica perch\u00e9 sanno che \u00e8 inutile dato che si tratta\u00a0sempre di lodi verso un determinato scrittore che, generalmente, non\u00a0vale niente; o ricorrono al cono di silenzio, non parlando mai dell\u2019avversario, della persona che detestano o invidiano (io ho pubblicato alcuni libri di poesie, un saggio e parecchi articoli e ho ricevuto\u00a0soltanto complimenti ed elogi; non ho ancora ricevuto una critica\u00a0negativa n\u00e9 su me n\u00e9 sulla mia poesia).<\/p>\n<p>Esistono parecchie riviste tecniche letterarie, capaci di aprire\u00a0polemiche l\u2019una contro l\u2019altra, ma il discorso rimane sempre fra tecnici e soltanto pochi possono seguirlo e questi pochi spesso lo fanno faticosamente. Dalle pagine di queste riviste, gli scrittori si dilettano a creare difficili ghirigori intellettuali, parole ed espressioni\u00a0scientifiche \u2014 spesso usano anche parole straniere \u2014 servendosi di\u00a0parole addirittura sconosciute, come se la polemica fosse un giostrare\u00a0matematico piuttosto che linguistico; una giostra simbolica invece\u00a0che una lotta fra esseri umani. Direi che in molte personalit\u00e0 letterarie a volte affiora un po\u2019 il carattere mafioso, perch\u00e9 impongono\u00a0ai critici di non parlare male di questo o di quel\u2019 altro scrittore, di\u00a0non toccarlo troppo da vicino, cos\u00ec che il discorso del critico rimane\u00a0su un campo generico, campato in aria, mai toccando la persona\u00a0come se le parole non avessero origine nel\u2019 uomo. Il critico \u00e8 costretto a parlare soltanto di principi e, se uno non \u00e8 del giro, non\u00a0capir\u00e0 mai quello che il critico vuole dire. \u00a0Anche tra gli scrittori, naturalmente, esiste un gran desiderio\u00a0di organizzare, di inquadrare, di ordinare e finanche di disciplinare\u00a0i pensieri, i sentimenti. Coloro che non si sottomettono a un gruppo\u00a0o non rispettano le regole del gioco vengono lasciati nelle zone oscure\u00a0dell\u2019 oblio, nelle zone da dove quello scrittore che non ha voluto sottomettersi non pu\u00f2 esprimere il suo pensiero. Oh se invece, lo scrittore capisse che \u00e8 proprio il caos a dare la spinta e a favorirlo come\u00a0individuo!<\/p>\n<p>Quando non ci sono autorit\u00e0 da riconoscere, quando nessuno \u00e8\u00a0superiore ad un altro, allora e solo allora si potrebbero vedere parecchi scrittori inclusi nelle maglie di comunicazione come la TV, la\u00a0radio, le riviste, i giornali ecc. Ed ecco un esempio di ci\u00f2 che voglio\u00a0dire: a New York ci sono migliaia di case cinematografiche che hanno\u00a0ignorato tutto l\u2019apparato e le direttive di Hollywood, esse si contentano di comunicare con mezzi indipendenti; rappresentano una comunicazione non ufficiale, di contrabbando direi, perch\u00e9 non rispettano\u00a0n\u00e9 le leggi n\u00e9 i regolamenti della stampa di largo consumo- che esclude\u00a0tutti i testi di Henry Miller e di altri scrittori come lui che parlano\u00a0contro la societ\u00e0 capitalistica. Il caos incoraggia la situazione locale,\u00a0il governo locale e, in ultimo,, la libert\u00e0 individuale; scoraggia le \u00a0direttive di \u00a0un punto di accentramento, di una unica fonte di opinione, e dunque non saremmo costretti a vedere i films di Sophia \u00a0Loren solo e non ascolteremmo pi\u00f9 Moro e soltanto Moro, Pasolini,\u00a0Moravia, Sanguineti ecc\u2026, e nella citt\u00e0 di New York milioni di\u00a0masse-pecore non leggerebbero pi\u00f9 soltanto quei giornali che sono\u00a0frutto del grande giornalismo. La migliore espressione di caos fu\u00a0proprio quella del periodo della guerra civile francese o della rivoluzione russa dei primi tempi, quando ogni uomo aveva la possibilit\u00e0\u00a0di dire la sua opinione nei congressi e nelle commissioni, nelle riunioni che si tenevano in tutto il Paese. L\u2019uomo semplice partecip\u00f2\u00a0attivamente, per la prima volta, alla vita della comunit\u00e0 e della\u00a0nazione, divenne oratore e persino scrittore e si scoprirono migliaia\u00a0di persone capaci di scrivere, di organizzare e di disorganizzare. Mentre l\u2019uomo \u00e8 un individuo, mentre ancora pu\u00f2 resistere ai tentativi di\u00a0amalgamarsi con altri, egli deve incoraggiare il caos e la disorganizzazione, deve rifiutare di accettare qualsiasi schieramento di cittadini\u00a0numero, succubi di uno stato che sia quello americano o quello russo.<\/p>\n<p>Che l\u2019uomo avverta il pericolo di una societ\u00e0 moderna, inclusa quella\u00a0letteraria, di dimensioni mastodontiche, dove centinaia di milioni di\u00a0esseri umani devono sottostare e ossequiare una autorit\u00e0 centrale,\u00a0essendo troppo deboli come individui. Direi che ogni uomo che ama\u00a0la libert\u00e0, sia in campo letterario che in quello sociale e politico, non\u00a0dovrebbe fare altro che sabotare tutti i mezzi della societ\u00e0 moderna\u00a0affinch\u00e9 quelli che stanno a capo vengano presi dal capogiro e perdano la fiducia nell\u2019ordine di premere il grilletto del fucile dinanzi\u00a0alle masse di studenti ed operai in contestazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">15\u00a0<\/span><\/h1>\n<h3>Il poeta deve sentire un naturale amore per il\u00a0caos e per la confusione, specialmente in campo\u00a0letterario e non desiderare che un ambiente\u00a0qualsiasi si sistemi disciplinatamente per soddisfare un pigro senso di \u2018 organizzazione e di\u00a0ordine che alloca tutti in posizioni fisse bloccando una rapida inter-relazione tra i punti estremi del mondo letterario.<\/h3>\n<p>Dovrebbe essere riconosciuto, una volta per sempre, che lo scrittore non \u00e8 una persona di eccezione. Oggi ci sono migliaia, o meglio,\u00a0centinaia di migliaia di scrittori, perch\u00e9 \u00e8 finito il tempo in cui leggere e scrivere era privilegio di pochi; oggi perci\u00f2 essere scrittore\u00a0non \u00e8 pi\u00f9 una posizione di privilegio. Scrivere d\u00e0 allo scrittore una\u00a0grande soddisfazione e questa, generalmente, \u00e8 la ragione per la quale\u00a0lo scrittore scrive. Purtroppo ogni uomo ha in s\u00e9 parte del fanciullo\u00a0e vuole essere ascoltato, ammirato e come il bambino pretende la\u00a0attenzione dei genitori, cos\u00ec lo scrittore vuole l\u2019interesse del pubblico\u00a0su quello che egli \u00e8 e sui suoi principi. Inoltre egli si illude di poter \u201c suvvivere \u201d al di l\u00e0 della sua stessa morte e rimanere nella memoria\u00a0della gente, nei libri e magari in una sola poesia. Nel desiderio vivissimo di comunicare con i suoi simili, lo scrittore si serve del libro\u00a0e pi\u00f9 facilmente di riviste e di giornali; questo \u00e8 un mezzo facile\u00a0per imporsi al\u2019 attenzione degli altri, pi\u00f9 facile che scendere in piazza,\u00a0fermare il traffico, costringere i passanti ad ascoltarlo col pericolo di\u00a0subire le conseguenze di una azione purtroppo molto scomoda; un\u00a0metodo che non osserva regole, come Socrate che non osserv\u00f2 mai\u00a0una regola fino alla sua condanna a morte. \u00c8 chiaro che molta gente\u00a0oggi voglia far tacere i giovani che hanno riscoperto il valore della\u00a0protesta e della contestazione in piazza e nel foro; perch\u00e9 proprio il\u00a0foro \u00e8 il \u2019\u2019libro\u201d che tutti possono leggere e che non pu\u00f2 essere controllato o inserito nel sistema del\u2019 establishment e proprio questa\u00a0\u00e8 la ragione per la quale l\u2019autorit\u00e0 combatte con ogni mezzo questo\u00a0modo di espressione.<\/p>\n<p>Lo scrittore, invece, \u00e8 un pigro, \u00e8 un pusillanime, se ne sta dietro le quinte, non si espone come i giovani di ora, come l\u2019oratore\u00a0estemporaneo, come Socrate che non scrisse mai un libro. Non \u00e8\u00a0facile nemmeno quello che fece Cristo quando scese nella sinagoga\u00a0per dire ci\u00f2 che pensava anche dinanzi ai dotti.\u00a0Il mito dello scrittore non \u00e8 altro che una aureola creata attorno\u00a0a lui e che bisogna far cadere affinch\u00e9 lo scrittore rimanga quello\u00a0che veramente \u00e8: uno che ha avuto l\u2019opportunit\u00e0 di vendere i suoi\u00a0libri perch\u00e9 inserito nel\u2019 establishment del mondo; uno che a forza\u00a0di gomitate e con smisurata ambizione ha fatto in modo che il\u00a0\u00a0suo\u00a0libro si trovi sugli scaffali di ogni libreria. Che gli scrittori accettino\u00a0questa ridimensione della loro importanza, che riconoscano il coraggio di un giovane che scende in piazza con un cartellone di protesta;\u00a0che valutino la decisione di un oratore estemporaneo il quale, pi\u00f9\u00a0di qualsiasi scrittore, incoraggia gli assalti contro l\u2019ordine delle cose\u00a0e contro la legge politica dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Compito del vero scrittore \u00e8 prevenire i pericoli e avvertire i\u00a0giovani contestatari che presto o tardi coloro che detengono una poltrona si organizzeranno e cercheranno la chiave per ammanettare e\u00a0mettere a dormire chi sente il bisogno, per amore o per odio, di protestare contro una esistenza e una societ\u00e0 organizzata male. Essi attaccheranno sicuramente prima a livello psicologico, cercando di convincere gli universitari, gli scrittori, i poeti ecc\u2026 che la protesta viene da\u00a0coloro che sono\u201d psicol\u00f2gicamente\u201d squilibrati e che la contestazione\u00a0\u00e8 un pericolo non soltanto per la societ\u00e0 ma per gli stessi contestatori. Cercheranno di creare in chi protesta un senso di dubbio e di\u00a0inferiorit\u00e0. E se questo non basta, cominceranno a trattare l\u2019argo\u00a0mento a livello pseudo-scientifico, cio\u00e8 sociologico e, con statistiche alla mano, cercheranno di provare che essi hanno ragione. E se\u00a0con questo agire non sono riusciti ancora nel loro intento, mobiliteranno le forze pi\u00f9 rispettate del mondo capitalistico, gli scienziati, i\u00a0quali, senza dubbio, riusciranno a provare che in una societ\u00e0 di\u00a0uomini il contestatore non pu\u00f2 e non deve esistere.<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">16<\/span><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Importante \u00e8 che lo scrittore scriva non con lo\u00a0scopo di fare arte ma perch\u00e9 ha una ragione\u00a0ben precisa; se non ha niente di valido da dire\u00a0che rimanga in silenzio.<\/h3>\n<p>Creare artisticamente potrebbe essere per alcuni la sola ragione\u00a0per scrivere; ma che in questi casi ci\u00f2 rimanga chiaro e non venga\u00a0ricoperto da una struttura, da una complicata spiegazione dell\u2019arte\u00a0con il solo scopo d\u2019ingannare il lettore di massa. Ovviamente questo\u00a0tipo di arte pu\u00f2 \u00a0soddisfare soltanto esigenze immediate e temporanee.\u00a0L\u2019uomo ambizioso scrive cos\u00ec come un altro esercita la professione\u00a0di avvocato, di medico o di ingegnere; per lui scrivere diventa una\u00a0occupazione, una attivit\u00e0. Questi artisti mestieranti con il controllo\u00a0dei mezzi di informazione \u00a0ottengono il sopravvento sui veri creatori\u00a0d\u2019arte e di capolavori riuscendo cos\u00ec anche per diversi decenni a tiranneggiare sul\u2019intero ambiente letterario nazionale e qualche volta\u00a0anche internazionale, come hanno fatto quegli estremisti anglosassoni\u00a0che condussero la letteratura al vuoto simbolismo surrealistico.<\/p>\n<p>Una\u00a0gran parte della letteratura italiana esprime proprio questo vuoto\u00a0avendo messo sul trono mitico del genio Mallarm\u00e9 e Valery per sviluppare poi lo stile ermetico che, alle sue conclusioni astruse, per i\u00a0lettori non ha alcun significato, perch\u00e9 il significato della poesia\u00a0rimane chiuso nel\u2019animo del poeta stesso. Ed \u00e8 logico perci\u00f2 che\u00a0oggi in Italia prevalgano scritti come quelli dell\u2019avanguardia 63.\u00a0Una interpretazione veramente artistica della vita potrebbe essere data dalla esperienza artistica che proietta la comunicabilit\u00e0 al\u00a0di l\u00e0 degli scopi momentanei, come la meta di semplice partecipazione. Forse l\u2019arte potrebbe essere la ricerca dell\u2019individuo di scoprire\u00a0il bello nella esistenza e in se stesso. Ma queste riduzioni in termini\u00a0artistici non devono essere proiettati in avanti in modo da creare una\u00a0forma modello quasi mitizzata e poi strumentalizzata che costringe\u00a0gli scrittori ad attenersi a schemi non pi\u00f9 elastici, non pi\u00f9 adeguati a\u00a0un momento artistico che richiede libert\u00e0 di espressione pragmatica\u00a0e che, senza dubbio, \u00e8 il miglior modo per risolvere una situazione\u00a0artistica per un individuo-artista-creatore-scrittore.<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">17<\/span><\/h1>\n<h3>Riconoscere in ogni individuo una capacit\u00e0 artistica che, incoraggiata, presto o tardi, dopo\u00a0molte esperienze, porter\u00e0 lo scrittore e il poeta\u00a0a scrivere qualcosa di valide. A questo punto,\u00a0\u00e8 importante che l\u2019individuo curi la sua capacit\u00e0 di respiro; se egli fisicamente \u00e8 forte il\u00a0suo dovrebbe essere un lungo verso, una lunga\u00a0frase; se invece \u00e8 delicato e femmineo, il suo\u00a0verso sar\u00e0 pi\u00f9 semplice e meno comulativo e\u00a0non alla maniera di Alien Ginsberg (le donne\u00a0perci\u00f2, anche se hanno lingue lunghe avranno\u00a0sempre versi corti).<\/h3>\n<p>\u00c8 assolutamente importante che lo scrittore prenda una determinata posizione, che trovi, perci\u00f2, nel\u2019esistenza un posto da dove\u00a0parlare e che questo suo parlare abbia una propria angolazione che\u00a0partendo da un punto X tende a una linea Y, tracciando una strada\u00a0che nessuno prima di lui ha mai tracciato. L\u2019individuo pu\u00f2 prefiggersi dei traguardi, se questi sono suoi e rappresentano il suo modo\u00a0di risolvere i problemi politici, religiosi, scientifici o culturali. Soltanto con questi scopi i suoi scritti avrebbero un valore ben preciso.<\/p>\n<p>Abbiamo ascoltato critici che difendono una posizione democratica\u00a0capitalistica-liberale-etica-filosofica e parlano dei pericoli che incorre\u00a0uno scrittore quando si prefigge certi traguardi di libert\u00e0; essi non\u00a0fanno altro che limitarlo entro una certa ideologia economica, politica, ecc\u2026 Essi parlano in questo modo perch\u00e9 non vogliono che le\u00a0opere e l\u2019arte di uno scrittore servano ad istruire ideologicamente\u00a0un popolo. La sola speranza che ci rimane \u00e8 che siano proprio gli\u00a0scrittori a creare un ambiente letterario e non coloro che egoisticamente strumentalizzano i mezzi di diffusione per incatenare le masse\u00a0in un conformismo che ne rende facile il controllo e che porta le\u00a0stesse masse a fare il gioco di guerra e di sfruttamento voluto dai\u00a0pochi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">18<\/span><\/h1>\n<h3>Prova della validit\u00e0 di una poesia e la sua comunicabilit\u00e0 attraverso la recitazione; concetto\u00a0tutto all\u2019opposto del pensiero dell\u2019avanguardia<\/h3>\n<h3>\u2014 Gruppo 63, Gruppo 70 ecc\u2026 \u2014, che danno\u00a0una assurda importanza al lato visivo.<\/h3>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">19<\/span><\/h1>\n<h3>Che si accetti, una volta per sempre; il principio di ridurre la poesia nei suoi termini pi\u00f9 semplici e che questo sia considerato un principio\u00a0artistico.<\/h3>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">20<\/span><\/h1>\n<h3>Che non si tratti di una espressione schizofrenica, cio\u00e8 di una involuzione della espressione\u00a0che fa parlare il poeta con se stesso invece che\u00a0con un interlocutore esterno.<\/h3>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">21<\/span><\/h1>\n<h3>Che la poesia sia principalmente una ricerca dell\u2019esistenza e dell\u2019uomo nella esistenza, con lo\u00a0intento di scoprire una strada pragmatica cio\u00e8,\u00a0le migliori possibilit\u00e0, per la \u201csuvvivenza\u201d dello\u00a0uomo per la creazione di scopi valevoli per\u00a0continuare l\u2019esistenza. Che l\u2019uomo trovi eventualmente la sua eternit\u00e0 nella stessa esistenza\u00a0e non annulli se stesso nella incomunicabilit\u00e0,nel nulla, nel silenzio.<\/h3>\n<p>(\u00abTrapani Nuova\u00bb, 14 gennaio 1969)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAT SCAMMACCA ANTIGRUPPO EDITORE CELEBES 21 &nbsp; Ventun Punti &nbsp; 1\u00a0 Primo traguardo di un poeta non deve essere la forma o il linguaggio, ma il tono con il quale egli, poeta, si esprime. Il nostro orecchio coglie subito il tono di una poesia quando\u00a0questo \u00e8 espresso giusto, cio\u00e8 quando<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/articoli\/21-punti-antigruppo\/\">Leggi di pi\u00f9\/ Read more<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":356,"parent":222,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/345"}],"collection":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=345"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/345\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/222"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/356"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=345"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}