{"id":1608,"date":"2018-01-19T21:59:07","date_gmt":"2018-01-19T21:59:07","guid":{"rendered":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/?p=1608"},"modified":"2018-01-19T21:59:07","modified_gmt":"2018-01-19T21:59:07","slug":"literary-writings-di-nat-scammacca-non-affidati-ad-alcuna-casa-editrice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/2018\/01\/19\/literary-writings-di-nat-scammacca-non-affidati-ad-alcuna-casa-editrice\/pubblicazioni\/articoli\/","title":{"rendered":"LITERARY WRITINGS di Nat Scammacca non affidati ad alcuna casa editrice"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Estetica Filosofica Populista dell\u2019Antigruppo Siciliano<\/span><\/p>\n<h6 class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><strong>\u201cLa Repubblica\u201d: \u201cIl Venerd\u00ec\u201d de! I agosto 1996.<\/strong><\/h6>\n<h6 class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><strong>Capolavori dell\u2019Arte politica italiana: \u201cTutti al centro&#8221;, perci\u00f2, forza CENTRIPETA.<\/strong><\/h6>\n<h6 class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><strong>Il disegno ovviamente \u00e8 copiato da quello di Nicol\u00f2 D\u2019Alessandro sulla copertina di \u201cTrapani Terza Pagina \u201d Antigruppo 75.<\/strong><\/h6>\n<h6 class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><strong>Unica differenza tra i due disegni, oltre la data di stampa, \u00e8 che uno rappresenta la forza CENTRIFUGA e l\u2019altro quella CENTRIPETA.<\/strong><\/h6>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">LITERARY WRITINGS di Nat Scammacca non affidati ad alcuna casa editrice<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">1\u00b0 volume &#8211; Estetica Filosofica Populista dell\u2019Antigruppo Siciliano.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">The Populist Philosophical Aesthetics of the Sicilian Antigruppo<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">2\u00b0 volume &#8211; \u00abL\u2019ALTRO LIBRO\u00bb, romanzo o gli Impossibili Rapporti di un Autore Siculo-Americano con la Casa Editrice Bompiani di Milano.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">\u00abTHE OTHER BOOK\u00bb, a novel or the Impossible Relationships of a Sicilian-American author with the Italian mass-media publishing house, Bompiani.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">3\u00b0 volume &#8211; Saggi di Critica Letteraria della Poesia Italiana.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">Essays of Literary Criticism Regarding Italian Poetiy.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">4\u00b0 volume &#8211; Saggi di Critica Letteraria della Poesia Americana.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">Essays of Literary Criticism Regarding American Poetiy.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">5\u00b0 volume &#8211; Polemica Siciliana dell\u2019Antigruppo nei rapporti con gli Italiani d\u2019avanguardia. Gruppo 63.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">Sicilian Antigruppo Polemics with the Italian Avant- garde, Gruppo 63.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">6\u00b0 volume &#8211; Esame letterario de \u00abGLI EREDI DEL SOLE\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">A Literary Perusal of \u00abTHE HEIRS OF THE SUN\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">7\u00b0 volume &#8211; L\u2019Odissea a Drepanon, Sicilia Occidentale. The Odyssey at Drepanon in Western Sicily.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">8\u00b0 volume &#8211; Origine dell\u2019Idioma Siciliano nella Sicilia Occidentale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">The Origin of the Sicilian Idiom in Western Sicily.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">9\u00b0 volume &#8211; Altri Racconti Editi e NON Editi Other Unpublished Stories.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">\u00abL\u2019ESTETICA FILOSOFICA POPULISTA DELL\u2019ANTIGRUPPO\u00bb \u00e8 stata pubblicata in 23 puntate, dal 10 maggio 1979 al 5 giugno 1980, sul settimanale TRAPANI NUOVA.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">Sulla Rivista IMPEGNO 70 ne era stata pubblicata una sintesi nel 1977.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ogni generazione svuota il discorso letterario o politico della generazione precedente, oppure lo fa suo adattandolo a propria immagine.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Naturalmente si tratta di vedere l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo in maniera ottimista fidando nel fatto che mentre le condizioni e le relazioni dei rapporti umani restano tali e quali &#8211; gli aggressivi sopra, i deboli sotto &#8211; le soluzioni migliorano.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il pericolo sta nel confondere questo sviluppo positivo, o positivo nella sua negativit\u00e0, seguendo falsi ideologici i quali tentano di svuotare buoni sistemi precedentemente creati, che come tutti i sistemi &#8211; vedi per esempio il marxismo &#8211; oltre che pregi hanno anche difetti che, per\u00f2, potrebbero andare corretti. Questi ideologi, sostenuti dalla stampa del potere, usando falsamente espressioni popolari come il marxismo, il mazzinianesimo, l\u2019anarchismo, affermano che il rosso \u00e8 nero, e il nero \u00e8 rosso. Lodano il migliore e emarginano le masse, annullando la loro esistenza sociale, sottolineando negativamente quei lati che un populista reputa positivi. Essi sono i Nietzchiani mascherati, che esaltano l\u2019unit\u00e0, il forte e il migliore, disprezzando ogni diversificazione e ritenendola fonte di vari mali capaci di indebolire il governo. Ma un governo debole, bisogna ricordare, mi garantisce la libert\u00e0, proprio quello che il potere non vuol darmi e che \u00e8 pronto a\u00a0togliere anche con legine truffa che cercano di limitare le diversificazioni e le diverse espressioni ideologiche.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 facile parlare e scrivere di populismo, \u00e8 facile imitare il tono e l\u2019attitudine populista. Ma \u00e8 difficile trasformare in azioni le parole mettendo in pratica onestamente gli ideali di populismo; infatti la loro realizzazione sarebbe un vero attacco alle strutture di tutto l\u2019establishment, delle sue istituzioni e delle persone che le controllano a tutti i livelli della vita sociale e culturale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Per praticare l\u2019etica populista \u00e8 necessario essere indi- pendenti e cercare di allontanarsi sempre pi\u00f9 da ogni CENTRO (organo di controllo) dando valori concreti a misure che non sono quelle da sempre accettate.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ad esempio, chi \u00e8 un vero operatore culturale? Colui che scende in piazza a discutere direttamente con le masse, colui che recita le proprie poesie davanti a cittadini, operai, casalinghe, bambini che schiamazzano in un giorno di festa locale, contento di ottenere un minimo consenso da un uditorio tanto eterogeneo? Colui che si muove, parla, gesticola come il popolo che lo ascolta? Colui che crede nei valori dell\u2019uomo semplice incoraggiando il \u00abpiccolo\u00bb a rimanere genuino nella sua \u00abpiccolezza\u00bb, amando tutto ci\u00f2 che gli eletti odiano e rinnegano?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Oppure colui che dalla torre di controllo dell\u2019establishment, ricco e potente scrittore, conosciutissimo e ammira- tissimo, seduto in una poltrona, chiave del potere culturale, servendosi di inimmaginabili privilegi economici e sociali, si mette a dire alla stessa maniera dell\u2019uomo comune \u00abHo fame\u00bb mentre tutti sappiamo che egli mangia e il suo stomaco \u00e8 sempre pieno?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Troppi ingenui applaudono un personaggio simile dalle platee dell\u2019inattivit\u00e0 e della non partecipazione, ma non un populista il quale quando dice: \u00abho fame\u00bb \u00e8 veramente arrabbiato in quanto ha proprio fame. E quando dice: \u00abDiamo la stessa paga a tutti e che i deputati guadagnino quanto un qualsiasi operaio perch\u00e9 tutti mangiamo lo stesso pane e nessuno in un vero stato democratico deve avere dei privilegi\u00bb, dice questo da una posizione di non privilegio. Soltanto individui privi di etica e di moralit\u00e0 approfittano del potere, della loro posizione per prendere pi\u00f9 degli altri.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Populismo \u00e8 populismo solo se si tratta di espressione o di atteggiamento del povero e non del borghese benestante; espressione locale che \u00e8 particolare e diversa, vera espressione della periferia.<a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0001-e1516398674213.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-1617 alignright\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0001-e1516398674213-300x390.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0001-e1516398674213-300x390.jpg 300w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0001-e1516398674213-620x807.jpg 620w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0001-e1516398674213-768x999.jpg 768w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0001-e1516398674213-940x1223.jpg 940w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0001-e1516398674213-423x550.jpg 423w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0001-e1516398674213-384x500.jpg 384w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0001-e1516398674213.jpg 1259w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario che venga dato il vero significato alla parola populista dato che i critici usano tale parola con disprezzo; essi si rifanno a un significato del passato quando populismo significava falsa espressione perch\u00e9 atteggiamento sostenuto da un borghese il quale, sentendo un certo disagio per la sua posizione di privilegiato, cercava di proiettarsi in progetti di cambiamenti sociali in favore del popolo; cosa impossibile perch\u00e9 la realizzazione di tali cambiamenti avrebbe messo in pericolo la sua posizione di privilegiato.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Quella volta, infatti, il popolo non poteva esprimersi, perch\u00e9 non sapeva leggere e scrivere e dunque gli veniva a mancare qualsiasi possibilit\u00e0 di partecipazione.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Invece ora tutti sappiamo leggere e scrivere, ecco perch\u00e9 la parola populismo acquista oggi un altro significato.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Certamente l\u2019osservatore attento pu\u00f2 notare come il CENTRO cerchi di trasformare il populismo e i suoi valori di unicit\u00e0 pluralistica in espressioni generiche, anche distruggendo la lingua locale e diversa che \u00e8 quella parlata dal popolo. In Sicilia unica \u00e0ncora di salvataggio per la lingua locale sono le varie radio e televisioni libere che\u00a0fino a questo momento sono state veramente libere.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ovviamente \u00e8 chiaro che il CENTRO escogiter\u00e0 il metodo di metterle a tacere &#8211; basta per questo una legina che regoli i permessi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ci sono tre maniere per distruggere le diversit\u00e0 nelle comunicazioni di massa che resistono al centro: 1) poco alla volta i cittadini pi\u00f9 facoltosi monopolizzano il tempo e lo spazio; 2) i partiti centrali comprano le radio; 3) l\u2019establishment delle comunicazioni di massa con i tentacoli degli industriali, delle multinazionali entrano a far parte di ogni TV locale. \u00c8 avvenuto negli Stati Uniti, perch\u00e9 non potrebbe accadere pure qua?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 le nostre azioni, le nostre esperienze, i nostri atteggiamenti formano la nostra maniera di vita, a livello sociale ed economico, se dovessimo cedere la nostra cultura locale di provincia davanti a quella dell\u2019intera nazione, per forza perderemmo la nostra libert\u00e0 e tutti dovremmo camminare o correre, trottare o galoppare come vuole il Centro usando soltanto la sua lingua generalizzata e le sue scelte di espressioni che sono la sua cultura e non la NOSTRA.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Insistere sulla lingua parlata alla base e alla periferia \u00e8 un atteggiamento populistico ed \u00e8 un pi\u00f9 sano proposito di creare una lingua ex novo come gli scrittori d\u2019avanguardia hanno proposto.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La storia ci insegna che solo il popolo crea i cambiamenti della lingua e non i gruppi letterari come quelli, ad esempio, di Alfabeta, rivista d\u2019avanguardia di Francesco Leonetti, Nanni Balestrini, Antonio Porta e Umberto Eco.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Questi duci d\u2019avanguardia pur avendo in mano i grandi mezzi di comunicazione non riescono a cambiare una virgola dell\u2019espressione linguistica del popolo come pu\u00f2 fare un ragazzino giocando sui marciapiedi e contribuendo a modificare il gergo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Da \u00abPoesie Elime\u00bb (a H. M.)<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Quando ero capretto \/ sulle strade di New York, di \u00abBruccolino\u00bb, \/ non conoscevo la lingua, \/ tu sai cosa voglio dire, \/ giovane e tutto. \/ Bene, dovevo trovare le parole \/ non conoscendo la lingua che voi esperti conoscete \/ quella del dizionario, \/ ma sapevo ci\u00f2 che volevo dire \/ potete scommetterci la vita. \/ E se ritorno a Brooklyn \/ trover\u00f2 ancora ragazzi capretti che gridano \/ centinaia delle mie parole \/ delle nostre parole, delle giuste parole.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">II<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019establishment preferisce che il mezzo linguistico di comunicazione venga appiattito e generalizzato e che diventi forma per raggiungere tutte le periferie e sopprimere tutte le espressioni linguistiche delle stesse periferie. Sempre presente il disprezzo che il centro ha per la periferia e perci\u00f2 per l\u2019espressione locale, disprezzo che, per bisogno di controllo, prende anche l\u2019aspetto di paternalismo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Si dice che le espressioni linguistiche periferiche debbano essere utilizzate per rinnovare il ceppo linguistico della lingua nazionale; allora, un cedimento verso la periferia solo per ragione pratica senza alcun rispetto etico. In tale atteggiamento non esiste nessun principio democratico, nessun rispetto del grande verso il piccolo, ma solo convenienza per il grande a discapito del piccolo. Non si ammette che il grande e il piccolo possano convivere gomito a gomito: il piccolo esprimendo se stesso indipendentemente dall\u2019influenza che potesse esercitare su di lui il grande.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Questo avviene su tutti i livelli di vita: cultura, politica ed economia.<a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0007-e1516398693692.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-1618 alignleft\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0007-e1516398693692-300x293.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0007-e1516398693692-300x293.jpg 300w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0007-e1516398693692-620x605.jpg 620w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0007-e1516398693692-768x749.jpg 768w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0007-e1516398693692-940x917.jpg 940w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0007-e1516398693692-465x453.jpg 465w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0007-e1516398693692-513x500.jpg 513w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0007-e1516398693692.jpg 1240w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Basta voler essere indipendenti e tendere alla direzione opposta da chi opera al centro, basta appigliarsi ai valori che non siano quelli gi\u00e0 accettati, perch\u00e9 il centro si mette in opera per annullare l\u2019essenza del tuo discorso. L\u2019establishment \u00e8 capace in questo caso, di sposare anche le tue espressioni pur di svuotarne il contenuto. Prendiamo ad esempio il termine populista. Populista \u00e8 colui che fa populismo. Populismo \u00e8 un discorso di espressione locale a ogni livello. Nel campo linguistico significa scendere dalla lingua nazionale a quella regionale; da quella regionale a quella parlata in famiglia, andando, perci\u00f2, dal generale al particolare. Oggi, si mira tutti alla generalizzazione; si cerca in ogni modo di sfuggire alla cultura locale e, nel nostro caso, alla cultura del meridione che la gente bene e colta si trascina dietro come una palla al piede e come una remora che rallenta la corsa della cultura del Centro, ignorando 1\u2019esistenza delle varie correnti culturali di un Paese. Osserviamo l\u2019Italia, a Nord esiste una cultura prettamente gallica, mentre nel Sud predomina la cultura greco-araba-ispano-sicula; la stessa vita che conduciamo, il nostro comportamento si riflettono nella cultura, nella politica e nell\u2019economia.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">E ribadendo sulla cultura locale, noi della Sicilia, possiamo annoverare negli ultimi cento anni della nostra cultura i poeti Micio Tempio (Catania) e Giuseppe Marco Calvino (Trapani) che usarono la lingua siciliana del popolo e i suoi contenuti per dissacrare e smitizzare la cultura italiana del centro. Santo Cali e Nino Pino l\u2019hanno riesumati per portarli all\u2019attenzione della nuova area culturale siciliana. Pi\u00f9 vicini a noi, nel tempo. Verga, Pirandello, Vittorini hanno raggiunto il livello culturale nazionale, perch\u00e9? Perch\u00e9 non hanno usato la lingua dei personaggi che descrivono, ma quella lingua nazionale pi\u00f9 fruibile e accettata dalle grandi case editrici. Immaginiamo, ora, il valore delle opere di Pirandello e di Vittorini se essi avessero scritto in lingua siciliana e in quale considerazione sarebbe stata presa la cultura siciliana, capace di esprimere due grandi scrittori come loro. Ma i due hanno tradito le proprie origini oltre che i personaggi che hanno dato vita alle loro pagine.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Un orientamento assolutamente sbagliato che, in un anelito di collaborazione con gli altri popoli, ma sempre condizionati alla cultura del ventennio, ha accantonato quello che di vero e di genuino c\u2019era nei loro libri: il popolo siciliano. Ma come si pu\u00f2 ignorare il popolo quando si parla di una cultura che da esso ci viene?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ed ecco che negli anni \u201963 in Sicilia vengono pubblicati da Antonno Uccello e per una piccola casa editrice siciliana \u00abLibri Siciliani\u00bb i Canti Siciliani dei carcerati, ma poich\u00e9 si tratta di cultura del meridione vengono relegati nel campo del Folklore.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Nessuna antologia riporta brani di Tempio, di Calvino o di Antonino Uccello; e in un mondo pieno di fumetti pornografici nessuno cerca di parlare dell\u2019operazione Tempio- Calvino perch\u00e9 ritenuti, forse, poeti sconci.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ili<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Anche la scuola \u00e8 articolata ad ordinamento centrista e organizzata in modo che \u00abcoloro i quali acquisiscono la\u00a0possibilit\u00e0 di insegnare\u00bb, siano appartenenti alla piccola borghesia che di proposito rinnega i valori tradizionali della propria terra, che rigetta le proprie origini contadine e, in parte, anche il proprio linguaggio. Da Palermo, la capitale, si pu\u00f2 assistere ogni mattina alla partenza di centinaia disegnanti che invadono le frazioni e i paesi del- l\u2019hinterland; sono maestri o professori i quali cercano con ogni mezzo di propagandare la cultura centrista e di scoraggiare l\u2019alunno ad esprimersi col suo linguaggio. Essi sono i difensori e i distributori della cultura italico-longobarda che caratterizza ogni scuola superiore e tutta l\u2019universit\u00e0 italiana.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La scuola, cos\u00ec com\u2019\u00e8, dunque, \u00e8 una nemica della Sicilia e del siciliano. Rappresenta il simbolo di una pesante mano che ha schiacciato e continua a schiacciare il siciliano spingendolo al rango di analfabeta. E il siciliano sente questo despotismo, in lui cresce l\u2019odio verso una simile scuola che le \u00e8 nemica e, cercando di rimanere se stesso, resiste evadendo l\u2019obbligo scolastico, e per scansare la mortificazione di essere bocciato solo perch\u00e9 non riesce ad esprimersi in una lingua imposta dal docente, il quale essendo siciliano e leggendo in classe ogni tanto un libro di un autore siciliano, capitatogli in mano per caso, s\u2019illude di fare cultura siciliana. Ma qual \u00e8 lo scrittore che viene letto e prescelto da un establishment italiano se non quello che ha rinnegato di essere siciliano?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il caso di Leonardo Sciascia, letto moltissimo in questo periodo, come risulta dal Giornale di Sicilia del 10 giugno 1979. anche in Francia dove, s\u2019intende, si \u00e8 inserito tra gli eletti. Egli da buon insegnante elementare siciliano ha seguito l\u2019iter di tutti quei piccoli borghesi che, sganciandosi dalle tradizioni, tendono di salire la china. Salire, infatti, significa, secondo gli insegnamenti ricevuti a scuola, tendere verso il meglio, verso il Nord, lasciarsi alle spalle la sicilitudine; scendere, invece, \u00e8 avvicinarsi al popolo, conoscerlo e vivere con esso ed essere dunque populista.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Quanto esporr\u00f2 in seguito sull\u2019atteggiamento dei siciliani, sar\u00e0 in netto contrasto con quanto asserisce Leonardo Sciascia quando parla della Sicilia come di un grande deserto dove tutto rimane sempre com\u2019\u00e8 perch\u00e9 \u00e8 nella volont\u00e0 del siciliano che le cose debbano restare tali e quali come sono (vedi Le parrocchie di Racalpietra). In questo caso Sciascia si dimostra un populista di vecchio stampo, quel piccolo borghese cio\u00e8 che per scrupolo di coscienza difende il popolo badando bene, per\u00f2, di non fare alcun sacrificio e, proteggendo sempre i propri privilegi, rimane in tal senso il primo della classe. Lo vediamo infatti quale rappresentante politico e fruitore delle grandi case editrici perch\u00e9 dice e scrive ci\u00f2 che i mass-media ripetono e che il Nord vuole sentire.<a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0009-e1516398715505.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-1619 alignright\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0009-e1516398715505-300x266.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0009-e1516398715505-300x266.jpg 300w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0009-e1516398715505-620x550.jpg 620w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0009-e1516398715505-768x682.jpg 768w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0009-e1516398715505-940x834.jpg 940w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0009-e1516398715505-465x413.jpg 465w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0009-e1516398715505-563x500.jpg 563w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-NatScammacca-Filosofia-Populista-delli\u0300Antigruppo-Siciliano-0009-e1516398715505.jpg 1288w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Bisogna ammettere, per\u00f2, e ci\u00f2 \u00e8 da ammirare, che per quell\u2019anima siciliana che egli tenta di nascondere, \u00e8 pronto a dare un po\u2019 d\u2019aiuto a qualcuno, come nel caso di Crescenzio Cane o come quella volta che stil\u00f2 le due paginette di prefazione per il volumetto \u00abUna Stagione d\u2019Amore\u00bb antologia di Rolando Certa, Gianni Diecidue e Nat Scammacca. Il tutto fatto con un sorriso sornione e un piacere di guardare dall\u2019alto che gli viene proprio da quel- l\u2019essersi sentito sempre uno che fa parte degli eletti sin da quando aveva acquisito il diploma magistrale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Anche se nell\u2019ultima intervista riportata dal Giornale di Sicilia dichiara di sentirsi uno scrittore italiano, egli non pu\u00f2 non ammettere che, se \u00e8 uno scrittore letto, lo \u00e8 proprio non per la sua eccezionalit\u00e0 di scrittore, ma perch\u00e9 \u00e8 veramente siciliano, cosa che non pu\u00f2 camuffare. Egli\u00a0ha il fiuto di ogni buon siciliano, e sa essere sempre dalla parte di quelli che manovrano le redini, sceglie il momento giusto per farsi eleggere come comunista indipendente e il momento ancora pi\u00f9 giusto per accettare l\u2019invito di Marco Pannella finendo cos\u00ec rappresentante al Consiglio d\u2019Europa.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">IV<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il povero \u00abviddanu\u00bb o il sottoproletario di Palermo o di Catania, trattato sempre con sufficienza dai docenti italianizzati, rimane un \u00abdrop out\u00bb, un evasore dell\u2019obbligo scolastico; e questa sua resistenza, questo non lasciarsi manipolare \u00e8 una forma di vendetta che gli permette di rimanere veramente siciliano. Ne risulta, per\u00f2, che la sua cultura, poich\u00e9 strettamente siciliana, viene relegata nel campo del folklore perch\u00e9, come dice il Dubray, non ha un largo uditorio, non \u00e8 capace di influenzare su largo raggio. Personalmente dissento da Dubray in quanto sono del parere che parlando a un uditorio locale si pu\u00f2 fare cultura a dispetto di quella centralizzata dei mass-media.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Immaginiamo cosa succederebbe se un canale televisivo con la potenza di raggiungere tutti i punti della Sicilia si mettesse a trasmettere i testi siciliani di Santo Cali, testi scritti in autentica lingua siciliana che respinge quella diluita e italianizzata usata da Ignazio Buttitta. Sono sicuro che in poche settimane i siciliani ritornerebbero tutti a parlare la loro autentica lingua. Ho potuto notare che i siciliani riacquistano velocemente la loro cultura per quel processo naturale che \u00e8 pi\u00f9 facile scendere che salire; infatti si \u00e8 avuta l\u2019accortezza di insegnare al siciliano che\u00a0ritornare a parlare la propria lingua significa scendere, e geograficamente e socialmente, mentre parlare l\u2019italiano \u00e8 indice di salire, proiettarsi cio\u00e8 nella cultura italiana del Nord. E quando un siciliano torna da Milano o da Torino esprimendosi con l\u2019accento nordico ivi acquisito, ci\u00f2 non significa che egli abbia cambiato il suo modo di vedere il mondo; egli ha una struttura che gli permette di vedere il mondo da una data angolazione che non sar\u00e0 mai di un altro che non sia siciliano. Dunque \u00e8 inutile per un siciliano camuffarsi da italiano come fanno ad esempio quelli della Palermo bianca.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Per quanto esposto sopra, la cultura cos\u00ec detta folk va esaminata profondamente perch\u00e9 non si tratta solamente di un fatto di lingua, ma soprattutto della maniera di vedere e di pensare che il docente italianizzato inculca nella giovent\u00f9 falsificando e travisando soprattutto i fatti storici su come si \u00e8 comportato il popolo siciliano e come ha espresso la sua volont\u00e0 nei vari stadi storici della sua terra.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Esempio: il docente siciliano insegna attraverso libri di storia italiani che parlano di fatti accaduti nella sua \u00abterra\u00bb che hanno portato all\u2019unit\u00e0 della \u00abpatria\u00bb e dice che i Mille vennero a dare la libert\u00e0 in Sicilia. Alleluia! Alleluia! I siciliani tutti felici e contenti corsero a unirsi al regno sabaudo, tutti cantavano \u00absi scopron le tombe\u00bb portando acqua al mulino dei Savoia, al re di Torino, di Firenze e poi di Roma. Ma la massa dei siciliani sapeva che esisteva una citt\u00e0 che si chiamava Torino? E se lo sapeva che importanza poteva avere appartenere a una nazione italiana?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 i siciliani corsero incontro ai Mille e a Garibaldi? Per diventare poi pecore di Agnelli? No. I siciliani di allora avevano sperato che Garibaldi fosse stato\u00a0l\u2019eroe che li avrebbe aiutati ad impossessarsi delle terre che essi lavoravano e non potevano chiamare proprie; che fosse venuto in Sicilia per dar loro una mano a cacciare i padroni.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 Pietro e Gaspare Di Giorgi, zii di mio suocero, partirono da Paceco verso Calatafimi a combattere con i Mille nella conquista della collina? Per portare altre terre al regno di Savoia o perch\u00e9 sentivano il bisogno di distruggere il feudo degli aristocratici e il potere che li schiacciava? Quanti fatti mai scritti nella storia! Una famiglia abbandonata per andare a combattere con i Mille, due fratelli giovanissimi che vogliono dare una mano per cambiare le cose, uno che muore sotto il fuoco dei Borboni, l\u2019altro che impietrito dal dolore impazzisce e muore dopo tre giorni.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Cosa \u00e8 successo a questa storia antistoria &#8211; fatti di famiglie siciliane che non fu mai scritta dagli storici borghesi e benpensanti i quali niente avevano avuto in comune con quella plebaglia siciliana che gridava: Terra, terra, terra\u201d. E solo per caso attraverso la penna di Verga si parla della ribellione di Bronte, e se ne parla quasi come di un fatto sporadico quando invece risulta da recenti ricerche che la Sicilia dell\u2019ultimo 800 fu tutta un fermento di ammutinamenti, di ribellioni e di rivoluzioni perch\u00e9 i Siciliani si sentirono traditi dai Mille e da Garibaldi, quel Garibaldi che il mio trisavolo and\u00f2 ad incontrare a Partanna e che i picciutteddi eludendo la vigilanza materna, andarono a vedere camminando da Partanna a Salemi &#8211; sono fatti che si raccontano nella mia famiglia perch\u00e9 il nonno di mia moglie, nonch\u00e9 mio bisnonno per un complicato legame di parentela, Salvatore Catalano, scapp\u00f2 di casa per conoscere Garibaldi, colui che doveva \u00abassicuta- ri\u00bb dalla Sicilia \u00abpatruna e parrini\u00bb. Che cosa\u00a0 speravano i\u00a0siciliani da questo sbarco in Sicilia se non l\u2019avverarsi di quei cambiamenti che li avrebbero portati a vivere a livello di dignit\u00e0 umana?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">\u00abQuando comincer\u00e0 a dividere i feudi e i beni di quei preti che hanno spadroneggiato come i nobili?\u00bb. Queste erano le domande che si ponevano i siciliani e alle quali Garibaldi rispose andando a incontrarsi con Vittorio Emanuele II a Teano, volendo dire che era venuto in Sicilia per sovvertire un potere e sostituirlo con un altro dello stesso stampo. In verit\u00e0 i siciliani capirono subito che Garibaldi li aveva traditi, egli era uno del Nord, venuto come tanti altri ancora a manipolarli. I siciliani si ribellarono, e non solo Bronte, ma altri paesi ebbero il loro momento di lotta e di resistenza. E vennero i soldati sabaudi a sparare sulle folle inermi che volevano terra, lavoro e pane.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La storia vera di quegli anni \u00e8 ancora da scrivere, perch\u00e9 \u00e8 chiaro che nello scrivere contano le prospettive di chi racconta, e che altra prospettiva potevano avere allora quelli del Nord che s\u2019interessarono ai fatti di Sicilia dal 1860 al 1894.<a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Senza-titolo.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-thumbnail wp-image-543\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Senza-titolo-234x100.png\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"100\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Che importanza poteva avere per loro dire che all\u2019epoca dei fasci siciliani, quando i siciliani chiesero ancora una volta la terra ai grandi proprietari terrieri, questi rispondendo attraverso i fucili dei soldati del re di Savoia, uccisero, tra i tanti, uno dei fratelli della nonna di mia moglie. L\u2019odio per il re di Savoia, in Sicilia, continu\u00f2 anche quando l\u2019Italia unita dichiar\u00f2 guerra agli austriaci per \u00abliberare\u00bb Trento e Trieste.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">\u00abMa noi non volevamo essere liberati, signora maestra, noi siamo slavi non italiani, signora maestra\u00bb. Sono parole di gente delle campagne di Pola che mia suocera (sorella di mio nonno) si sent\u00ec dire quando and\u00f2 ad insegnare loro l\u2019italiano. Ma nemmeno i siciliani avevano intenzione di andarli a liberare. Non c\u2019era siciliano felice di partire per il Carso e, infatti, mio zio Natale Faraci non part\u00ec. Si spar\u00f2 un colpo al piede per farsi riformare. Poi fu accusato di essere evasore dell\u2019obbligo, pardon,di essere disertore: la giustizia sabauda lo perseguit\u00f2 ed egli fugg\u00ec in America.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Per il Nord, la storia \u00e8 quella che interessa il Nord. I siciliani sono una razza diversa che niente ha in comune con quella nordica, bast\u00f2 solo coinvolgerli nella gloriosa lotta per l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, non altro. Mentre, come dice Santo Cali, \u201cle lacrime scorrono attraverso il tempo gi\u00f9 per le pietre dei feudi, unica umidit\u00e0 a saziare l\u2019aridit\u00e0 delle stoppie scotte di sole\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Sto cambiando qualcosa nel raccontare i fatti? Non credo, perch\u00e9 io, pur trovandomi limitato dal mio stato di siculo-americano e perci\u00f2 emarginato dalla cultura italica, sono l\u2019erede diretto di quei siciliani che non sapendo n\u00e9 leggere n\u00e9 scrivere la loro storia, di quei siciliani che per il benessere portato in Sicilia dallo stato sabaudo furono costretti a emigrare e a operare e vivere in un\u2019altra parte della terra dove il popolo americano commetteva lo stesso delitto dei Savoia contro i siciliani imponendo una lingua e una cultura anglosassone e costringendoli a dimenticare chi erano.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La storia dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 piena di inganni perpetrati da un popolo contro un altro popolo e tra questi inganni uno che primeggia \u00e8 quello perpetrato nei confronti del popolo siciliano da Garibaldi e dai Savoia.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 io non posso considerare i miei avi italiani ma solamente siciliani. Essi, infatti, si ribellarono e preferirono emigrare piuttosto che rimanere asserviti al re piemontese. E con i miei nonni milioni di siciliani fecero\u00a0la stessa scelta: piuttosto che morire di fame ed essere servi, meglio sdradicare le vecchie radici e andarsene altrove.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Fu cos\u00ec che tornato dopo tre generazioni in una Sicilia ancora martoriata dai malgoverni ma un po\u2019 pi\u00f9 italianizzata, io sapevo soltanto dire \u00abbuccetta\u00bb e \u00abtuvagghia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">V<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 convinzione di molti che la realt\u00e0 \u00e8 la sostanza artistica della poesia. Ciononostante molti critici sono del parere che un poeta per superare certi limiti, deve puntare verso l\u2019ideale se vuole comporre un lavoro artistico. Da ci\u00f2 si potrebbe desumere che l\u2019ideale \u00e8 qualcosa al di fuori delle realt\u00e0. Allora, volendo raggiungere alti livelli artistici si \u00e8 costretti a falsificare la realt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 anche desumere che l\u2019ideale si trovi in qualche paradiso lontano dal poeta, raggiungibile solo per speciale intuizione o per miracolo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Oppure, utopisticamente, si pu\u00f2 pensare che l\u2019ideale stia sempre nel futuro e non nel presente. Ma l\u2019artista che vede chiaro il presente \u00e8 capace di discernere la direzione che il presente prende nel divenire futuro e perci\u00f2 non come presente e futuro distinti e separati, ma come presente che per evoluzione diventa futuro dando cos\u00ec a questo processo evolutivo un senso di realt\u00e0 per cui ci\u00f2 che noi ora consideriamo utopistico, domani \u00e8 realt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Affermo, dunque, anche se certi scrittori vedono l\u2019ideale fuori dalla realt\u00e0 e dal futuro, che l\u2019ideale si pu\u00f2 trovare nella realt\u00e0; esso \u00e8 struttura stessa dell\u2019esistenza, delle cose uniche e particolari. Si trova nel movimento\u00a0nello svolgere ed evolvere delle cose tutte relative.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 nella realt\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 conveniente e ci\u00f2 che \u00e8 meno conveniente. La realt\u00e0 indica una direzione di svolgimento che \u00e8 intrinseco elemento delle cose in sviluppo e perci\u00f2, se l\u2019ideale non fosse gi\u00e0 nella realt\u00e0, non potrebbe svolgersi. Il seme diventa albero. Nel seme c\u2019\u00e8 dunque la realt\u00e0 dell\u2019albero, un incatenarsi di avvenimenti che devono per forza svolgersi facendolo diventare immancabilmente un albero; non per un ideale che sta fuori dal seme, ma per la realt\u00e0 e le relazioni e interrelazioni insite nel seme stesso. Se quell\u2019ideale non fosse in quel seme stesso, in verit\u00e0, non ci sarebbe nessuna speranza. Come gi\u00e0 ho spiegato nei miei 21 punti di Polemica Aperta, anche in quella parte di realt\u00e0 brutta pu\u00f2 esserci una bella verit\u00e0. Due volte falsa, e orrendamente brutta, una bruttezza non vera e non reale, allorch\u00e9 un poeta descrive una cosa brutta mai esistita e perci\u00f2 non vera. L\u2019artista che di proposito falsifica la sua opera pensando che si tratti del modo migliore per raggiungere il suo uditorio e gioca e giostra con i suoi lettori, intrinsecamente svia il suo uditorio dalla verit\u00e0. Varie sono le vie per raggiungere la porta della propria casa; si pu\u00f2 girare tutt\u2019attorno all\u2019isolato, oppure andare direttamente alla porta per la strada pi\u00f9 breve; fare ci\u00f2 non significa falsificare le cose.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Anche i metodi dell\u2019artista per raggiungere la verit\u00e0 sono innumerevoli ma l\u2019artista tendendo al suo scopo dovrebbe usare la strada pi\u00f9 breve per raggiungere quella realt\u00e0 nella maniera pi\u00f9 semplice. Cos\u00ec facendo, gli rimarr\u00e0 pi\u00f9 spazio e pi\u00f9 tempo per dire ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Troppo spesso noi prendiamo per vero quel non vero che dice l\u2019artista; allora rimaniamo confusi, perch\u00e9 quell\u2019artista mentre dice il falso sta pensando al vero. Ovviamente, riuscire a indovinare, dopo aver scoperto\u00a0l\u2019inganno, qual\u2019\u00e8 la verit\u00e0 che egli pensa, resta nel mondo delle congetture. Purtroppo l\u2019inganno si ripete spesso nei tempi in cui l\u2019artista non ha pi\u00f9 da dire o \u00e8 troppo confuso o cerca d\u2019ingannare se stesso perch\u00e9 pensa che la sua verit\u00e0 non sia espressione artistica; in tutti questi casi, lo scrittore si nasconde dietro un paravento di parole o di immagini irreali ed \u00e8 difficile sapere cosa egli veramente stia pensando mentre scrive.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 anche pensare che l\u2019artista non descrive il vero perch\u00e9 non lo conosce o non lo descrive perch\u00e9, conoscendolo, vuole camuffarlo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Solo per gli altri un individuo pu\u00f2 tentare di dare un valore superiore al non vero piutosto che al vero, ma mai per se stesso.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Non so dove e quando, ma mi ricordo di aver scritto anch\u2019io che per me Pablo Picasso ha ricevuto troppo riconoscimento per le sue opere di specie avanguardistica. Egli, sicuramente, fu consapevole dell\u2019espressione di dismisura data da lui stesso all\u2019irreale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Qualcosa del suo irreale, indubbiamente, pu\u00f2 piacere, ma dobbiamo stare ancora pi\u00f9 attenti per sapere se noi stessi come interlocutori non ci stiamo avvicinando all\u2019orlo della pazzia.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Cosa significa una descrizione artistica pi\u00f9 vera del vero?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Cio\u00e8, si tratta della trasformazione del vero, facendolo risaltare sotto una forte luce stilistica o una densit\u00e0 linguistica o sotto una dimensione che arriva quasi al di l\u00e0 della terza dimensione. In ognuno di questi casi, la base \u00e8 la verit\u00e0, sebbene sono sempre della convinzione che il compito pi\u00f9 difficile dell\u2019artista sia quello di lasciare le cose descritte nel proprio ambiente e con una adeguata espressione linguistica senza alcuna esagerazione selettiva.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">E quando la verit\u00e0 non \u00e8 la propria verit\u00e0, ma la verit\u00e0 di un altro, pu\u00f2 essere verit\u00e0 la sua descrizione?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Io, francamente, non sono molto sicuro, ma posso affermare che solo la mia verit\u00e0 \u00e8 quella sicura. La verit\u00e0 dovrebbe certo nascere da altre verit\u00e0. Molti potrebbero dirmi che la verit\u00e0 non fa andare avanti un discorso positivamente e che davanti a certi avvenimenti veri rimaniamo indifferenti. L\u2019indifferenza, sicuramente, non pu\u00f2 sussistere se quella verit\u00e0 descritta ha radici nella nostra verit\u00e0 che \u00e8 unica e particolare. Quando questa verit\u00e0 \u00e8 radicata negli interessi umani dell\u2019individuo sar\u00e0 sicuramente una verit\u00e0 energetica che illuminer\u00e0 il lettore con facilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">VI<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Credo che ogni cosa esistente al mondo sia particolare. Non si pu\u00f2 perci\u00f2 parlare di identit\u00e0 assolute o universalit\u00e0 delle cose e degli esseri viventi. Io sono diverso da chiunque altro che esiste. Chiunque voglia insegnarmi a ignorare ci\u00f2, mi danneggia e tenta di incanalarmi verso un processo scientifico e allontana dalla vera conoscenza delle cose togliendo la possibilit\u00e0 di vedere 1\u2019esistenza su vari livelli: ogni livello una possibile verit\u00e0, perch\u00e9 particolare.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Se si vuole fare cultura di popolo, bisogna particolariz- zare e non generalizzare. Mai imparare dal pi\u00f9 bravo cercando di scrivere o esprimersi come si usa nelle scuole italiane, ma scendere al particolare; tu sei come un ulivo, sei cresciuto con questa forma, questo sei tu e fai arte se descrivi la forma di te stesso; fai arte in quanto sei originale e diverso da un altro; in quanto cosa particolare, mai\u00a0La perfezione proprio per questo motivo \u00e8 la morte dell\u2019arte. La concezione religiosa e il rispetto della scienza fanno s\u00ec che gli uomini tendano verso fini identici, verso leggi assolute.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Religione e scienza perci\u00f2 si assomigliano in quanto entrambe tendono alla perfezione: sono l\u2019opposto esatto dell\u2019uomo che \u00e8 imperfetto. Quando l\u2019artista si esprime deve essere consapevole che la sua descrizione, per essere arte, deve essere imperfetta; egli non pu\u00f2 lasciarsi affascinare dal metodo scientifico che gli toglie ogni originalit\u00e0, in quanto la scienza tende verso la generalizzazione; per un artista \u00e8 importante non cercare una differenza nelle somiglianze, ma una differenza nelle somiglianze delle differenze (vedi Impegno 70 n. 19\/27 pp. 47-48).<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 una grande differenza tra una macchina e un essere umano; la macchina \u00e8 creazione dell\u2019uomo; un essere umano \u00e8 creazione di se stesso.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La macchina che continua a fare la copia della copia non segue un processo naturale, ma scientifico, perci\u00f2 limitato. L\u2019uomo, al contrario, pur se non riesce a fare la copia identica della copia, ha l\u2019abilit\u00e0 di creare anche in un apparente ripetersi perch\u00e9 sa andare al di l\u00e0 della creazione di un momento prima. L\u2019uomo \u00e8 capace di creare perch\u00e9 egli stesso \u00e8 creazione naturale e non macchina che \u00e8 creazione dell\u2019uomo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019atteggiamento dell\u2019uomo, le sue aspirazioni di evoluzione e di miglioramento lo spingono a un continuo tentativo di perfezionamento che va oltre la questione religiosa o di prima causa.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019uomo tenta un miglioramento nella sua unicit\u00e0 artistica perfezionando la sua imperfezione, potrebbe trattarsi di un traguardo massimo nella relativit\u00e0 delle cose. Se invece si tratta di una continua tendenza a ridurre tutto\u00a0identica a un\u2019altra cosa in particolare.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come non puoi scoprire collina identica a collina, o montagna identica a montagna; e se questa \u00e8 la natura delle cose, perch\u00e9 non dovrebbe essere lo stesso riguardo gli esseri umani?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Uno scrittore populista guarda se stesso, impara da se stesso e dal proprio linguaggio e rispechia se stesso anche creando nuove combinazioni di se stesso, ma solo di se stesso. Se nel modo di esprimersi cerca di generalizzare fallisce in quanto \u00e8 assolutamente impossibile riportare forme linguistiche di altri.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, chi fa arte deve riconoscere quest\u2019unicit\u00e0 di ogni cosa, descrivendo perci\u00f2 ogni cosa come \u00e8: diversa da qualsiasi altra cos\u00e0. Lo scrittore populista si impegna a scrivere la sua relazione di tempo e di posizione in confronto alle cose e alle persone che lo circondano.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Filosoficamente, una cosa \u00e8 diversa dall\u2019altra non solo perch\u00e9 ha forme diverse o perch\u00e9 ha subito esperienze diverse, ma perch\u00e9 occupa uno spazio unico nell\u2019esistenza in relazione alle altre cose.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La scienza chiede irrazionalmente che il poeta prenda in considerazione un punto-tempo del mondo di un altro individuo; il risultato \u00e8 disastroso, infatti prova a chiedere a uno che \u00e8 di Milano di descrivere il bel sole di una giornata d\u2019inverno in Sicilia e, al contrario, a un siciliano di descrivere una tempesta sul Lago di Como; La verit\u00e0 sar\u00e0 irrimediabilmente distorta perch\u00e9 non si parla di esperienza diretta.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019autore stesso, nel senso scientifico, poich\u00e9 \u00e8 soggetto, come tutte le cose, a un continuo mutamento, \u00e8 relativamente imperfetto, e se fosse perfetto, sarebbe gi\u00e0 limitato perch\u00e9 non esprimerebbe niente di nuovo ma una monotonia totale di identicit\u00e0\u00a0a somiglianze per cui le cose nella loro unicit\u00e0 vengono ritenute imperfette nella ricerca massima delle somiglianze, il tutto finisce in una continua monotonia. Questa \u00e8 la via sulla quale \u00e8 istradata la societ\u00e0 industrializzata di oggi che gi\u00e0 sta dando i suoi errati risultati.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Un esempio possiamo pigliarlo nel campo dell\u2019edilizia dove linee orizzontali e verticali senza alcuna deviazione riducono le citt\u00e0 tutte uguali, col risultato di dare un aspetto generalizzato e impersonale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019estetica populista che si basa sull\u2019uomo, pretende che il poeta o l\u2019artista, riconoscano nell\u2019uomo quella importanza che religione e scienza gli negano.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo \u00e8 capace di apprezzare il bello, non ha bisogno d\u2019imparare o di affidarsi a un critico; si tratta di un processo naturale provato dalla Gestalt. L\u2019uomo giudica e d\u00e0 apprezzamenti usando mezzi insiti in se stesso; non ha bisogno di affidarsi ad altri che danno giudizi specializzati e perci\u00f2 scientifici, n\u00e9 tanto meno a chi d\u00e0 spiegazioni teologiche con regole e dogmi, che non ammettono dubbi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Mettere in dubbio, discutere una cosa \u00e8 molto importante e l\u2019uomo del popolo pu\u00f2 farlo. Ed ecco perci\u00f2 l\u2019importanza della comunicazione diretta da parte dell\u2019artista che scende in piazza per essere popolo che parla al popolo di fatti che riguardano il popolo e non di cose imposte dal centro e dai pi\u00f9 bravi. Negare quanto ho detto, sarebbe ignorare il processo della natura stessa attraverso i millenni, un processo naturale che la scienza non ha il diritto di negare all\u2019uomo. E per concludere l\u2019argomento, la perfezione \u00e8 la morte dell\u2019arte; allora, se esiste Dio, e non voglio dire che non esiste, questo Dio dovrebbe essere imperfetto perch\u00e9 sarebbe una bella presunzione dell\u2019uomo desiderare un Dio perfetto e perci\u00f2 limitato.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019intelligenza dell\u2019uomo segue una certa logica interna che \u00e8 parallela all\u2019esistenza esterna. Se lo sviluppo della mentalit\u00e0 umana, con tutto il suo bagaglio di esperienze, \u00e8 considerato una estensione del mondo esterno, non ho nulla da obiettare, ma rifiuto qualsiasi nozione filosofica per cui il pensiero e lo sviluppo dell\u2019individuo sono riflesso del mondo esterno.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019individuo, le forme eterogenee esterne non sono sistemi e forme; ogni stimolo che viene dal mondo esterno, ogni fotone che lo colpisce viene organizzato nell\u2019individuo dai cinque sensi e sistemato dall\u2019intelletto in forme. Il cerchio, ad esempio, per l\u2019uomo, \u00e8 cerchio perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 presente nella struttura e nelle relazioni di forze del cervello umano e, poich\u00e9 la forma \u00e8 espressione dell\u2019esistenza, l\u2019uomo organizza 1\u2019esistenza in maniera tale che il cerchio sia per lui forma naturale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La possibilit\u00e0 di recepire e collegare il mondo esterno con quello interno pu\u00f2 essere dettata da pi\u00f9 o meno capacit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Un individuo che organizza eccessivamente il suo bagaglio di stimoli e forme, non \u00e8 capace di affrontare altri stimoli perch\u00e9 troppo organizzato con i primi; egli, dunque, non amette la pluralit\u00e0 perch\u00e9 troppo rigido; solo una mentalit\u00e0 elastica che sappia tenere in considerazione pi\u00f9 di un sistema estetico \u00e8 la prerogativa dell\u2019antiautoritarismo e perci\u00f2 dell\u2019Antigruppo che di per se stesso \u00e8 Forma Estetica.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 concludere che non esiste nel mondo della creativit\u00e0 artistica un\u2019autorit\u00e0 che dall\u2019esterno possa con la violenza e con la persuasione insegnare a un altro artista ad eliminare errori e difetti. Gli errori sono tali, se visti\u00a0sotto l\u2019aspetto di un concetto non pluralistico; rispettando invece il pluralismo, si ammette che gli errori e i difetti estetici sono, in verit\u00e0, il modo dell\u2019individuo di concepire l\u2019esistenza.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La persuasione, dunque, \u00e8 forma astuta di violenza. Uno dell\u2019Antigruppo che non cede alla persuasione \u00e8 Pietro Terminelli. Egli non \u00e8 capace di assoggettarsi a una organizzazione; nell\u2019organizzazione, egli diventa, non una parte, ma un intero isolato; nessun movimento culturale o politico, infatti, lo ha mai incorporato completamente. Egli \u00e8 un vero antigruppo. Pur avendo lavorato con me per lunghi anni, non posso ricordare un\u2019idea uguale che ci abbia legati. Il nostro \u00e8 stato un accordo di due persone con idee e atteggiamenti e stile di scrivere diversi. Ci\u00f2 che ci ha uniti \u00e8 appunto la nostra diversit\u00e0. Il rispetto per la diversit\u00e0 dell\u2019altro \u00e8 l\u2019unica caratteristica che tiene insieme VAntigruppo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ma perch\u00e9 l\u2019uomo crea valori e regole nella direzione sbagliata? Perch\u00e9 cos\u00ec vogliono i pochi e gli eletti, i quali accusano l\u2019uomo comune per la sua imperfezione, cercando di togliergli la fiducia in se stesso; essi hanno tutto da guadagnare se riescono a convincere l\u2019uomo comune che egli non \u00e8 in grado di pensare con la propria testa e che non ci si pu\u00f2 accontentare di vivere nell\u2019insuccesso. Gli eletti dicono: \u00abVedi? Noi siamo il successo, tu devi mirare a questo successo, devi cercare di emulare noi che siamo i migliori\u00bb. Cos\u00ec nell\u2019emulare \u00abi pochi\u00bb, i molti vengono persuasi dall\u2019opinione pubblica ad accettare standards, valori e misure convenzionali degli establishments monolitici. Infatti, le societ\u00e0 sono strutturate sull\u2019arbitrario concetto che solo i migliori possono inserirsi ed essere \u00abin\u00bb; gli altri, i molti, gli outsiders, gli schiavi e i servi, per un processo naturale (dicono loro) devono assoggettarsi e\u00a0subire. Affinch\u00e9 i pochi rimangano sicuri ai loro posti di comando \u00e8 necessario fare credere ai molti che solo questi sono i valori della vita.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">In contrapposizione alla loro logica sorge la logica populista, una logica dettata dalla base e non dal centro. Si tratta infatti di una filosofia per diseredati, per sprovveduti i quali in confronto al numero degli eletti sono in vantaggio in quanto moltitudine.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il concetto di pluralismo, inteso come filosofia e ideologia populista \u00e8 stato portato avanti, in Italia, dall\u2019Antigruppo. Il suggerimento \u00e8 giunto al centro dalla base; da un piccolo giornale di provincia disdegnato da tutti, ma letto anche con curiosit\u00e0 da molti. Proprio quando il concetto di pluralismo comincia a farsi strada, Gian Carlo Ferretti, uomo di cultura centrale, ebbe a sostenere che pluralismo e partecipazione sono due cose non ammissibili nel campo della cultura. Noi dell\u2019Antigruppo, invece, abbiamo provato che il pluralismo pu\u00f2 essere il credo ideologico di un movimento culturale che accetta tutti coloro che vogliono esprimersi. Si tratta, in verit\u00e0, di un movimento che fa salire tutti sulla stessa nave, ognuno conservando il suo io e la sua identit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Sin dal 1969 in \u00abUna Possibile Poetica per un Antigruppo\u00bb ho chiarito e provato questo concetto invitando i lettori di varie ideologie di sinistra a collaborare. Il risultato \u00e8 stata una partecipazione talmente entusiasta che, in seguito, da parte di alcuni critici \u00e8 stato difficile individuare l\u2019autore principale e l\u2019animatore della piccola antologia.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Con l&#8217;Antigruppo sostenni pure l\u2019affermazione dei singoli e dei piccoli e perci\u00f2 delle citt\u00e0-stato, dei governi locali per l\u2019affermazione della democrazia diretta che di per se stessa \u00e8 la forma pi\u00f9 perfetta di governo. In fondo\u00a0che cosa vogliamo intendere per pluralismo e populismo se non la capacit\u00e0 di tollerare gli altri?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il P.C.I. oggi parla di pluralismo, nel senso che ogni partito comunista, nelle diverse societ\u00e0, pu\u00f2 essere diverso dall\u2019altro. Berlinguer parla della grande necessit\u00e0 di abbattere l\u2019intolleranza e l\u2019intransigenza. Anche La Malfa \u00e8 stato dello stesso parere, eppure anni fa i repubblicani del centro disdegnarono il piccolo giornale che parlava di pluralismo di provincia e non accettarono mai un articolo per il giornale di Roma o di Palermo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La verit\u00e0 \u00e8 che i grandi Stati accentrano una sola espressione su tutti i livelli, e necessariamente, questa unica espressione \u00e8 il diritto esclusivo di un\u2019elite che emana leggi e dettami generalizzati perch\u00e9 tutte le periferie li accettino incorporandoli nel proprio tessuto di pensiero, atteggiamenti e linguaggio.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Vili<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il pluralismo va inteso su due livelli, uno estetico e l\u2019altro ideologico. Per una condizione pluralistica politica ideologica \u00e8 necessario il decentramento e il frazionamento dei grandi Stati. Infatti, \u00e8 la struttura di un governo locale che permette all\u2019individuo la partecipazione diretta alle iniziative di ogni genere, con la presenza in consigli e assemblee esercitando cos\u00ec direttamente il diritto al voto senza delegare i propri diritti politici a una figura rappresentativa anche se in schemi proporzionali. Insisto sul diritto dell\u2019individuo di esprimersi per referendum che anche soltanto saltuariamente d\u00e0 a tutti la possibilit\u00e0 di decidere sulle leggi. Invece, una completa partecipazione\u00a0locale rende il cittadino sempre pi\u00f9 capace di intendere e di giudicare, lasciandolo soddisfatto nell\u2019esercizio dei suoi diritti.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Vorrei ricordare a questo punto un altro tipo di pluralismo, quello espresso nelle vaste contrade americane o frontiere quando le immense distanze, constringevano l\u2019individuo a vivere isolato, gli davano la dignit\u00e0 di decidere per se stesso senza la necessit\u00e0 di piegarsi ad alcuno o di decidere e piegarsi a corpi istituzionali, con una auto- sufficenza che irrobustiva il carattere democratico anche se a discapito di quello sociale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019autorit\u00e0 di un governo a monte era inutile. L\u2019uomo non poteva essere controllato e non sviluppava perci\u00f2 il senso della sottomissione, ma acquistava piuttosto fiducia in se stesso e perci\u00f2 anche rispetto per l\u2019altro come lui; non esistevano importanti o meno importanti, ma tutti uomini uguali.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Possiamo dire, allora, che meno sono le leggi, pi\u00f9 i governi sono democratici.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Infatti, in popoli con antiche tradizioni di civilt\u00e0 succede che per varie sovrapposizioni le leggi si accumulano attraverso i secoli e spesso vengono usate per limitare piuttosto che per proteggere la libert\u00e0. Gli elementi benestanti e pi\u00f9 retrivi della societ\u00e0 rallentano lo snellimento delle leggi, perch\u00e9 le leggi di solito proteggono gli abbienti. Lo stato ideale \u00e8 quello che non impone leggi sull\u2019individuo e sulla comunit\u00e0, ma sprona all\u2019autoresponsabilit\u00e0 ogni cittadino che deve seguire la legge interiore considerando il giusto e l\u2019equo nei rapporti con gli altri.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Quando insisto nel dire ci\u00f2 che intendo per poesia non vengo a dettare una ferrea legge, a te, (o a me stesso) non voglio impormi come autorit\u00e0 letteraria o atteggiarmi a caposcuola di quel movimento poetico populista che sostengo; non cerco di persuadere nessuno, ma dico semplicemente come io la penso. Tu (dell\u2019Antigruppo o no) certamente, la pensi in altro modo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Un simile comportamento dunque non \u00e8 soltanto antiautoritario ma \u00e8 soprattutto democratico anche se pu\u00f2 sembrare inefficiente. Del resto, l\u2019imperfezione \u00e8 logica in questo nostro mondo; infatti, un mondo perfetto e ideale non esiste come non pu\u00f2 esistere una poesia ideale in quanto sarebbe riflesso in un io che non esiste. Una poesia populista non deve per forza rispecchiare il meglio dell\u2019io poetico, ma per essere completa deve cogliere luci e ombre, lati positivi e lati negativi, tutte le contraddizioni, insomma, che formano un individuo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Per fare un esempio: un tizio nasce col naso storto. Dovrebbe ricorrere alla plastica per raddrizzarlo? \u00c8 tanto necessario avere un naso dritto come gli altri? E chi idealisticamente pu\u00f2 affermare che il naso dritto sia meglio di quello storto? Volendo un mondo di nasi dritti, noi aneliamo alla copia di un naso perfetto, avvicinandoci all\u2019ideale di Platone (un aristocratico) e allontanandoci perci\u00f2 dalla imperfezione (populista), cio\u00e8 da quello che noi veramente siamo (esseri imperfetti). Il risultato sarebbe un mondo scialbo senza contraddizioni (da computers del mondo industrializzato della scienza autoritaria), un mondo come vediamo rispecchiato nelle poesie del passato; anche nelle poesie dei pi\u00f9 grandi poeti del passato. \u00c8 logico allora che ci vuole la frusta perch\u00e9 i giovani di oggi si soffermino su\u00a0quel tipo di poesie classiche e stereotipate. Anche i grandi poeti del Rinascimento, a mio avviso, non ci hanno dato buone poesie perch\u00e9 si lasciavano incastrare dalla forma e dovevano plasmare il contenuto a quella forma di rime; esprimevano cos\u00ec una poesia lontana dall\u2019essere quotidiano di chi scriveva.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il critico Luigi M. Person\u00e8 scrive sul GIORNALE DI SICILIA del primo novembre \u201979 che sono preferibili e indubbiamente migliori le poesie CORTESI e GENTILI. E certo che per lui le poesie \u00abcortesi\u00bb siano le migliori in quanto chi le scrive sta alle regole del gioco della buona \u00absociet\u00e0\u00bb. Ma poich\u00e9 l\u2019essere umano (e non mi stancher\u00f2 mai di ripeterlo) \u00e8 diverso da un altro essere umano, il poeta che veramente esprime poesia deve scavare nelle proprie caratteristiche &#8211; anche di forma se vogliamo &#8211; che sono diverse da quelle di un altro poeta. Se, invece, cerca di avvicinarsi alle caratteristiche di un altro poeta, sicuramente si allontana sempre pi\u00f9 da se stesso. Volendo fare poesia orientandoci verso le caratteristiche del Tizio o del Caio, facendoci ingannare dalle regole classiche di tipo elittario creiamo come su specchi pazzi che posti uno di fronte all\u2019altro ci darebbero copie errate dell\u2019esistenza in quanto vedremo riflessi e poi riflessi e ancora riflessi sempre delle stesse caratteristiche che nel moltiplicarsi diventano sempre pi\u00f9 lontane dal vero.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Pur rispettando l\u2019opinione di Luigi M. Person\u00e8, io devo dire che la poesia cos\u00ec come lui la intende \u00e8 una poesia dei \u00abmigliori\u00bb per 1 \u00abmigliori\u00bb. E qui casca l\u2019asino. Cosa vogliono i critici e i giornalisti di Giornale di Sicilia come Person\u00e8, Giuseppe Servello, Alfredo Falica, Giuseppe Quatriglio, Rosita Lanza (figlia di Giuseppe Lanza di Scalea, un aristocratico di Palermo che durante il fascismo condivise il potere con i fascisti e che ora lo si\u00a0\u00a0vuole risuscitare come antifascista) o il prof. Giusto Monaco che si appella al maestro Nietzsche, il filosofo che difende il superuomo, che vuole i popoli guidati da questo superuomo che deve dettare leggi sui deboli, sugli uomini comuni, il filosofo a cui si rifer\u00ec Hitler per dare una filosofia al Nazismo volendo creare una nuova categoria di superuomini non pi\u00f9 aristocratici, gentili e cortesi ma rudi e barbari (ecco come si spiega l\u2019antifascismo del principe di Scalea). Tutta questa gente che ho mensionato sopra, ospitata nella terza pagina del Giornale di Sicilia, \u00e8 impegnata in una campagna a favore del numero chiuso nelle universit\u00e0; a favore, dunque, di una scelta tra i \u00abmigliori\u00bb. Ne risulterebbe, se questi signori venissero accontentati, una universit\u00e0 elittaria e non pi\u00f9 aperta al popolo. Cos\u00ec, i migliori verrebbero ad usufruire di una universit\u00e0 di stato tenuta s\u00f9 dai \u00abpeggiori\u00bb rappresentati dal 90 o dal 95 per cento dell\u2019intera popolazione.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">E qui devo fare due osservazioni al Prof. Giusto Monaco. Egli ammette quale professore di una cattedra pagata dallo Stato italiano che il diploma della nostra scuola non vale perch\u00e9 viene rilasciato a circa il 20 per cento della popolazione scolastica dando cos\u00ec la possibilit\u00e0 di accedere nelle universit\u00e0 che si affollano troppo. \u00c8 come dire a uno che ha conseguito la patente per guidare che non gli si pu\u00f2 affidare una macchina da guidare. Egli, dicendo cos\u00ec, condanna tutta la scuola italiana per cui si pu\u00f2 giungere all\u2019assurda e logica conseguenza di chiederci se vale la cattedra e il titolo di studi da lui conseguito. Mi permetto, dunque, di suggerire al prof. Giusto Monaco che invece di cominciare a voler la riforma scolastica alla base non \u00e8 meglio che egli cerchi questa riforma al vertice, l\u00ec dove egli \u00e8 appollaiato? Una mentalit\u00e0 democratica, infatti, non parte con una critica rivolta al pi\u00f9 debole ma si\u00a0rivolge a chi detiene il potere; la pedagogia moderna critica il padre autoritario, la madre, la maestra, il professore, il giudice nei confronti del figlio, dello scolaro, dello studente, del cittadino, dell\u2019accusato. Se la scuola deve accogliere soltanto i migliori, ovviamente essa si rimpinguer\u00e0 soltanto dei figli dei funzionari, degli aristocratici, dei professori come Giusto Monaco, cio\u00e8 di tutti i privilegiati e gli eletti; rimanendo chiusa agli sprovveduti, a quelli della periferia che non conoscono le buone regole della societ\u00e0. In tal modo i primi che si troverebbero sprangate le porte dell\u2019universit\u00e0 sarebbero i figli dei braccianti, dei contadini, dei marinai, degli operai.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ma noi sappiamo che una scuola veramente democratica e funzionante deve permettere a tutti gli uomini di normale intelligenza, una volta raggiunta l\u2019et\u00e0 e che pagano le tasse, di iscriversi e di trame il profitto che possono. La scelta per accedere all\u2019universit\u00e0 non deve essere lasciata alla decisione dei professori attraverso gli esami, la scelta deve farla il cittadino libero che vuole esercitare il diritto dell\u2019istruzione. E a questo punto, se l\u2019universit\u00e0 agli occhi dei ben pensanti, \u00abmigliori\u00bb, esclusivisti pu\u00f2 apparire un po\u2019 inefficente, la societ\u00e0, bene o male, sarebbe leggermente pi\u00f9 colta. Naturalmente i \u00abmigliori\u00bb saranno un po\u2019 meno colti dato che i professori vengono impegnati anche dagli altri. E se questi \u00abmigliori\u00bb si lamentano sarebbe il caso di indicare loro non l\u2019universit\u00e0 dello Stato, ma un\u2019universit\u00e0 privata che non deve per\u00f2 ricevere sovvenzione dallo Stato, in quanto tale sovvenzione viene dai soldi dei pi\u00f9 e perci\u00f2 dei \u00abpeggiori\u00bb.<a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Sen-titolo.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-542 alignright\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Sen-titolo-300x100.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"100\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Mi chiedo spesso quale uomo di cultura pu\u00f2 essere talmente egoista per anelare ad una universit\u00e0 tranquilla e non popolata. L\u2019uomo colto in uno Stato democratico dovrebbe essere altmista, dovrebbe pretendere un\u2019universit\u00e0 populista che non premi soltanto gli eletti, e che non abbia paura della volgarit\u00e0 dei \u00abvillani\u00bb. E qui dobbiamo soffermarci a capire meglio chi e cosa possono essere i volgari; l\u2019uomo comune della strada, il poeta che si esprime in dialetto, colui che dice le cose come le vede e li chiama col nome che hanno? Ricordiamo in Sicilia Giuseppe Marco Calvino e Domenico Tempio &#8211; poeti veramente volgari e populisti &#8211; eppure dovrei prendere una lente d\u2019ingrandimento per cercare in Sicilia due poeti pi\u00f9 illustri di questi due; oppure quelle famiglie di cui tanto si occupano alcuni romanzi e di cui seguiamo ancora le storie alla televisione e nei films, quelle famiglie aristocratiche del marchese Tizio o del principe Caio che si fanno servire da esseri umani come loro, che con fare \u00abcortese\u00bb rimproverano questo o tal altro servo, che senza alzare la voce condannano la cameriera e con \u00abcortesia\u00bb la relegano a mangiare in cucina (atteggiamento volgare o raffinato?), a vestire l\u2019abito della cameriera, a inchinare la schiena al loro passaggio, a dire signors\u00ec a cose giuste e ingiuste; questi signori gran conoscitori della \u00abgentilezza\u00bb anche poetica, della \u00abcortesia\u00bb hanno accettato il ruolo di privilegiati schiacciando i non privilegiati e i \u00abpeggiori\u00bb, per dirla col prof. Giusto Monaco, e non capiscono che il loro comportamento padronale \u00e8 doppiamente volgare e li rende completamente sordi ai sentimenti di altri esseri umani che come loro hanno intelligenza e dignit\u00e0. Non ho mai visto camerieri seduti allo stesso tavolo dei loro padroni, mai a memoria d\u2019uomo un privilegiato ha considerato questo suo modo di fare una volgarit\u00e0; eppure \u00e8 da egoisti e volgari costringere la gente a lasciare il proprio paese, la terra che ama per andare a cercare fuori dal feudo la libert\u00e0 che le viene sottratta da questo comportamento \u00abcortese\u00bb e \u00abgentile\u00bb. \u00c8 stato proprio per la raffinatezza di questi baroni nel sottrarre la terra a chi la lavorava che molti siciliani preferirono emigrare in America nei primi del 900, e fra questi c\u2019erano i miei antenati.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Luigi M. Person\u00e8 dovrebbe comprendere che la terza pagina del Giornale di Sicilia &#8211; anche se il giornale \u00e8 in mano alla gente di destra &#8211; \u00e8 sempre un quotidiano di massa-media che prende le sovvenzioni dello Stato e perci\u00f2 in gran parte dai \u00abpeggiori\u00bb, uno dei giornali della Sicilia occidentale che ha tra i suoi fruitori anche i \u00abpeggiori\u00bb non pu\u00f2 fare una campagna per il numero chiuso alle universit\u00e0 portando avanti soltanto il discorso dei \u00abmigliori\u00bb. Io, quale scrittore e curatore di una terza pagina di provincia, mi sento obbligato ad avvertire i fruitori del Giornale di Sicilia e del Trapani Nuova che si tratta di un lento metodo di persuasione e perci\u00f2 di violenza contro i \u00abpeggiori\u00bb, cio\u00e8 i molti. \u00c8 ovvio cos\u00ec che un professore quale Virgilio Titone sia contrario alla poesia recitata in piazza e sia d\u2019accordo con Eugenio Montale e con T. S. Eliot i quali, calati nella realt\u00e0 dei \u00abmigliori\u00bb, considerano i recitals di piazza un fallimento. Essi non hanno compreso che il grande recital organizzato dal Comune di Roma con la partecipazione degli addetti e degli scrittori privilegiati con le grandi case editrici alle spalle, dei poeti pagati perch\u00e9 eletti e migliori, non doveva essere presentato come una manifestazione underground dei giovani e degli emarginati; non pu\u00f2 l\u2019establishment abbracciare i due opposti (anche se certe volte gli farebbe comodo) della societ\u00e0 e non pu\u00f2 venirci a dire che chi ha pubblicato con le grandi case editrici \u00e8 un poeta underground. Dunque, l\u2019uditorio ha avuto ragione quando ha reagito a Castelporziano non facendo recitare; l\u2019uditorio formato in gran parte di poeti underground non lo si pu\u00f2 prendere in giro. Ecco perch\u00e9 quella manifestazione fu reputata un\u00a0insuccesso e un fallimento dagli scrittori e poeti per bene e arroccati al potere, mentre in verit\u00e0 per gli under fu un successo; essa dimostr\u00f2 che i \u00abpeggiori\u00bb hanno gli occhi aperti.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Quando si parla di \u00abpeggiori\u00bb e \u00abmigliori\u00bb si pensa di capire perch\u00e9 sono stati creati questi valori e da chi?<a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Immagine-0241.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-207 alignleft\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Immagine-0241-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Immagine-0241-150x150.jpg 150w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Immagine-0241-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ogni essere umano ha il diritto di creare il proprio valore, ma non ha il diritto di porre questo suo valore come legge che gli altri devono rispettare. \u00c8 il caso del Prof. Persone che come critico stabilisce certe leggi politiche, anche se egli non ha spiegato chiaramente che cosa intende per migliore. Io potrei dire che migliore o peggiore si tratta sempre di un valore ed \u00e8 la societ\u00e0 che troppo spesso attraverso gli occhi degli eletti si crea falsi valori in maniera tale che i peggiori, i falliti, gli emarginati guardando quel \u00abmigliore\u00bb, creato da altri che sono gli eletti,<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">10 emulano e ad esso continuano ad aspirare. \u00c8 cos\u00ec che i privilegiati rimangono sempre tali e non permettono, per esempio, a uno come me di occupare un posto al vertice insieme a loro.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo \u00e8 pieno di contraddizioni e perci\u00f2 d\u2019imperfezione, ma proprio per questo \u00e8 un uomo. E bello che egli uomo sia cos\u00ec. Che orrendo mondo, infatti, sarebbe questo se non esistessero le contraddizioni: il grande e il piccolo,<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">11 brutto e il bello, il sicuro e l\u2019insicuro, il dubbio e il non dubbio, tutto nello stesso uomo. E penso che sarebbe il caso di scrivere una poetica delle contraddizioni in quanto l\u2019uomo che \u00e8 parte di un intero, ( non in senso biologico) lo stesso non vuole essere, come intero, sottomesso per fare parte.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Un altro giornalista che scrive sulla terza pagina del Giornale di Sicilia \u00e8 Bent Parodi, un uomo colto e intelligente, devo ammetterlo, anche se come scrittore \u00e8 tutto il\u00a0mio opposto. Molti anni fa mi disse di essere un socialista e perci\u00f2 un marxista, ma oggi io ho i miei dubbi in quanto egli si \u00e8 impelagato insieme agli altri professori e detentori della terza pagina del Giornale di Sicilia in quella campagna antipopulista che gli fa portare a galla tutti gli eletti e i noti aristocratici della cultura siciliana, i vari principi Lanza e Albata di Pietratagliata ecc&#8230; Ma chi pu\u00f2 meravigliarsi di questa sua tendenza? Non certo chi conosce qualcosa della sua famiglia; egli in certo qual modo \u00e8 parente di questa gente che tenta di riesumare (come il barone Giovanni De Simone, l\u2019artista raffinato della ceramica che ha vantato i suoi natali nel congresso regionale del Sindacato Scrittori) perch\u00e9 in verit\u00e0 suo padre era un duca (e lui duca non \u00e8 perch\u00e9 non glielo consente la Costituzione Italiana), la madre era imparentata con la regina di Danimarca. Conclusione? A lui lo spazio al Giornale di Sicilia \u00e8 dovuto. Ecco perch\u00e9 nella III pagina del Giornale di Sicilia non poteva continuare a scrivere (fu addirittura mandato via) Pasqualino Marchese anche nel periodo in cui direttore del giornale era il suo amico Ciuni. Pasqualino Marchese (a dispetto del suo cognome) vanta natali proletari. Pasqualino Marchese \u00e8 la voce del popolo che finalmente avrebbe potuto esprimersi attraverso i mass-media di un quotidiano.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Che interessi pu\u00f2 riflettere una III pagina in mano a Bent Parodi? Forse gli interessi dell\u2019uomo comune, dei contadini, dei marinai, dei corallai, degli artigiani e di tutti coloro che senza emergere hanno dato anche loro una cultura a questo paese? I molti non sentiranno mai interpretati i loro interessi, ma quelli raffinati e gentili e colti di Bent Parodi e dei suoi antenati che hanno respirato e respirano pesantemente sulla schiena dei \u00abviddani\u00bb come i miei nonni e quelli di Pasqualino Marchese.<a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/estetica.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-179 alignright\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/estetica-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/estetica-150x150.jpg 150w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/estetica-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Altro tipo di pluralismo lo si riscontra in un grande Stato dopo un brusco e violento mutamento delle relazioni nei rapporti politici, economici e culturali: il periodo della rivoluzione nel momento in cui chi aveva il potere lo ha dovuto lasciare e, mentre nessuno \u00e8 subentrato al suo posto,o, se \u00e8 subentrato, non viene ascoltato da nessuno &#8211; \u00e8 il momento del caos &#8211; (cos\u00ec dice la gente per bene). Quel caos, che per me \u00e8 alla base della libert\u00e0, \u00e8 vera condizione ideale che fa parlare tutti e fa anche ascoltare tutti: un pluralismo completo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Sotto simili condizioni si sviluppano idee e filosofie contrastanti e sistemi politici alternativi; si sviluppa un fervore mentale (vedi Rivoluzione francese o quella russa) cosa impossibile in un paese dove regna un rigido status quo. Sorprendentemente l\u2019uomo diventa tollerante perch\u00e9 non esistono leggi come imposizione di forza dei pochi sui molti.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Nessuna legge infatti pu\u00f2 essere legge dei molti. La legge non viene mai dalle piazze, la legge \u00e8 frutto di un esiguo gruppo di uomini seduti attorno ad un tavolo i quali decidono per gli altri.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 in uno stato democratico \u00e8 necessario il voto proporzionale che assicura la rappresentanza anche dei piccoli gruppi; al contrario, il voto maggioritario diventa potere per uno o due partiti, cos\u00ec come \u00e8 oggi in Germania. Possiamo affermare che oggi l\u2019Italia ha un governo molto pi\u00f9 democratico della Germania in quanto quei milioni di cittadini che votano per i piccoli partiti hanno per lo meno l\u2019illusione di essere rappresentati. E se i piccoli partiti non riescono a condizionare i grandi partiti hanno almeno la possibilit\u00e0 di farsi ascoltare. E cos\u00ec che si\u00a0ascolta la coscienza del popolo, del piccolo uomo della strada: in un caleidoscopico e variopinto quadro di idee politiche in quanto ogni uomo (essendo diverso), vuole essere diverso da un altro.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Quando l\u2019individuo crede nella disubbidienza non violenta alla legge, crea l\u2019antilegge, espressione dell\u2019unicit\u00e0 e della propria etica.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Osservando l\u2019universo ove tutto si ripete infinite volte, si pu\u00f2 affermare che l\u2019uomo non pu\u00f2 avere una volont\u00e0 propria. Osservando per\u00f2 le forme pi\u00f9 alte di volont\u00e0 cosmica, questo continuo mutare per ripetersi \u00e8 una volont\u00e0 che si rinnova dall\u2019inizio alla fine e dalla fine al nuovo inizio. L\u2019individuo subisce questo continuo mutamento che gli d\u00e0 la consapevolezza e l\u2019intelligenza di accogliere nuove esperienze che diventano la sua estetica di vita, la sua volont\u00e0, le sue espressioni.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo, allora, comincia la propria vita con un bagaglio di forme interne gi\u00e0 esistenti che sono la naturale estensione del mondo esterno. Egli, dunque, sa. e perci\u00f2 pu\u00f2 giudicare quali sono le forme differenti, quali quelle vere, quali false o belle. L\u2019uomo pu\u00f2 giudicare attraverso se stesso. L\u2019uomo creativo avr\u00e0 sempre la possibilit\u00e0 di combinare queste forme naturali con sistemi pi\u00f9 complicati, in strutture nuove dettate dalla propria intelligenza.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Egli si migliorer\u00e0 sviluppando ed evolvendo interela- zioni di forme. Se cos\u00ec non fosse, l\u2019uomo rimarrebbe a un livello primitivo, quello di semplice stimolo e risposta. Artisticamente ed esteticamente sia gli stimoli del mondo esterno che quelli del mondo interno provocano una serie di discorsi creativi. Questi, mandati nel mondo esterno come messaggi, provocano gli individui (ascoltatori o lettori) a dare una risposta.<a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/COPERTINA1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-167 alignleft\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/COPERTINA1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/COPERTINA1-150x150.jpg 150w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/COPERTINA1-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ogni individuo riceve questi stimoli come particelle\u00a0separate che egli a sua volta organizza creativamente nelle proprie risposte, dando significative relazioni di forme al messaggio dell\u2019artista; ecco perch\u00e9 si pu\u00f2 dire che si tratta di arte impegnata quando l\u2019artista, il poeta o lo scrittore sono consapevoli che il loro discorso va recepito come provocazione e non come forma di persuasione che intende sostituire le idee del lettore con quelle dello scrittore.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo intelligente deve sempre lasciare la porta aperta a plurime possibilit\u00e0. In caso diverso, egli limiterebbe il suo processo estetico e ideologico. L\u2019individuo artista ha bisogno di conoscere il suo mondo locale, altrimenti non potendo cogliere il suo mondo estetico, non sarebbe capace di una sua opinione; in tal caso il risultato potrebbe giungere alla distruzione dell\u2019ego fino alla patologia mentale in quanto le forme verrebbero completamente confuse.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Alcuni movimenti culturali hanno simili difetti perch\u00e9 giungono a queste aberrazioni del non io. Possiamo elencare il Surrealismo, dal quale, in Sicilia prendono lo spunto il Gruppo 63 e il Gruppo 70. Mi sembra strano dunque come Giuseppe Zagarrio, parlando del populismo dell\u2019Antigruppo, ne paragoni certi aspetti al Futurismo. Il nesso e il legame semmai pu\u00f2 esistere tra il Futurismo e il Gruppo 63.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">XI<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Una persona non violenta \u00e8 tollerante; l\u2019intollerante, il violento insiste nella sua relazione di animale-uomo con altri uomini, ed \u00e8 impossibile discutere con lui.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">In Italia questo atteggiamento \u00e8 ancora diffuso e viene espresso da coloro che credono nell\u2019unilateralit\u00e0 di pensiero e che si possono paragonare ai picchiatori di cui ho gi\u00e0 parlato.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Generalmente un animale selvaggio non ammazza altri animali se non gliene danno ragione; esso non \u00e8 dunque pi\u00f9 violento di certa gente intollerante. Spingendoci dall\u2019esempio dei picchiatori al mondo estetico, possiamo notare che esistono anche movimenti culturali con la stessa carica di violenza; sono formati da scrittori che sanno tutto, che sanno dove sta la verit\u00e0, che hanno sempre ragione e una gran fiducia in ci\u00f2 che dicono e ci\u00f2 che fanno. Respingono qualsiasi altra possibilit\u00e0 di interpretazione dell\u2019esistenza che non sia la loro; trattano gli altri da ignoranti o meglio ancora li ignorano e li scherniscono. Tale fu l\u2019attegiamento del Gruppo 63 nei confronti dell\u2019Antigruppo. E a questo punto, devo fare una confessione.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Con tutta la mia buona intenzione non sono stato mai molto tollerante verso il non senso sostenuto dall\u2019avanguardia anche se a essa ho riconosciuto il merito di aver messo a soqquadro il linguaggio dandoci cos\u00ec la possibilit\u00e0 di scrollarci di dosso gli ermetici e i roboanticlassici del passato.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Desiderare il pluralismo significa essere aperti alle varie possibilit\u00e0 di se stessi e degli altri. E&#8217; una questione che va al di l\u00e0 della coerenza perch\u00e9 \u00e8 chiaro che chi ragiona non pu\u00f2 mettersi a falsificare le cose chiamando il nero bianco e il bianco nero o passando da un campo ideologico a un altro; ci\u00f2 snaturerebbe tutto quello che \u00e8 un individuo, scrittore, artista, creatore. Al massimo, per arrivare alla spiegazione e alla risoluzione di alcuni problemi si possono vagliare le varie possibilit\u00e0 esistenti; chi\u00a0si trova in una situazione negativa, \u00e8 logico che non pu\u00f2 fare il discorso positivo; Plebe non pu\u00f2 passare dal comuniSmo al fascismo; poich\u00e9, cos\u00ec facendo, dimostra che quanto aveva detto prima, per lui, non aveva alcun valore e che il discorso fatto ora in difesa di un\u2019altra ideologia, \u00e8 squalificato in partenza. L\u2019uditorio, il lettore, il pubblico hanno il diritto a volere nello scrittore un certo tipo di coerenza, ma non possono pretendere che egli non muti il metodo nella ricerca della soluzione del suo discorso e del suo credo. Il metodo pu\u00f2 mutare e arricchirsi di nuove esperienze.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Sul Giornale di Sicilia, Noto scrive dell\u2019affinit\u00e0 tra il discorso dei mistici e quello degli scienziati ed io concordo con lui in quanto i due discorsi tendono entrambi verso una verit\u00e0 assoluta e deplorabilmente antidemocratica. Lo scienziato e il religioso ricorrono a linguaggi non comuni alla gente comune; la religione cattolica, per esempio, insiste sul latino, cos\u00ec come il letterato d\u2019avanguardia, il tecnico elettronico, il burocrate hanno ognuno un linguaggio specializzato e non possibilistico in modo da creare una cerchia di addetti e competenti. Questo sul piano soggetto-oggetto, individuo-gruppo, scrittore-lettore. Ma c\u2019\u00e8 da chiedersi se la stessa cosa non avvenga nell\u2019io dell\u2019individuo che si rifiuta di essere comprensibile con se stesso e che s\u2019inganna ingannando l\u2019altro io. \u00c8 un chiudersi in se stessi lasciandosi nel buio dell\u2019incomprensione col pericolo di rasentare la schizofrenia.<a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/1990-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-154 alignright\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/1990-2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"267\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/1990-2-150x150.jpg 150w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/1990-2-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il possibile discorso diverso dal nostro non deve essere respinto in senso assoluto; esso \u00e8 un discorso luce che, pur dando la possibilit\u00e0 a ciascuno di partire dal suo punto locale, fruga nel buio stimolando la reazione di chi lo ascolta perch\u00e9 discorso provocatorio e diverso. In tal modo si afferma il particolare nei confronti del generale\u00a0anche correndo il rischio di creare confusione e caos. \u00c8 cos\u00ec che si creano interrelazioni e parallelismi e parallelismi non basati su un\u2019unica verit\u00e0 ma su un interscambio di luce rivelante verit\u00e0 locali in continuo sviluppo o mutamento. Tali discorsi sono tutti diversi perch\u00e9 particolari e differenti nello spazio, nella materia, nelle relazioni locali e perci\u00f2 relativi e imperfetti, incapaci di generalizzazioni. Ripeto che si tratta di un discorso luce che illumina la verit\u00e0 che gi\u00e0 esiste nell\u2019altro e non di un discorso che viene trapiantato.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Basta renderci consapevoli di noi stessi con l\u2019aiuto degli altri: questa \u00e8 comunicazione. Nessuno pu\u00f2 inserirsi nel pensiero dell\u2019altro. E allora, il pi\u00f9 bravo, in questo mondo di uomini, vale quanto il meno bravo; essi rimangono sempre se stessi e tutt\u2019al pi\u00f9 il meno bravo a conoscere meglio se stesso in relazione a tutti. Questo \u00e8 rispetto locale ed \u00e8 estetica populista antigruppo. \u00c8 estetica antiautoritaria che riguarda tutte le relazioni umane siano esse di estetica, politica, religione o di scienza, e mette a soqquadro tutto il sistema sociale contemporaneo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, quando gli eletti di una vasta comunit\u00e0-stato capiscono che alla base c\u2019\u00e8 il caos, volendo salvare e migliorare questa comunit\u00e0, ricorrono ad altra autorit\u00e0 (la cosa pu\u00f2 avverarsi sui vari livelli di vita: economia, cultura, letteratura ecc&#8230;) vanno contro la natura delle cose, in quanto l\u2019uomo come tale non \u00e8 un computer e non pu\u00f2 essere controllato inserendo un ordine nel suo cervello. Si pu\u00f2 al massimo fare come la CIA, un processo chirurgico al cervello, ma in tal caso l\u2019uomo non sarebbe pi\u00f9 uomo perch\u00e9 verrebbe snaturato.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Volendo risolvere il peggiorare delle condizioni di una societ\u00e0, le si dia sempre pi\u00f9 libert\u00e0 fino ai punti locali pi\u00f9 periferici! Ovviamente sto parlando di una libert\u00e0 locale\u00a0ben lontana da quella sviluppatasi nel periodo feudale dove il triangolo, di vassallaggio, principato, re o dio d\u00e0 spazio a una autorit\u00e0 assoluta e rinnega una interelazione tra le piccole comunit\u00e0 citt\u00e0 stato. L&#8217;intelligenza pluralistica \u00e8 quella che respinge il concetto di persuasione che \u00e8 forma astuta di violenza.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La scuola, in generale, \u00e8 una istituzione di coercizione antidemocratica perch\u00e9 antipluralistica.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il docente impartisce le lezioni e pretende che il discente &#8211; individuo assorba ci\u00f2 che gli viene impartito non lasciando alcuno spazio di espressione all\u2019individuo discente.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">In questo caso il docente non \u00e8 una figura democratica perch\u00e9 non rispetta le forme estetiche dell\u2019individuo che deve imparare; non ammette che egli possa dubitare delle massime scientifiche, culturali, letterarie riportate dai libri. Meglio, dunque una scuola dove il discente viene incoraggiato a una totale partecipazione e, a pari merito col docente, che in questo caso non sar\u00e0 pi\u00f9 docente ma discente con pi\u00f9 esperienza, venga messo in grado di scoprire la propria verit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Non esiste, nel mondo della creativit\u00e0 estetica, una autorit\u00e0 che dall\u2019esterno, con la forza della persuasione, pu\u00f2 insegnarti ad eliminare i tuoi errori e i tuoi difetti; gli errori sono tali se visti sotto l\u2019aspetto dell\u2019intolleranza e perci\u00f2 del non pluralismo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">XII<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Si dice che la legge \u00e8 uguale per tutti, dunque una maniera democratica di vita. In verit\u00e0, poich\u00e9 le leggi che\u00a0devono regolare un\u2019intera comunit\u00e0 sono dettate dai pochi, la legge non ha niente di democratico; generalmente legge \u00e8 sinonimo di forza. La legge giusta o ingiusta \u00e8 sempre forza. Una legge pu\u00f2 essere giusta e ingiusta contemporaneamente, dipende dal comportamento etico dell\u2019individuo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Inoltre, una legge non \u00e8 legge soltanto in ragione della forza che esercita, ma perch\u00e9 una buona fascia della comunit\u00e0 accetta la forza da essa esercitata.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Supponiamo che una intera classe di una societ\u00e0 non si sottometta alla legge; in tal caso la legge diventerebbe nulla e perci\u00f2 senza alcun valore legale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il presupposto indispensabile, dunque, per tenere valida una legge \u00e8 l\u2019ubbidienza.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">In Italia e specialmente in Sicilia, la categorica possibilit\u00e0 che, esistendo la legge, si ubbidisca ad essa, non esiste. Infatti, il cittadino italiano raggira la legge anche se non si scontra mai frontalmente con essa e instaura un finto rapporto di ubbidienza soprattutto per il bisogno di asserire la propria personalit\u00e0. C\u2019\u00e8 di pi\u00f9, l\u2019italiano disprezza chi si sottomette completamente alle leggi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La qualit\u00e0 dell\u2019ubbidienza come rispetto alla legge, invece \u00e8 schiettamente anglosassone sebbene mi sembra che questa sia una maniera folkloristica di concepire la differenza tra Nord e Sud.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Socrate bevve la cicuta dando cos\u00ec valore al principio- legge al quale aveva prima disubbidito; dunque Socrate non ha disubbidito alla legge. La disubbidienza sarebbe stata totale se egli invece di bere la cicuta fosse fuggito. Nel suo caso, il concetto di disubbidienza viene annullato perch\u00e9 egli accetta la punizione.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Mi si pu\u00f2 dire che l\u2019uomo pu\u00f2 essere prigioniero fisicamente, ma libero spiritualmente e pu\u00f2 subire la punizione non sono populisti; essi, infatti, considerano con scherno l\u2019operaio, il contadino, l\u2019uomo della strada perch\u00e9 non abbastanza preparati ad agire.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, senza volerlo, l\u2019anarchico d\u00e0 credito pi\u00f9 a un gruppo che alle masse. Una bella contraddizione, mentre considera l\u2019individuo atto a governarsi da se, in pratica lo disprezza e tiene in considerazione quel gruppo che egli ritiene idoneo a reggere e a guidare le masse.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">In ultima analisi, gli anarchici dicono: noi crediamo nella capacit\u00e0 delle masse, ma possiamo avere fiducia in queste capacit\u00e0 soltanto quando esse sono state perfezionate con una giusta preparazione.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ovviamente non spiegano come si deve preparare il popolo e purificare le masse per giungere ad annullare il governo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">XIII<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Solo i populisti valorizzano l\u2019individuo al massimo e accettano l\u2019aiuto consigliato da tutti cogliendo il meglio della partecipazione di tutti: tutti, tranne s\u2019intende, i sostenitori delle teorie dei padroni come quella di Nietzsche per cui basta un superuomo ad occuparsi di tutti e una piccola classe di privilegiati per dirigere le masse di schiavi che devono essere educati a ubbidire. Il conflitto tra schiavi ed eletti secondo Nietzsche \u00e8 necessario, perch\u00e9 in questa lotta tra i forti-pochi e i deboli-molti si crea la storia del forte contro il debole per l\u2019affermazione della moralit\u00e0 dei padroni.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il nazismo nasce da questa filosofia e non dal pragmatismo; non \u00e8 una conseguenza causale, ma un voler a tutti\u00a0come individui interi -con un insieme di vizi e di virt\u00f9- bens\u00ec come parte di un intero: ogni individuo assolve un compito per il bene del corpus sociale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Peggio ancora, ognuno ha un proprio compito e gli viene riconosciuta soltanto la possibilit\u00e0 di svilupparsi entro il compito affidatogli. In una societ\u00e0 simile, alcuni individui starebbero al posto della testa, altri delle braccia e delle gambe, altri ancora al posto dello stomaco.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Proiettando questo esempio nel mondo di oggi, possiamo notare qualcosa di simile; infatti con l\u2019industrializzazione e con l\u2019avvento dei cervelli elettronici si tenta di annullare le facolt\u00e0 libere dell\u2019individuo. Il lavoro diventa non pi\u00f9 una possibilit\u00e0 di creazione ma un ripetersi continuo di un\u00a0 particolare.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ogni uomo, a mio parere, deve pretendere dall\u2019esistenza il massimo che questa gli pu\u00f2 offrire; ci\u00f2 non vuol dire che l\u2019uomo per il suo intelligente equilibrio non debba imparare a fare a meno stoicamente di certe cose. Il \u00abpi\u00f9\u00bb, comunque, \u00e8 sempre da stabilire come traguardo. \u00c8 irrazionale pensare che l\u2019uomo debba preferire di mirare al \u00abmeno\u00bb quando pu\u00f2 avere il \u00abpi\u00f9\u00bb. Nel mio discorso, il \u00abpi\u00f9\u00bb si identifica con quello che l\u2019uomo \u00e8 capace di esprimere esteticamente ed artisticamente.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Naturalmente il traguardo primo da raggiungere \u00e8 di soddisfare la necessit\u00e0 di riempirsi la pancia e di assicurarsi un tetto; quando da solo l\u2019uomo non giunge a questi traguardi egli cerca forza nel numero e si unisce ad altri. Ovviamente, una volta parte del gruppo, egli sacrifica, se non tutta, almeno parzialmente la sua libert\u00e0 di individuo. A questo punto il gruppo ha il diritto di chiedere un assegno in bianco dall\u2019individuo?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Io credo di no, perch\u00e9 in tal modo gli si toglierebbe completamente la libert\u00e0. \u00c8 dovere del gruppo proteggere\u00a0attivit\u00e0 l\u2019espressione si ribalta e diventa metafisica. Perch\u00e9 questo atteggiamento?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Non vorrei dire che ci siano poeti capaci di esprimersi su un solo binario, per cui, uno si esprime interessandosi di sola ideologia e un altro di sola metafisica. Se cos\u00ec fosse si cadrebbe nell\u2019errore della societ\u00e0 di Platone.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il poeta non potrebbe essere, in questo caso, come intero. Invece il poeta \u00e8 uomo intero, perch\u00e9 capace di esprimersi su pi\u00f9 livelli. Quando la sua attenzione \u00e8 rivolta a se stesso come entit\u00e0, egli descriver\u00e0 con interesse il quadro di famiglia; quando la sua attenzione \u00e8 rivolta alla comunit\u00e0, s\u2019interesser\u00e0 di descrivere le relazioni con gli altri uomini. Il poeta, infatti \u00e8 colui che un giorno si alza pronto a piangere per se stesso perch\u00e9 non comprende o comprende troppo il suo io; un altro giorno legge il giornale e monta su tutte le furie perch\u00e9 nel mondo accadono avvenimenti inaccettabili, ed ecco che egli scrive di getto una poesia populista; in un momento di tranquillit\u00e0, ascoltante il terzo programma, ricorda la sua giovent\u00f9 e scrive una poesia d\u2019amore.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Un poeta cos\u00ec non piace ai critici perch\u00e9 essi non riescono a inquadrarlo dentro una tale o tal altra categoria e allora sono pronti a parlarne meno. Un poeta, come questo che ho descritto \u00e8 il poeta dell\u2019Antigruppo, un poeta intero, senza alcuna specializzazione; poeta filosofico, estetico, emotivo, retorico, espressivo, populista di avanguardia \u00a0i privilegiati per prendere il loro posto; significherebbe falsificare lo scopo dell\u2019underground stesso; l\u2019underground deve rimanere quello che \u00e8 in partenza: un mondo negativo, deve rappresentare l\u2019opposizione, in quanto chi appartiene all\u2019underground deve essere per forza una mente negativa, capace di produrre soltanto in campi negativi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo, un individuo, sia esso un politico o uno scrittore, facente parte dell\u2019establishment non pu\u00f2 essere un elemento negativo; non pu\u00f2 confondersi o confondere gli altri assumendo una inutile posizione negativa.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il suo giudizio, la sua critica saranno positivi in quanto una vera critica non pu\u00f2 mai venire nell\u2019\u00abin\u00bb ma soltanto nell\u2019\u00about\u00bb. Sono convinto che noi esseri umani siamo formati in un certo modo per costituzione fisica e mentale e allora si tratta di un naturale inserimento dell\u2019\u00abin\u00bb o dell\u2019\u00about\u00bb. C\u2019\u00e8 quell\u2019individuo pronto sempre a difendere il proprio gruppo, il proprio nucleo familiare e di conseguenza la societ\u00e0 cos\u00ec com\u2019\u00e8, nella preoccupazione che gli altri possano danneggiare il suo mondo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Questo individuo \u00e8 un candidato eccellente per il mondo dell\u2019establishment e non pu\u00f2 mai far parte di un vero movimento underground.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Molti uomini di cultura sono di questa stoffa, pronti perci\u00f2 a ubbidire alla legge dell\u2019establishment, con una grande volont\u00e0 di trovarsi all\u2019apice di un qualsiasi triangolo sociale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Secondo quanto ho detto, \u00e8 chiaro che i princ\u00ecpi non galleggiano nell\u2019aria, ma sono espressione diretta dei fatti. Non si pu\u00f2 dividere quello che \u00e8 l\u2019uomo dai suoi princ\u00ecpi che sono il perfetto riflesso di se stesso, concrete sostanze dei fatti radicati nel movimento e nello scorrere delle<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">protesta una alternativa culturale: sei libero di pensare, di leggere, di scrivere come ti pare. Esempio. Mariella Bettarini pu\u00f2 scrivere a Rolando Certa dicendo che l\u2019Antigruppo ha esaurito la sua funzione; se fosse vero significherebbe che l\u2019Antigruppo avrebbe superato la barriera per inserirsi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Assolutamente no. L\u2019Antigruppo resta sempre una forza negativa anche a costo di sgretolarsi; quanto sto scrivendo prova che l\u2019Antigruppo \u00e8 sempre in azione e in continuo divenire.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019under deve rimanere tale per permettere espressione e partecipazione a coloro i quali non l\u2019otterranno mai in una struttura che vuole la sottomissione della parti per il compimento dell\u2019intero.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">I conflitti e i contrasti dei due sistemi dovrebbero rilevare anche ci\u00f2 che \u00e8 sbagliato e che non \u00e8 voluto nell\u2019underground (ci\u00f2 che vale per uno, vale per l\u2019altro). L\u2019esistenza dell\u2019underground e i suoi conflitti con i sistemi del mondo dovrebbero incoraggiare il mutamento e il miglioramento in entrambi i mondi. Una semplice sostituzione di posizione e di privilegio sarebbe una falsificazione dei veri scopi dell\u2019underground.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019underground, una volta che esiste, deve rimanere underground; deve essere espressione e partecipazione di coloro ai quali non sarebbe mai permesso esprimersi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Chiunque \u00e8 assorbito in un qualsiasi sistema stabilito non ha in s\u00e9 quella volont\u00e0 critica e negativa o quell\u2019energia che scorre in una direzione anti.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Sono convinto che gli esseri umani seguono un iter naturale. \u00c8 difficile per uno scrittore underground pensare che un uomo di carne e ossa come un altro possa valere pi\u00f9 o meno dell\u2019altro. Per questa ragione mi sono sempre dichiarato in favore del sottobosco &#8211; sottobosco non inteso<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">che non ha grandi mezzi per esprimersi, con quanta titubanza egli comincer\u00e0 ad esprimersi mentre tutto il suo essere vibra.\u00a0E tu puoi capire tutte queste cose mentre leggi o ascolti il suo componimento, tu, pubblico puoi partecipare.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Quando, invece, ti trovi davanti a un testo di un grande scrittore, vedi saltare davanti ai tuoi occhi soltanto la parola ben forbita e non trovi l\u2019uomo che la dice.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Non puoi capire se lo scrittore crede in quello che ti sta dicendo, o se, invece, ti sta prendendo in giro perch\u00e9 egli \u00e8 un genio, un pozzo d\u2019intelligenza che, e vuoi seguirlo nel suo discorso, ti schernisce e si diverte a farti arrovellare il cervello.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Lo scrittore underground, invece, crede in quello che dice e che scrive. Egli certo non deve rimanere un naif di periferia, ma con la sua continua partecipazione deve, attraverso le tante esperienze, migliorarsi. E anche se il principio della precedenza al pi\u00f9 debole lo porta avanti, con la coscienza che tutti gli uomini sono capaci di migliorare, lo scrittore underground ha l\u2019obbligo morale di migliorare la qualit\u00e0 dei suoi scritti perch\u00e9 ci\u00f2 \u00e8 eticamente doveroso nei riguardi del pubblico.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">E giusto che gli underground si critichino e si esortino a vicenda. Questo, non allo scopo di sottomettere l\u2019individuo e la sua espressione, ma per aiutarlo a vedere meglio in se stesso. E logico che dentro il movimento underground esistano forze opposte, ma questo non va a svantaggio del movimento. Anzi. Ci sono quelli che insistono per un miglioramento rispetto alla qualit\u00e0 e quelli che resistono con la loro robusta individualit\u00e0 non lasciandosi condizionare o coinvolgere in un movimento che diventerebbe gruppo e che darebbe vita, di conseguenza, a un capogruppo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Altra gente che non pu\u00f2 mai essere Antigruppo \u00e8 la razza dei professori universitari che costringono gli alunni a studiare per forza sui loro testi; essi appartengono al peggior tipo di cultura mafiosa; prima o poi arriveranno a captare la simpatia di qualche grossa casa editrice per cui il successo \u00e8 sinonimo di guadagno e viceversa.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Un vero scrittore underground non d\u00e0 alcuna importanza economica alle sue pubblicazioni e mai usa tale misura per determinare il valore di un altro scrittore.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Egli sa che in arte i valori sono dettati dalla verit\u00e0 dell\u2019espressione.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Chi opta per l\u2019espressione linguistica e non vuole considerare la cultura del dialetto, ha traguardi non populisti. La questione qualit\u00e0 &#8211; migliore o peggiore nell\u2019Antigruppo, va collocata in un ambiente pi\u00f9 tollerante democraticamente e prospettivamente in relazioni pedagogiche.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019unica cosa che pu\u00f2 augurarsi un antigruppo \u00e8 l\u2019editoria cooperativistica in seno alla quale scrittori, operatori tipografici, e lettori possono decidere sull\u2019andamento dell\u2019azienda e dei libri da pubblicare seguendo le regole pi\u00f9 semplici come il fatto che lo scrittore deve pagarsi la pubblicazione del suo primo libro; se le vendite vanno bene, allora, con il ricavo, questo stesso scrittore pu\u00f2 continuare a pubblicare; al contrario, lo scrittore che non riuscir\u00e0 a vendere i suoi libri dovr\u00e0 continuare a sostenere le spese per ulteriori sue pubblicazioni.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La differenza tra i due scrittori sar\u00e0 solo questa. Lo stesso dovrebbe essere per tutta la periferia, una serie di punti culturali locali, lontani dal centro e posti sul cerchio massimo della ruota che gira portando alla collaborazione con altri punti periferici dando al mondo lavori validi a dimostrazione della capacit\u00e0 della periferia.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019Antigruppo si \u00e8 messo in contatto con movimenti come se\u00a0fosse una luce che illumina le tue parti oscure e nascoste, scavando nei recessi della tua mente e del tuo io per scoprire relazioni, espressioni e atteggiamenti di te stesso che precedentemente ti erano sconosciuti. Tutto questo per aiutarti a sviluppare una parte di te stesso che esiste ma che tu ignori. Per questo motivo, lo scrittore non dovrebbe tentare di persuadere il suo uditorio. Questo significherebbe invadere le menti degli altri, una violazione delle opinioni degli altri, l\u2019imposizione dei propri pensieri e del potere di ragionare sugli altri, lo sforzo di insistere che gli altri accettino ci\u00f2 che essenzialmente appartiene allo scrittore e alla sua esperienza, non a quella dei lettori. Uno scrittore underground dovrebbe soltanto provocare il suo uditorio stimolandolo polemicamente. \u00c8 una espressione di arte underground pi\u00f9 valida di quella della persuasione, facendo si che gli altri pensino per se stessi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Un critico pu\u00f2 aiutare lo scrittore e il suo lettore a giudicare per se stesso, fornendogli una estetica che incoraggia fiducia nelle proprie risorse, un orgoglio nel gusto e nell\u2019opinione individuale. Il critico non deve incoraggiare una autocritica distruttiva alla ricerca di difetti e colpe che significherebbe un\u2019autodistruzione e un eventuale silenzio e mancanza di fiducia nei propri mezzi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019autocritica dovrebbe mirare alla scoperta di verit\u00e0 proprie e all\u2019espressione delle proprie abilit\u00e0 artistiche.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Anche se la critica \u00e8 essenzialmente negativa, il suo scopo dovrebbe essere il miglioramento dei valori morali ed estetici dello stesso scrittore.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Una qualsiasi utile filosofia dell\u2019estetica o della poetica dovrebbe essere aperta sempre ad altre possibilit\u00e0, in un senso pluralistico; questo significa pure che ciascuno individuo possiede intrinsecamente una angolazione e visione dell\u2019esistenza che \u00e8 diversa dagli altri\u00a0con le parti, o l\u2019intero in relazione con la parte (gruppi, individui) &#8211; prenda in considerazione soprattutto l\u2019individuo. Esistono, s\u2019intende, momenti di stress o di calamit\u00e0 durante le quali le esigenze dell\u2019individuo vengono ignorate (terremoti, inondazioni, ecc.).<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Questo significa, allora, che per la sopravvivenza dei molti, l\u2019individuo pu\u00f2 essere accantonato; dunque, gli interessi umani non si basano sull\u2019individuo ma sulla razza.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Una comunit\u00e0, allora, sacrifica un individuo per risparmiare la vita di altri individui.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 ridicolo, ma lo stesso si continua a fare guerre. Un paradosso! Per salvare alcuni se ne sacrificano altri. Ogni individuo dovrebbe volere per gli altri quello che vuole per se stesso e, quando si tratta di fare la scelta etica di distruggere se stesso o l\u2019altro, se la decisione gli viene imposta vuol dire che egli sta subendo una violenza; allora decider\u00e0, per salvare se stesso, di distruggere l\u2019altro, quello che gli impone la decisione.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">In tal caso sar\u00e0 distrutto colui che impone la violenza per un giusto diritto di autodifesa.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 inconcepibile, allora, che un governo razionale e etico quale quello comunista continui ad insistere che l\u2019individuo di oggi si sacrifichi per quello di domani. Non \u00e8 etico pretendere una cosa simile dagli uomini che hanno una sola vita. Sarebbe etico se il vantaggio si ottenesse in parte anche nel presente. Da questo discorso \u00e8 chiaro che il comportamento del martire il quale distrugge se stesso non \u00e8 etico. Cosa gli offrono gli altri per il suo sacrificio? Niente. Dunque, la sua azione \u00e8 totalmente irrazionale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un altro lato di vedere l\u2019individualismo. L\u2019individuo il quale gode di una eccessiva libert\u00e0 di azione, a danno di altri individui che lo circondano, diventa un\u00a0che parla o scrive sicuro di ci\u00f2 che scrive perch\u00e9 convinto del suo grado di superiorit\u00e0, si sente irrimediabilmente schiacciato. In verit\u00e0, egli, dimostra quell\u2019innata timidezza dell\u2019uomo consapevole delle proprie forze, dell\u2019uomo che in certi momenti storici, trova sempre la maniera di esprimersi. E poich\u00e9 sono convinto di appartenere a questa categoria di individui, mi autopropongo i seguenti consigli: 1) Se non hai una tromba, compratene una e soffiaci dentro per far sapere a tutti quello che pensi e quello che hai intenzione di fare. 2) Grida forte, sempre pi\u00f9 forte e infine ti ascolteranno. 3) Non \u00e8 vero che i giovani devono stare zitti. Anche se ancora esistono gli anziani che vogliono baciate le mani, ai giovani tocca il primo posto per parlare. 4) Cinque giovani possono travolgere un paese, cento una provincia, mille un\u2019intera regione. Interessante essere attivi. I risultati prima saranno minimi poi s\u2019ingrandiranno. Dopo i primi risultati altri giovani si avvicineranno a loro. 5) Qualsiasi iniziativa sia frutto di te stesso, non cercare sovvenzioni economiche dall\u2019establishment, spendi meno denaro possibile. 6) Se vuoi durare come un insieme, non giudicare gli altri. Accantona i giudizi: il miglior giudice \u00e8 quello che non giudica. 7) Se senti il bisogno di un giudizio, che venga espresso dalla persona stessa che va giudicata. 8) Che il giudizio non sia un\u2019autocritica non desiderata. 9) Non escludere mai nessuno dalla tua attivit\u00e0. Lascia partecipare tutti coloro che lo vogliono\u00a0di esprimersi in siciliano.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">E arriviamo al punto. Posso io, siculo-americano e perci\u00f2 siculo e non italiano, partecipare al concorso letterario da voi indetto?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Scherzo a parte, preferirei ricevere una risposta in proposito prima di inviarvi le copie del mio ultimo romanzo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Cordialmente,<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Nat Scammacca\u00a0 Trapani<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">10) Fare parte fisicamente di una comunit\u00e0 non significa partecipare; per partecipare nel vero senso della parola \u00e8 necessario apportare il contributo del proprio pensiero e delle proprie azioni accettando quello altrui. 11) Se qualcuno \u00e8 pi\u00f9 lento o ha la volont\u00e0 di restare passivo accettatelo per quello che \u00e8, ma con l\u2019intento di spronarlo. 12) Essere democratici nel vero senso della parola significa lasciare a ognuno la possibilit\u00e0 e la libert\u00e0 d\u2019influenzare ci\u00f2 che fai; questo significa credere nella democrazia diretta. 13) Se riconosci valida la tua iniziativa, non scoraggiarti per l\u2019insuccesso. Quando le iniziative sono pi\u00f9 di una, anche se in conflitto fra di esse non scoraggiarti, le cose si metteranno a posto seguendo un naturale programma. Un programma a priori \u00e8 indice di rigidezza. Pi\u00f9 valida del programma a priori \u00e8 l\u2019esperienza di ogni individuo che sa adattarsi alla situazione del momento. 14) Si pu\u00f2 essere sicuri di se stessi ricordando per\u00f2 che il dubbio \u00e8 la fonte dell\u2019intelligenza; chi \u00e8 sempre sicuro di s\u00e8 stesso cammina cieco nella fede. 15) Vuoi scoprire cosa \u00e8 partecipazione? Siediti attorno a un tavolo e fai tante domande, ascolta le risposte; puoi cos\u00ec sapere da ognuno quello che\u00a0egli sa. 16) Quando non ci sono crisi, la vita \u00e8 scialba; significa che non si ha niente da dire o da risolvere. 17) In ogni uomo puoi trovare dei difetti, ma indagando, potrai anche trovare il suo lato positivo, perch\u00e9 anche nei peggiori degli uomini esiste sempre l\u2019altra faccia. 18) Non chiedere a nessuno di sacrificarsi; se qualcuno vuole farlo di sua spontanea volont\u00e0, \u00e8 un\u2019altra cosa. Il sacrificio in questo caso non toglie una parte da una parte, ma aggiunge sempre qualcosa. 19) Non accettare mai consigli. 20) Ricordati che un vero siciliano deve essere conscio della propria cultura. 21) La cultura non si acquista imitando altra gente ma bisogna cercarla e scoprirla in noi stessi. Il discorso degli altri deve servire soltanto a illuminare tesori in noi stessi, stranamente rimasti segreti nell\u2019attesa che qualcuno venisse a farceli scoprire.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">XVIII<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Spesso lo scrittore d\u00e0 ai suoi scritti un determinato stile partendo da un atteggiamento che \u00e8 desiderio di raggiungere l\u2019obiettivit\u00e0, credendo che, per raggiungere un livello artistico, basti escludere il proprio io. Allora si controlla l\u2019io dando pi\u00f9 peso all\u2019intelletto; si limita l\u2019espressione fluida e spontanea, l\u2019onda del discorso viene frenata perch\u00e9 circoscritta da limiti e ordini; si tratta del traguardo di una societ\u00e0 perfetta in cui la mente controlla il cuore e i lati spontanei e volgari dell\u2019io. Essere obiettivi significa ragionare freddamente. Il lettore davanti a un testo cos\u00ec obiettivo si confonde; egli lettore non riesce a capire Joyce e i Cantos di Pound &#8211; sebbene quest\u2019ultimo non riesce mai a liberarsi completamente del suo io. Anche nel\u00a0campo della pittura ci sono artisti che tendono a staccarsi dalla realt\u00e0 delle cose con l\u2019intento di esprimere una realt\u00e0 pili obiettiva di quella che pu\u00f2 cogliere il loro occhio umano, con il risultato di avvicinarsi a una produzione quasi simile a quella di un altro, dando vita a una produzione di massa.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Secondo questo ragionamento \u00e8 chiaro che gli scrittori Miller, Esenin, Lawrence sono populisti; essi scrivono senza alcuna convenzione, con una propria interpretazione delle cose e dando importanza alle emozioni. In verit\u00e0, si tratta dei predecessori degli scrittori underground. Essi presero un atteggiamento negativo verso la societ\u00e0 in cui vivevano, descrivendo un mondo sconosciuto dalla maggioranza degli scrittori di quel tempo, i quali, disdegnando di penetrare negli strati pi\u00f9 bassi della societ\u00e0, non potevano certo conoscerne il volto vero. Infatti, la maggioranza degli scrittori, seguendo il principio borghese di essere sempre tra i migliori, vivevano in comode case e fra gente abbiente. Soltanto qualcuno si spingeva in quell\u2019affollato mondo populista degli stenti e dei bisogni come Chaucer.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">E chiaro che nel nostro periodo l\u2019establishment tenti pi\u00f9 di prima di manovrare il popolo attraverso la stampa con giornali che sembrano usare il linguaggio parlato. Editori vampiri cercano di fare altrettanto con libri che finiscono in mano all\u2019uomo comune, per non parlare di quella disgustosa stampa dei fumetti che penetra nel popolo a tutti i livelli. Lo stesso gioco fanno gli uomini politici quando usano parole come pluralismo, populismo, ecc., parole fino a poco tempo fa usate solo dagli scrittori underground. Si cerca cos\u00ec di svuotarne il contenuto a scapito della battaglia underground.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">A mio parere, una strada che lo scrittore potrebbe oggi intraprendere sarebbe quella di descrivere le relazioni tra\u00a0mondo oggettivo e mondo soggettivo; si raggiungerebbe un discorso artistico pi\u00f9 completo e comprensibile per tutti. Logico che la descrizione obiettiva delle cose esterne non \u00e8 facile. Ma la descrizione delle relazioni tra mondo soggettivo e oggettivo \u00e8 possibile; infatti, pure essendo incapaci di descrivere un pianeta non conosciuto nel sistema solare, si pu\u00f2 indovinare e descrivere le influenze fisiche che esso esercita sui corpi celesti. Spesso gli scrittori oggettivisti d\u2019avanguardia, come Joyce, desiderano descrivere il pianeta e non le sue influenze, allora, nel tentativo di essere obiettivi e impersonali, descrivono qualcosa che non fa parte del loro mondo e che \u00e8 una irrealt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Al contrario, lo scrittore che vuole descrivere le relazioni tra mondo obiettivo e mondo soggettivo, ha un vasto campo in cui destreggiarsi per allargare la sua conoscenza e la sua arte.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Penso che la nostra esistenza, il nostro universo abbiano avuto con il Big Bang, un tipo di attivit\u00e0 primordiale prima ancora che l\u2019universo si sia manifestato in luce, stelle, galassie. L\u2019espansione, secondo gli astronomi, pu\u00f2 essere controllata in equazioni matematiche a secondo la distanza delle galassie partendo dalla nostra posizione nello spazio. Accettando, dunque, questi due principi, quello del Big Bang e dell\u2019espansione, si potrebbe concludere che l\u2019universo ha pure la sua fine, cio\u00e8 un allungarsi nello spazio mentre le parti perderebbero contatto tra di esse. Per i greci, una linea retta veniva concepita in modo che, estendendosi all\u2019infinito, sarebbe sempre rimasta una linea retta. In seguito Einstein afferma che non esistono linee rette; un qualsiasi elemento dello spazio andando avanti come linea retta muterebbe la traiettoria in una graduale curva, completando cos\u00ec l\u2019universo che diventa chiuso e non infinitamente aperto; limitato perci\u00f2, nello\u00a0spazio, nel tempo e nella quantit\u00e0 di contenuto. Su questo pensiero di Einstein si basa il principio di un universo ripetitivo; l\u2019acme dell\u2019universo che si espande e il giro di ritorno che si ripete continuamente, volont\u00e0 che decide il flusso e l\u2019autodistruzione, in modo che ci sia di nuovo un principio; e le cose si ripeteranno, in tal caso, senza saperlo. Questa sar\u00e0 la libert\u00e0 e la volont\u00e0 libera di continuare e di essere ancora, volont\u00e0 libera del cosmo e la nostra volont\u00e0 libera di individui nel nostro agire, di evoluzione verso un punto futuro pi\u00f9 alto del cosmo su una costante curva verso l\u2019ultima decisione di imperfezione consapevole che la perfezione \u00e8 la fine totale di ogni cosa. L\u2019imperfezione, nostra volont\u00e0 libera di essere a causa di un atto di non intervento.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Un ripetersi che porterebbe il principio alla fine e la fine al principio, in due movimenti diversi, quello dell\u2019espansione e quello della contrazione. In un simile universo viene spontaneo chiedersi se tutto si ripete con qualche variazione o meno.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">XIX<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 da chiedersi se queste particelle etere che ondeggiano abbiano avuto una forma a priori data da un essere superiore che lo ha stabilito o che l\u2019abbiano scelta da se stesse tra infinite forme. Supponiamo che scegliere tra infinite possibilit\u00e0 &#8211; queste e non quelle &#8211; sia impossibile (quale legge o condizione detterebbe la scelta?); allora significa, perch\u00e9 pi\u00f9 logico, che tutto comincia con una particolare forma a priori dell\u2019universo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ma la priorit\u00e0 di questa forma non comporta necessariamente che i fotoni siano identici; ognuno di questi fotoni \u00e8 unico, non potendo esistere l\u2019identicit\u00e0 perch\u00e9 esistendo potrebbe essere pi\u00f9 o meno in espansione o in contrazione seguendo una legge della differenza delle forme. Non soltanto differenza di posizione ed eventualmente anche di apparente movimento che \u00e8 beccheggio, ma pure questo. E finzione pensare che esiste l\u2019identicit\u00e0 assoluta perch\u00e9 anche se due cose sono simili, questa non \u00e8 quella e quella non \u00e8 questa; per avere identicit\u00e0, le due cose dovrebbero occupare lo stesso posto anche in un mondo assoluto e questo \u00e8 impossibile che non ha movimento relativo. Si tratterebbe di un mondo assoluto perch\u00e9 non cambia posizione sotto l\u2019apparente esistenza relativa imperfetta, che \u00e8 l\u2019ondeggiare dell\u2019etere immobile; viene esclusa cos\u00ec ogni possibile identicit\u00e0 nello spazio. Una specie di unicit\u00e0 nello spazio dato che la particella fotone \u00e8 soltanto se stessa e ha quella caratteristica di se stessa. A causa dei campi magnetici elettrici e quelli di gravit\u00e0 si pu\u00f2 dire, allora, che queste particelle etere, a volte, oltre che lo spin e un tipo di beccheggio, hanno delle contrazioni e delle dilatazioni.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">In questo nostro tipo di universo, guardando all\u2019evoluzione delle cose tendenti a un acme, notiamo che la vita nel suo divenire, diventa sempre pi\u00f9 complessa e pi\u00f9 intelligente. Questo \u00e8 dovuto a una innata capacit\u00e0 di evolversi delle cose senza che la vita sia un semplice fortunoso avvenimento, ma tendenza a una curva, energia di un corpo celeste che influenza un altro corpo celeste e inspiegabilmente crea la gravit\u00e0 per cui gli elementi di un corpo qualsiasi, invece di disgregarsi, rimangono uniti; questa vitalit\u00e0 delle cose possiamo chiamarla volont\u00e0 di esistere?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Una galassia, nell\u2019attraversare lo spazio, esprime una\u00a0volont\u00e0 e prende una posizione; una stella si tiene equidistante da un\u2019altra stella armoniosamente. La stessa cosa avviene per qualunque cosa viva e non viva; anche la pietra ha un suo modo di essere perch\u00e9 esprime pure una volont\u00e0 delle molecole che la formano; esse stanno insieme influenzandosi vicendevolmente. Lo stesso movimento, quando \u00e8 abbinato a materia, \u00e8 volont\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Supponiamo che questo tipo di universo ricorrente giunga a forme altissime di vita, forme pi\u00f9 evolute dell\u2019uomo stesso; \u00e8 probabile, infatti, lo sviluppo a livelli alti che a livelli pi\u00f9 semplici. Si potrebbe, allora, pensare che la forma di vita, sviluppata e giunta all\u2019acme, abbia esaurito ogni esperienza per passare da una forma fisica a una metafisica, da una forma imperfetta a una forma perfetta. Non ci sarebbe alcun motivo perch\u00e9 esseri evoluti al massimo dovessero ripetere un\u2019attivit\u00e0 fisica gi\u00e0 ripetuta; essi, infatti, sarebbero a un tale livello da poter, con la loro volont\u00e0, mutare tutto: l\u2019inizio e la fine dello stesso universo, oppure fermare tutto nella perfezione assoluta.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">A questo punto la sopravvivenza di un essere perfetto non avrebbe senso. La perfezione di per se stessa significherebbe la non evoluzione. Stando cos\u00ec le cose sembra che questi tipi di esseri imperfetti abbiano deciso di non cambiare niente; ma in tal modo, essi permettono con la loro stessa decisione, di ricominciare di nuovo, lasciando che le cose inizino e finiscano in un arco e che questo ripetersi delle cose non abbia il nome destino (nel senso greco) che esclude la volont\u00e0. Quella volont\u00e0 dell\u2019essere superiore, evoluto al massimo, di lasciare le cose come sono, collima con la nostra libera volont\u00e0, in quanto noi, nella fase dell\u2019evoluzione tendiamo a quella decisione che \u00e8 la stessa dell\u2019essere superiore e della sua volont\u00e0 di non intervenire. Un evolversi verso la perfezione e un intervento significherebbe la fine della nostra libera volont\u00e0. Tutto quello che facciamo \u00e8 un ripetersi del ripetersi, anche se noi non lo sappiamo, nel senso che non possiamo averne l\u2019esperienza. L\u2019impossibilit\u00e0 di conoscere tale esperienza come ripetuta \u00e8 dovuta al fatto che la mia esperienza si svolge in un determinato spazio e in un determinato tempo. Anche se la stessa esperienza si ripeter\u00e0, essa si ripeter\u00e0 in un altro tempo e in un altro spazio.Alcuni princ\u00ecpi dell\u2019Antigruppo sono espressi nei 21 punti, essi riflettono il desiderio di una formazione locale; essi non rappresentano per\u00f2 una rigida regola in quanto vengono presentati all\u2019uditorio sempre con qualche mutamento; il mutamento \u00e8 la vera regola dell\u2019Antigruppo che, in verit\u00e0, ogni indivuduo sente da se stesso. Infatti, non si pu\u00f2, o meglio, non si deve ubbidire a regole e a capigruppo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Chi cerca di sopravvalutare se stesso e perpetuarsi come principio o come privilegio, cercando di convincere gli altri che non possono avere in se stessi quelle qualit\u00e0 che ha lui \u00e8 sempre un interessato.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019inganno principale di una societ\u00e0 che d\u00e0 valore ai privilegiati \u00e8 quel volere emulare questi quanto \u00e8 pi\u00f9 possibile in un desiderio di scoprire somiglianze invece che differenze; un qualsiasi movimento culturale per essere tale, deve, invece, tendere alle differenze di pensiero, lo stesso dicasi per i governi locali se questi vogliono portare avanti la cultura dei vari popoli.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">XX<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Per secoli, la ricerca della verit\u00e0 \u00e8 stata una specie di inganno, un errore del pensiero umano. Questa ricerca infatti, \u00e8 stata sempre portata avanti in maniera antidemocratica e autoritaria. I pochi privilegiati che decidono e che governano hanno sempre parlato ai plurale maestatis; ma il loro pensiero non \u00e8 stato mai il riflesso di quello della maggioranza. Per la stessa ragione il linguaggio usato ha il valore che danno ad esso i pochi, in quanto per i molti ha un altro significato dovuto alle esperienze e alle aspirazioni diverse da quello dei pochi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Nel fondamentale processo del pensiero di uno scrittore sta il fatto che ognuno debba accettare la volont\u00e0 dell\u2019altro, non imponendo la propria realt\u00e0 e la propria esperienza, i propri principi e il proprio linguaggio. L\u2019atteggiamento dello scrittore o del poeta che si esprime detta la forma che va sviluppandosi con la stesura del contenuto.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Una cosa che gli italiani non apprezzano \u00e8 l\u2019importanza dell\u2019espressione artistica locale, dialettale, personale; si tratta di espressione che d\u00e0 bellezza al componimento e la consapevolezza allo scrittore di seguire se stesso nella tristezza, nell\u2019euforia, ecc&#8230;<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La ricerca di un traguardo impersonale e oggettivo significherebbe storpiatura linguistica dell\u2019espressione, in quanto le parole non sono altro che la sublimazione degli atteggiamenti; se si ignorano i propri atteggiamenti, allora, potrebbero andare bene le parole di un computer. Il risultato sarebbe talmente impersonale da stancare il lettore. Ecco perch\u00e9 l\u2019espressione specializzata e letteraria porta all\u2019incomunicabilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 l\u2019artista non \u00e8 perfetto e non \u00e8 perfetto nemmeno il lettore, a che pu\u00f2 servire, per intendersi, la specializzazione. Basta avere fiducia nella propria maniera di esprimersi perch\u00e9 diventi pi\u00f9 facile raggiungere l\u2019uditorio, questa la ragione perch\u00e9 l\u2019artista deve basarsi sulle proprie esperienze anche se apparentemente ci\u00f2 potrebbe sembrare presunzione.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Non mi stancher\u00f2 mai di ripetere che ogni individuo ha la capacit\u00e0 di esprimersi artisticamente e perci\u00f2 va incoraggiato ad esprimersi sin dalla nascita e, dove finisce il rapporto con la famiglia, lo stesso incoraggiamento deve averlo a scuola e poi in seno alla societ\u00e0. Nel campo della poesia possiamo affermare che ci sono molti poeti in erba; a essi va tutto l\u2019incoraggiamento da parte dei pi\u00f9 affermati in quanto ci\u00f2 che dice uno che \u00e8 piccolo pu\u00f2 avere la stessa importanza di un altro che \u00e8 pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un processo di valorizzazione dell\u2019individuo piccolo o grande che esso sia.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Anche se si tratta di descrivere fatti comuni e ovvi, si raggiunge un livello artistico quando si riesce a far s\u00ec che l\u2019uditorio trovi il valore in ci\u00f2 che prima non aveva saputo valorizzare, perch\u00e9 non si era soffermato a valutarne l\u2019importanza.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La poesia \u00e8 sempre la ricerca dell\u2019esistenza e dell\u2019uomo nell\u2019esistenza.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">XXII<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Troppe volte l\u2019Antigruppo \u00e8 stato accusato di trovarsi nel caos e nella confusione, e questo in senso deleterio. C\u2019\u00e8 stato uno sforzo per chiarire la necessit\u00e0 di disciplina e ordine, suggerimenti atti a bloccare i feroci attacchi antigruppo in modo che la critica antigruppo ritorni a scorrere dentro le usuali forme pi\u00f9 miti del \u201cthe gentleman\u2019s agreement\u201d. Un comportamento accettato nel giro letterario, cos\u00ec che limitando la nostra polemica a generalizzazioni contemplative e filosofiche (vedi Leonardo Sciascia), alla fine non si danneggia nessuno in particolare e si permette\u00a0a tutti di continuare allegramente il proprio cammino facendo, agendo e dicendo le stesse cose di sempre senza alcun mutamento.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Qualsiasi elemento, che si muove attraverso lo spazio, qualsiasi entit\u00e0 o corpo, che possiamo dire indipendente, si muove in una direzione particolare provando cos\u00ec che ha almeno la forza originale di asserirsi, con una forza che possiamo chiamare volont\u00e0 di essere. Questo \u00e8 un movimento che resister\u00e0 a qualsiasi altra forza opposta che tende a deviarla e forzarla dalla sua originale linea di movimento e direzione. Quando due particelle di questo tipo si incontrano, si sviluppa una relazione e quando pi\u00f9 di due s\u2019incontrano si sviluppa una interrelazione. Tuttavia continuano tutte a muoversi sulle loro traettorie come prima, ma con una certa modificazione nella loro linea di movimento e direzione. Questo mutamento, questa modificazione sono trasmessi attraverso un immobile etere di particelle, le particelle moventi essendo soltanto un effetto di onda oscillante delle stesse particelle immobili che si contorcono sui propri assi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Quando un certo numero di elementi o corpi agiscono l\u2019uno sull\u2019altro si creano poco alla volta sistemi come un cervello, una galassia, un universo o semplicemente l\u2019io che io sono in me. Nell\u2019essere umano, per\u00f2 c\u2019\u00e8 un quid in pi\u00f9: la coscienza di essere un insieme che \u00e8 cosa unica con volont\u00e0 unica. La nostra coscienza, essendo una sola entit\u00e0 sebbene composta di molti movimenti con interrelazioni tra di loro, \u00e8 un soggetto che \u00e8 particolare e possiede forza di volont\u00e0, organizzazione, e sistema di innumerevoli interrelazioni organiche e inorganiche. Spezzare queste interrelazioni (Intergruppo di Terminelli) significherebbe annullare una delle volont\u00e0 che si esprime in un particolare movimento. Caos, allora, \u00e8\u00a0 forse l\u2019originale\u00a0\u00a0espressione di queste diverse semplici volont\u00e0 locali, ciascuna tendente a muoversi secondo la sua corsa particolare ancora non imbrigliata in una associazione di interrelazione. Caos, che non \u00e8 mai veramente inutile ma assoluta- mente necessario a corpi aventi scopo e che non pu\u00f2 mai essere eliminato dalle loro strutture senza la distruzione del loro ordine. Questo caos \u00e8 l\u2019espressione locale del movimento di un numero di entit\u00e0 o di singoli corpi nello spazio e nel tempo che, se modificati da altri corpi, formano una serie di relazioni e interrelazioni che riflettono un certo ordine posizionale armonioso. Ordine, perci\u00f2, \u00e8 il diretto riflesso del caos ma pure di forme e onde a priori; il riflesso di un numero di volont\u00e0 individualistiche senza le quali noi non avremmo mai l\u2019esistenza armoniosa di posizione democraticamente spaziata, ciascuna avente approssimativamente la stessa area, cos\u00ec da essere capace di muoversi con una libert\u00e0 relativa dentro il sistema.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Quando c\u2019\u00e8 un eccessivo asserirsi delle volont\u00e0 d\u2019una delle parti (sia per qualit\u00e0 o per pazzia), che spinge eccessivamente in una direzione, si sviluppano aberrazioni, malattie mentali che diventano rampanti tirannie, dittature e aristocrazie.\u00a0Pertanto le aree periferiche perdono la loro libert\u00e0 di espressione e anche la loro libert\u00e0 di movimento.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Nel firmamento, movimento e forza espressi in una direzione particolare sono risultati disastrosi buchi neri che considero caos assoluto perch\u00e9 la materia non pu\u00f2 esprimersi n\u00e9 comunicare con il resto dell\u2019universo nelle due direzioni necessarie per interrelazioni.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Queste due direzioni sono espresse in forza centrifuga e forza centripeta. Entrambe sono componenti necessarie per la strutturazione di qualsiasi sistema. Invece con un buco nero non c\u2019\u00e8 alcun possibile contatto tra una parte di\u00a0creazione e l\u2019altra.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019Antigruppo la forza centrifuga, che \u00e8 apertamente pluralistica e tollerante \u00e8 una forza necessaria, ma non pu\u00f2 essere una lunga relazione se le si permette di agire sola. Un\u2019altra forza \u00e8 necessaria, una forza centripeta che tende a tirare la forza centrifuga in una isola chiusa di relazione di gruppo attraverso la selezione di qualit\u00e0 e similarit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La coesistenza delle due forze d\u00e0 per risultato un gruppo aperto o un Antigruppo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Per concludere, qualsiasi raggruppamento di movimenti culturali anti e antigruppo deve prendere in considerazione la differenza delle varie parti; parti che sono intere e non parte di un intero o di un gruppo. Cos\u00ec l\u2019artista che \u00e8 un intero non pu\u00f2 mai essere parte di un altro corpus organico, psicologico, o intellettuale, in quanto di per s\u00e9 stesso un intero sistema che possiede vari livelli di espressione e di specializzazioni organiche che sono idealmente funzionali ai suoi bisogni.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019Antigruppo, le forze opposte creano la giusta tensione necessaria per neutralizzare princ\u00ecpi e poetiche unilaterali; un certo disordine \u00e8 necessario per l\u2019espressione significativa di un ordine democraticamente armonioso. Alla base della disciplina della democrazia diretta \u00e8 il sacrosanto diritto della partecipazione di tutte queste parti che sono intere, perci\u00f2, 1\u2019esistenza del disordine, un caos che \u00e8 una associazione di forze opposte che spingono le une contro le altre nell\u2019espressione di competizione tollerante e polemica di individui liberi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Se una di queste forze intellettuali venisse meno all\u2019Antigruppo, l\u2019intolleranza sbilancerebbe l\u2019intera relazione e i vari movimenti, coinvolgendoli in una particolare direzione, risultando in un eccessivo ordine di un gruppo esclusivo e chiuso.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il caos dunque \u00e8 riflesso dell\u2019ordine e un vero ordine armonioso \u00e8 riflesso del caos.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">XXIII<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Si pensa che l\u2019opinione pubblica sia opinione di molti e si ignora completamente l\u2019opinione popolare che \u00e8 opinione dei pi\u00f9. Per gli eletti \u00e8 conveniente affermare che l\u2019opinione popolare non esiste perch\u00e9 solamente forza potenziale e inarticolata.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Io, da scrittore populista, non accetto tale conclusione, ma cerco di soffermarmi su alcuni particolari per evidenziare che questa cosiddetta potenzialit\u00e0 \u00e8, in verit\u00e0, una forza popolare esistente.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 cosa risaputa che viene ascoltato chi ha i mezzi per farsi ascoltare e perci\u00f2 il pi\u00f9 forte entrato a far parte della cerchia degli eletti. Gli scrittori e giornalisti sanno benissimo per\u00f2, che sono proprio loro gli artefici dell\u2019opinione pubblica in quanto essa viene articolata con i mezzi di diffusione quali giornali, riviste, case editrici, radio e televisione e che solo qualche volta riescono a convincere e perci\u00f2 a violentare le masse.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">I governanti hanno tutto l\u2019interesse di prendere per buono quella opinione pubblica formata da chi controlla i mass media, ma commettono un grave errore quando non si curano dell\u2019opinione popolare che non pu\u00f2 manifestarsi perch\u00e9 priva di mezzi di comunicazione e di diffusione. Ma come si pu\u00f2 affermare inesistente ci\u00f2 che pensa un operaio, un contadino, uno studente? La loro \u00e8 un\u2019opinione che scaturisce da determinate relazioni umane, risultanti dal continuo contatto con la realt\u00e0. L\u2019incapacit\u00e0 di risolvere i problemi non annulla la possibilit\u00e0 di pensare e di avere un\u2019opinione che rimane periferica perch\u00e9 non divulgata per mancanza di mezzi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ma poich\u00e9 agli eletti fa comodo continuare a credere che l\u2019opinione pubblica sia opinione di massa continuano a lasciare carta bianca a chi, essendo a loro servizio, martella con le proprie idee la gente. Infatti, l\u2019opinione pubblica riguarda sempre un dato interesse e serve a mettere in risalto quel problema che interessa ai pochi.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">A mio parere, l\u2019indagine Doxa, per esempio, non ha gran valore poich\u00e9 il fatto su cui s\u2019indaga non tocca mai da vicino i problemi che veramente interessano il popolo. Si pu\u00f2 dunque affermare che l\u2019indagine si riduce a una domanda stupida cui fa eco una risposta stupida. L\u2019opinione pubblica s\u2019interessa di problemi epidermici, limitati nel tempo, e perci\u00f2 effimeri. Si provi, invece, a chiedere a un uomo affamato se ha fame: egli risponder\u00e0 con una risposta precisa: \u00abs\u00ec, ho fame\u00bb. Un\u2019indagine su questo argomento si baserebbe su fatti concreti, dunque gli eletti non la portano avanti. L\u2019opinione popolare \u00e8 costante e duratura; esisteva ai tempi di Omero, esiste oggi. Dipende dallo scrittore o dallo storico tenerla in conto o proporla. Uno storico come Livio, nei suoi scritti sulla lotta di classe ai tempi dei Romani mette in risalto la presenza dell\u2019opinione popolare. Tacito, invece, si affida all\u2019opinione pubblica con il risultato di scrivere ci\u00f2 che volevano i potenti.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Oggi, molti scrittori stanno nell\u2019esatta posizione di Tacito. Non solo la storia, ma anche la filosofia rispecchia pi\u00f9 l\u2019opinione pubblica che l\u2019opinione popolare. Se prendiamo in considerazione alcuni testi di saggistica o di etica, ci accorgiamo subito che quasi sempre gli autori appartengono a classi privilegiate, del resto anche Hegel e\u00a0Marx facevano parte di famiglie elette. Aristotele nei suoi discorsi non fa altro che riporre la sua fiducia nel monarca perch\u00e9 il caos di molti, secondo lui, \u00e8 da disprezzare; la confusione, per Aristotele non pu\u00f2 mai dare quale frutto la disciplina che protegge gli abbienti. Sono sicuro che se Aristotele fosse nato schiavo non avrebbe certamente ragionato in tal modo. Anche a voler parlare di democrazia, egli non sarebbe stato mai dalla parte dei diseredati. \u00c8 come dire che la gente umile non ha cervello per pensare. A base delle opinioni stanno, naturalmente, ragioni intellettive e ragioni passionali. A mio avviso, sono pi\u00f9 attendibili le opinioni che scaturiscono da motivi passionali in quanto quelle che hanno come base la ragione intellettiva sono sempre frutto di una serie di processi e di sviluppi che si allontanano dalla verit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Un esempio di opinione pubblica fu la propaganda fascista; ci\u00f2 che le radio e i giornali strombazzavano in Italia e in Germania non collimava per niente col pensiero dell\u2019uomo comune tedesco o italiano che cercava di resistere alla violenza dell\u2019informazione. Questo \u00e8 uno dei casi pi\u00f9 chiari e lampanti per capire che l\u2019opinione pubblica cerca d\u2019ingannare a discapito di quella popolare e populista.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 naturale in periodo di democrazia, che l\u2019opinione popolare trovi quegli scrittori populisti pronti a diffonderla in modo che essa gareggi con quella pubblica gi\u00e0 articolata.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Quando il critico eletto afferma che il popolo non sa quello che vuole, mentre l\u2019opinione pubblica lo sa, \u00e8 chiaro che si tratta di una interpretazione che falsifica i fatti. Quale gruppo di governanti \u00e8 venuto mai a chiedere al popolo come vuole che vengano impostate le cose? L\u2019uomo del popolo, l\u2019uomo comune, vuole una bella casa\u00a0come quella che posseggono gli eletti, vuole vestirsi e mangiare come gli eletti. Ecco perch\u00e9 gli eletti non incoraggiano l\u2019opinione popolare, perch\u00e9 andrebbe a loro svantaggio.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il primo assertore dell\u2019opinione populista fu Ges\u00f9 di Nazaret. Egli diede l\u2019idea di un capovolgimento dei valori e incoraggi\u00f2 gli umili ad essere orgogliosi e a pretendere la divisione dei beni; il suo discorso per\u00f2 fu poi travisato dai potenti e dall\u2019establishment mettendo in risalto pi\u00f9 che il ribellismo, la pazienza e la sopportazione dettate dell\u2019amore cristiano (altro esempio di opinione pubblica).<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Oggi negli anni \u201980 l\u2019opinione pubblica reclama pi\u00f9 ordine e pi\u00f9 controllo, ma io ho parlato con la gente del popolo e ho sentito: \u201ccerto che io povero lavoratore cammino di notte e di giorno, ma nessuno mi importuna, mi segue o mi sequestra. Se ci sono famiglie che possiedono miliardi che li sborsino pure\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Misera soddisfazione dei poveri?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Anche questo \u00e8 un caso in cui l\u2019opinione pubblica \u00e8 molto diversa da quella popolare.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Prima pagina di \u201cla Repubblica \u201d del 13 aprile 1996.<\/p>\n<h6 class=\"p1\"><span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong>La critica sull\u2019ammucchiata continua e l\u2019idea del disegno anche. La forza rappresentata \u00e8 sempre quella centripeta perch\u00e9 non si reputa, al momento, che l\u2019esistenza delle due forze &#8211; centr\u00ecpeta e centrifuga &#8211; danno equilibrio e possibilit\u00e0 democratica di sopravvivenza, ci\u00f2 che invece sostiene la filosofia dell\u2019Antigruppo.<\/strong><\/em><\/span><\/h6>\n<p class=\"p1\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Estetica Filosofica Populista dell\u2019Antigruppo Siciliano \u201cLa Repubblica\u201d: \u201cIl Venerd\u00ec\u201d de! I agosto 1996. Capolavori dell\u2019Arte politica italiana: \u201cTutti al centro&#8221;, perci\u00f2, forza CENTRIPETA. Il disegno ovviamente \u00e8 copiato da quello di Nicol\u00f2 D\u2019Alessandro sulla copertina di \u201cTrapani Terza Pagina \u201d Antigruppo 75. Unica differenza tra i due disegni, oltre la<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/2018\/01\/19\/literary-writings-di-nat-scammacca-non-affidati-ad-alcuna-casa-editrice\/pubblicazioni\/articoli\/\">Leggi di pi\u00f9\/ Read more<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1617,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[18,9,38],"tags":[103],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1608"}],"collection":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1608"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1608\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2172,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1608\/revisions\/2172"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1617"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}