{"id":1623,"date":"2018-01-22T22:15:35","date_gmt":"2018-01-22T22:15:35","guid":{"rendered":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/?p=1623"},"modified":"2018-01-22T22:57:35","modified_gmt":"2018-01-22T22:57:35","slug":"nat-scammacca-antigruppo-di-marco-scalabrino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/2018\/01\/22\/nat-scammacca-antigruppo-di-marco-scalabrino\/pubblicazioni\/articoli\/","title":{"rendered":"Nat Scammacca -Antigruppo di Marco Scalabrino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <em><strong>Da Lumie di Sicilia<\/strong><\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_1627\" aria-describedby=\"caption-attachment-1627\" style=\"width: 183px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/download.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1627 size-full\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/download.jpeg\" alt=\"Marco Scalabrino\" width=\"183\" height=\"276\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1627\" class=\"wp-caption-text\">Marco Scalabrino<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>Nat Scammacca -Antigruppo <\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>di Marco Scalabrino<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\"><strong> (U.S.A.) 1924 &#8211; Erice (TP) 2005.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Nat Scammacca\u00a0<em>ANTIGRUPPO 73<\/em> ed <em>Ericepeo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>di Marco Scalabrino<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Brooklyn 1924 &#8211; Erice 2005. Nella sua complessit\u00e0 di uomo, artista, sognatore, attraverso la cima del monte caro alla divina Venere, Nat Scammacca \u00e8 ormai consegnato al mito, alla storia della letteratura, siciliana, italiana e internazionale. Sta, adesso, agli studiosi, ai letterati, alla critica leggere, studiare, pronunziarsi sul valore di ogni suo singolo lavoro e sulla globalit\u00e0 delle sue innumerevoli ed eterogenee opere. Opere che (prendendo le mosse dal suo ripudio di ogni <em>establishment <\/em>politico, economico, culturale, di ogni regime e di ogni guerra) spaziano dagli elzeviri sul ruolo della poesia e dei poeti nel contesto della nostra societ\u00e0 (pezzi divulgati, sin dalla met\u00e0 degli anni Sessanta, sulla Terza Pagina del settimanale <strong><em>TRAPANI NUOVA<\/em><\/strong>) ai volumi di poesia, di narrativa, di traduzione, di saggistica, gli iniziali pubblicati sotto l\u2019egida della <strong><em>CELEBES<\/em> <\/strong>di Costantino Petralia e de <em>IL VERTICE<\/em> di Carmelo Pirrera, quindi dalla editrice <strong><em>TRAPANI NUOVA<\/em><\/strong> e dalla <em>Cooperativa<\/em><strong> <em>ANTIGRUPPO<\/em><\/strong> e, a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni Settanta, in collaborazione con la <em>Cross Cultural Communications<\/em> del poeta ed editore newyorkese Stanley H. Barkan. Solo a mo\u2019 di esempio, citiamo alcuni titoli: <em>A lonely room<\/em>, del 1966; <em>Una possibile poetica per un Antigruppo<\/em>, del 1970; <em>Bye Bye America<\/em>, del 1972; <em><strong>ANTIGRUPPO 73<\/strong> e <strong>ANTIGRUPPO 75<\/strong><\/em>; <em>Nuova poesia scozzese<\/em>, del 1976; <em>Due Mondi<\/em>, del 1979; <em>Sicano l\u2019Americano!<\/em>, del 1989; <em>Ericepeo voll. <\/em><em>I, II e III <\/em>del 1990; <em>The Hump<\/em>, del 1994; <em>Three translators of poems by Duncan Glen<\/em>, del 2001.<a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1626 alignright\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images.jpeg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"258\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/download-2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1628 alignleft\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/download-2.jpeg\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"278\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allorch\u00e9, nel 1997, alla Biblioteca Fardelliana di Trapani, presentai la mia silloge <em>PALORI<\/em>, invitai, fra gli altri, Nat e Nina Scammacca, la cui fama mi era giunta da tempo ma che non avevo, prima di allora, mai avuto l\u2019occorrenza di contattare; e Nat (lo ricordo tuttora seduto nelle file di mezzo e affianco a lui un altro grande, il Maestro pittore Mario Cassisa), con mio stupore e mia gioia, venne. Fu l\u2019inizio di uno schietto e solido rapporto di amicizia e di collaborazione. Tramite Nat e Nina, e la loro fitta rete di contatti, ho conosciuto: Ignazio Apolloni, Pietro Attinasi, Stanley e Bebe Barkan, Enzo Bonventre, Florence e Gaetano Cipolla, Nino Contiliano, Anthony Fragola, Flavia Gatto, Duncan Glen, Stanley Kunitz, Peter Thabit Jones e altri, e con parecchi di loro ho intrattenuto poi proficue relazioni che nel tempo sono sfociate, nell\u2019ambito delle traduzioni, nella realizzazione di progetti dagli esiti assai soddisfacenti. Nat e Nina mi hanno introdotto in diversi ambiti culturali locali e internazionali, perch\u00e9 entrambe erano con naturalezza le loro dimensioni, e ho avuto (grazie a loro) il piacere e l\u2019onore di partecipare al secondo Convegno Internazionale sulla Origine Siciliana dell\u2019Odissea, tenutosi a Trapani e a Marsala nel corso dell\u2019anno 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1997 al 2005, l\u2019anno della sua scomparsa, insieme a Mariapia, mia moglie, e a Ester, nostra figlia, ho frequentato assiduamente la villa di Nat e Nina Scammacca, il loro salottino, la loro veranda, unitamente ai loro familiari e a taluni amici storici, sono stato fra le persone che pi\u00f9 gli sono state vicine e frequenti sono state le nostre conversazioni (i temi delle quali variavano, con disinvoltura, dalla letteratura alla storia, dalla politica all\u2019economia, dalla memoria all\u2019attualit\u00e0). Nat e Nina, come per ognuno che a loro si accostava nel nome della poesia, ci aprirono, senza alcuna remora e senza nulla a pretendere in cambio, se non la nostra autenticit\u00e0 e la nostra correttezza, la loro casa e i loro cuori e, un passo dopo l\u2019altro, abbiamo costruito la conoscenza, il rispetto e l\u2019affetto reciproci. Nel corso dei nostri incontri, inoltre, ci fecero omaggio di tanti impagabili tesori. Rammento, con emozione, il pomeriggio nel quale Nat mi fece graditissimo e insperato dono dei due monumentali volumi di <em><strong>ANTIGRUPPO<\/strong> <strong>73<\/strong><\/em> e quella volta in cui mi volle fare omaggio, altrettanto gradita, di una copia del cofanetto contenente i tre volumi di <em>Ericepeo<\/em>. <strong><em>ANTIGRUPPO 73<\/em> <\/strong>ed <em>Ericepeo<\/em> sono, appunto, i due lavori di Nat sui quali, in via sintetica, mi soffermer\u00f2.<a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-1625 alignright\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images-1-300x168.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>ANTIGRUPPO 73<\/em><\/strong>, Giuseppe Di Maria editore, senza prezzo, con introduzione di Vincenzo Di Maria e presentazione e coordinamento di Santo Cal\u00ec, \u00e8 composto da due grossi tomi, dimensioni cm. 22 x 31. Per complessive 1200 pagine e 4 chili e mezzo di peso circa, sono stampati su carta gialla spessa e ruvida (per intenderci quella nella quale si avvolgeva, nel dopoguerra, la pasta, quando questa si vendeva sfusa). Giusto quella carta perch\u00e9, siamo nel 1972, una partita di essa (ce ne vollero oltre quattro tonnellate, dichiara Vincenzo Di Maria), all\u2019epoca non pi\u00f9 richiesta dalla industria del settore la quale aveva ormai soppiantato la tradizionale fabbricazione e distribuzione artigianale, venne acquistata pi\u00f9 a buon mercato rispetto ad ogni altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, come, con quale concezione editoriale &#8211; ci interroghiamo &#8211; \u00e8 nata quest\u2019opera?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019Antigruppo nacque, con questa denominazione &#8211; sovviene in nostro aiuto la testimonianza di Nat Scammacca da me raccolta nel gennaio 2001 &#8211; nell\u2019anno 1968, sulla nave che da Palermo raggiungeva Ustica. Ad Ustica, appunto, Ignazio Apolloni, Crescenzio Cane, Pietro Terminelli e Nat Scammacca tennero il loro primo recital di poesie e quelle poesie furono poi scritte sui muri delle case dei pescatori di quell\u2019isola. La pubblicazione del volume <strong><em>ANTIGRUPPO 73<\/em><\/strong>, da tempo programmato, non riusciva, nonostante ogni buon proposito, a decollare. Ci fu, a Palermo, in via Libert\u00e0, un incontro fra Pietro Terminelli e Nat Scammacca, durante il quale Scammacca si propose di provarci. \u00a0Terminelli acconsent\u00ec e accord\u00f2 a Scammacca tre mesi. Il patto fu siglato con una vigorosa stretta di mano. Nat Scammacca and\u00f2 pertanto, a Linguaglossa (CT), da Santo Cal\u00ec e gli prospett\u00f2 di prendere lui le redini della pubblicazione dell\u2019antologia. A due condizioni: 1) la costituzione, fra i poeti partecipanti all\u2019iniziativa, di una Cooperativa che sarebbe divenuta l\u2019Editore del testo; 2) che ogni autore avrebbe dovuto sostenere i costi di stampa in proporzione al numero delle pagine impegnate. Santo Cal\u00ec accett\u00f2 e da quel momento (e con lui Vincenzo Di Maria, suo amico) divenne militante dell\u2019ANTIGRUPPO. Di Maria [si \u00e8 appena asserito] possedeva gi\u00e0 la carta e quella dunque fu, ma Nat Scammacca riusc\u00ec a imporre il titolo al libro: <strong><em>ANTIGRUPPO 73<\/em><\/strong>.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 precisato, dalla presentazione di Santo Cal\u00ec, che assume la forma di una lettera scritta a Lawrence Ferlinghetti, leggiamo: \u201cCaro Ferlinghetti, Nat Scammacca mi ha detto: bisogna approntare un libro degli Antigruppo in Sicily, con agganci in USA, che faccia conoscere ai contemporanei e tramandi ai posteri, quanto noi abbiamo operato e operiamo per lo smantellamento delle baronie culturali nell\u2019isola \u2026 urlando &#8211; sulle piazze, nei cantieri, nelle scuole &#8211; la nostra rabbia proletaria. Seguendo i consigli di Nat, mi sono messo perci\u00f2 all\u2019opera. <strong><em>Antigruppo 73<\/em><\/strong> sar\u00e0 il primo libro pubblicato in Italia con una formula cooperativistica.\u201d \u201cIo non volevo &#8211; certifica nella sua introduzione Vincenzo Di Maria. &#8211; Ma provate ad opporvi ai toraci di Nat Scammacca, di Pietro Terminelli e di Crescenzio Cane, alla subdola e satanica arte magica del folletto Santo Cal\u00ec!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai ragguagli fornitici da Scammacca, Di Maria e Cal\u00ec, cogliamo e mettiamo in risalto un importante dato: l\u2019asse culturale Trapani &#8211; Catania di quel movimento e il fatto che la spinta prima che determin\u00f2 la nascita di quell\u2019opera (la quale, lo si voglia o no, \u00e8 destinata, comunque, a rimanere nella storia della nostra letteratura) fu data, alle falde del Monte Erice, da Nat Scammacca e trov\u00f2 fausta sponda e formidabile rimando, alle falde del vulcano Etna, ad opera di Santo Cal\u00ec. Assieme con tutti gli altri, ma prima di tutti gli altri, Scammacca e Cal\u00ec sono dunque, in questo senso, da annoverare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019epoca della nostra conoscenza la vicenda dell\u2019<strong>ANTIGRUPPO<\/strong>, quella formidabile esperienza targata <strong>ANTIGRUPPO<\/strong>, era gi\u00e0 da tempo cristallizzata. E nondimeno, dalla voce di Nat, dai testi che egli mi ha girato e dalle letture che ho fatto, ho appreso un po\u2019 di quel movimento, ho familiarizzato un po\u2019 con taluni dei protagonisti di quella irripetibile epopea: fra loro, Santo Cal\u00ec, da molti considerato fra i poeti dialettali siciliani pi\u00f9 validi e singolari del \u2018900; e assieme con lui Franco Di Marco, di suo felice narratore e quindi eccellente traduttore in italiano dei testi degli stessi Cal\u00ec, Scammacca e di altri poeti statunitensi, con i quali Scammacca intratteneva fervide relazioni, personali e culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Antigruppo 73<\/strong> vol. 1<\/em> si apre con <em>La ballata di Yossiph Shyryn <\/em>di Santo Cal\u00ec, corredata dalle grafiche di Sebastiano Milluzzo, ballata stampata, postuma, nel 1980 e in seguito, in una nuova edizione, nel 2001. Fra gli autori presenti nel primo volume (che contiene altres\u00ec la riproduzione di pagine del <strong><em>TRAPANI NUOVA<\/em><\/strong>, de <em>LA SICILIA<\/em>, di grafiche di Nicol\u00f2 D\u2019Alessandro, di Tono Zancanaro, di Ernesto Treccani, eccetera) figurano: Ignazio Apolloni, Vincenzo Di Maria e Danilo Dolci, i cui testi sono impreziositi dalle immagini di Renato Guttuso; e ancora Santo Cal\u00ec, con una serie dal titolo riassuntivo e significativo <em>LA PAROLA \u00c8 SANTA<\/em>, ovvero suoi testi in dialetto siciliano con traduzioni in italiano a cura di Giuseppe Zagarrio; Fiore Torrisi, che si avvale dei disegni di Santo Marino; Franco Di Marco, che offre un resoconto sul terremoto del Belice del 1968 e un paio dei suoi pi\u00f9 noti racconti: <em>UN MARE D\u2019ORO<\/em> e <em>LUCIO E L\u2019ACQUA<\/em>. E poi Carmelo Pirrera, Nicola Di Maio, Gianni Diecidue, Salvatore Camilleri, che propone otto suoi testi in dialetto siciliano con traduzioni in italiano, dal titolo cumulativo <em>QUATTRO COPPOLE<\/em>. Altri nomi che vi ricorrono sono quelli (naturalmente) di Nat Scammacca, di Rolando Certa, di Pietro Terminelli, di Crescenzio Cane, di Ignazio Buttitta, di Elvezio Petix, di Salvatore Giubilato, di Irene Marusso, di Roberto Roversi. Eloquenti alcuni titoli: <em>Rivoluzione<\/em>, <em>Primo maggio<\/em>, <em>Portella<\/em> <em>della ginestra<\/em>, <em>Luglio proletario<\/em>, <em>Retorica di sangue<\/em>, eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi trovano, parimenti, spazio le riproduzioni dei manifesti relativi ai ciclostilati e ai recitals POETI IN PIAZZA: a Termini Imerese, il 26 Ottobre 1969; a Mazara del Vallo, il 14 settembre 1969, il 23 Agosto 1970 e il 29 Agosto 1971; a Paceco il 23 Novembre 1971, dove l\u2019<strong>ANTIGRUPPO<\/strong> si esib\u00ec unitamente a Rosa Balistreri, \u201cla voce pi\u00f9 struggente e autentica di una Sicilia dolorante e umiliata, ma viva nella sua fierezza e nella sua dignit\u00e0\u201d. Si fa inoltre riferimento alla settimana (della quale si \u00e8 detto) della poesia murale, svoltasi a Ustica nell\u2019estate del 1968. In chiusura del volume, vengono riportati i testi di alcuni poeti Antigruppo gi\u00e0 diffusi sul <strong><em>TRAPANI NUOVA<\/em><\/strong> (periodico sulla cui Terza Pagina, Scammacca espose i suoi \u201cfamosi\u201d <em>Ventuno punti per una possibile poetica antigruppo<\/em>): Leonardo Sciascia, Luigi Fiorentino, Giuseppe Addamo, Antonino Uccello, Antonino Cremona, Eliana Calandra, Franco Manescalchi, Mariella Bettarini, Lucio Piccolo ed Emanuele Mandar\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Antigruppo 73 vol. 2<\/em>, pure esso contraddistinto dalle grafiche di Sebastiano Milluzzo, prende avvio con una doverosa notazione: \u201cLa realizzazione di questa antologia di impegno poetico <strong><em>ANTIGRUPPO 73 <\/em><\/strong>si deve soprattutto alla appassionata fatica dello scrittore Santo Cal\u00ec. Quando, nella notte fra il 15 e il 16 dicembre 1972, egli \u00e8 venuto a mancare, questo secondo volume era tracciato nelle sue linee essenziali. Ci \u00e8 stato possibile portarlo a termine grazie alla vedova Natalia, che ha messo a nostra disposizione le carte del marito.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019iniziale racconto di Vincenzo Di Maria, segue la presentazione, sempre a cura di Santo Cal\u00ec, che assume nuovamente la veste di una lettera, stavolta rivolta a Roberto Roversi: \u201cCaro Roversi, questo libro-non-libro,<strong> <em>ANTIGRUPPO 73<\/em><\/strong>, vuole essere una registrazione in atto della nostra attivit\u00e0 di poeti, scrittori, artisti e saggisti operanti nelle estreme propaggini del Mezzogiorno d\u2019Italia. L\u2019attivit\u00e0 \u00e8 viva; a volte intemperante. Non di rado fanatica. Provocatoria sempre. E perci\u00f2 soggetta spesso a scontrarsi con le forze ottuse della pi\u00f9 bieca reazione.\u201d Ad essa si accompagna una seconda lettera, indirizzata questa a Cesare Zavattini: \u201cCredimi Zav, <strong><em>ANTIGRUPPO 73<\/em><\/strong> non \u00e8 un libro di cultura. E nemmeno una antologia di scrittori e poeti che possa fare testo. Ma, in fondo, chi pu\u00f2 mai dire in che consiste la cultura?\u201d Fa seguito una silloge di Nat Scammacca, dal titolo provvisorio <em>SICILY<\/em>, e daccapo si ripetono la riproduzione di pagine del <strong><em>TRAPANI NUOVA<\/em><\/strong>, del <em>GIORNALE DI SICILIA<\/em>, de Il <em>MANIFESTO<\/em>, de <em>L\u2019UNITA\u2019<\/em>, de <em>LA SICILIA<\/em>, de <em>L\u2019ORA<\/em>, nonch\u00e9 le immagini di Sebastiano Milluzzo, oltre a quelle di Nunzio Sciavarrello, di Graziella Paolini, di Cina Mul\u00e8, di Guglielmo Volpe, di Franco Cardile, di Andrea Carisi e di altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra gli autori alla ribalta di questo secondo volume: Elvezio Petix, Crescenzio Cane, Rolando Certa, Pietro Terminelli, Federico Hoefer, Lawrence Ferlinghetti (con testi in inglese e traduzione in italiano di Nat Scammacca), Salvatore Giubilato, Giuseppe Zagarrio, Ignazio Navarra, Fiore Torrisi, Enzo Bonventre, Cesare Zavattini (con testi in dialetto emiliano e traduzione a fronte in italiano), Roberto Roversi, Vanni Ronsisvalle, Antonio Corsaro, Antonino Cremona (sia con testi in italiano che con testi in dialetto siciliano e traduzione in italiano in calce). Sintomatici anche qui taluni titoli: <em>La<\/em> <em>contestazione<\/em>; <em>Napalm!<\/em>; <em>Nord e Sud<\/em>; <em>Che Guevara<\/em>; <em>Sicilia pecora sgozzata<\/em>, eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel rievocare (perdonate questa breve digressione) i nomi di Antonio Corsaro, di Antonino Cremona, di Elvezio Petix e prima di Salvatore Camilleri, ai quali potremmo aggiungere quelli di Paolo Messina, Pietro Tamburello, Nino Orsini, Carmelo Molino, Aldo Grienti, Salvatore Di Marco, Salvatore Di Pietro e altri, mi sovviene (e potremmo aprire un altro intrigante capitolo) la straordinaria stagione, fra il 1945 e il 1958, denominata <em>RINNOVAMENTO DELLA POESIA DIALETTALE SICILIANA<\/em>; ma, sar\u00e0 magari per la prossima volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritornando ad <em>Antigruppo 73 vol. 2<\/em>, fra le pagine 640 e 641, sono allocate (dovrete fidarvi, ancorch\u00e9 non le vedrete) trenta fitte facciate, tutte bianche. Un vero e proprio inserto, a cura di Rolando Certa, denominato <em>IMPEGNO ANTOLOGIA<\/em>, entro il quale sono inclusi, fra gli altri, i testi di Ignazio Butera, Giuseppe Addamo, Ignazio Buttitta, Salvatore Costanza, Rafael Alberti, Orazio Napoli e Mariella Bettarini. Dalla pagina 641, si riparte, in carta gialla, con gli elaborati di Francesco Battiato, corredati dalle illustrazioni di Mim\u00ec Lazzaro, e di Emanuele Mandar\u00e0, per chiudere con Robert Bly e i suoi testi in inglese e traduzioni in italiano di Franco Di Marco illustrati da Garigliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Principale organo di diffusione delle idee Antigruppo, oltre, a Palermo, agli interventi di Apolloni, Perriera e Terminelli e, a Mazara del Vallo, a <em>IMPEGNO 70<\/em> di Rolando Certa, fu, dal 1968 al 1991, il <em>TRAPANI NUOVA<\/em>, edito a Trapani. E, a proposito di localizzazioni, risulta agevole tracciare una essenziale mappa del movimento Antigruppo all\u2019epoca: Trapani, con Nat Scammacca e Franco Di Marco; Catania, con Santo Cal\u00ec, Vincenzo Di Maria, Alfredo Bonanno e Fiore Torrisi; Mazara del Vallo, con Rolando Certa; Castelvetrano, con Gianni Diecidue; Palermo, con Ignazio Apolloni, Crescenzio Cane e Pietro Terminelli; Firenze, con Franco Manescalchi e Mariella Bettarini; Bologna, con Roberto Roversi, ai quali vanno sommati nomi e luoghi dei tanti altri poeti e artisti menzionati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risulta evidente per quanto esposto (ma ribadirlo non guasta) che <em>Antigruppo 73<\/em> non furono due volumoni che raccolgono solamente componimenti diversamente poetici; tutt\u2019altro! Questi, chiaramente, ci sono e sono ben cospicui. Ma, fianco a fianco ad essi (nello spirito antagonista dell\u2019opera, la quale ha voluto rappresentare, tanto nella unit\u00e0 degli intenti quanto nella distinzione delle voci, la visione del mondo di ognuno di quegli autori variamente <em>engag\u00e9s<\/em>, provocatori, alternativi, antiretorici, libertari, convinti tutti che l\u2019arte possa incidere nei processi della realt\u00e0, della societ\u00e0, dell\u2019esistenza), altri variegati registri, linguaggi, espressioni, coesistono: la narrativa, la pittura, la grafica, il giornalismo, la fotografia, il ciclostilato, la lettera, la cronaca, i manifesti culturali, il pensiero politico, i documenti di solidariet\u00e0, l\u2019atto di denuncia del degrado socio-economico della Sicilia e persino un dossier circa la vicenda incresciosa di Alfredo Bonanno, arrestato nel 1972 a Catania per reato di opinione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019opera corale, dunque, un\u2019opera militante, volutamente disomogenea, fuori dal coro, schierata, che sfugge, vuole sfuggire a qualsivoglia etichetta di genere, nella quale pensiero, estetica e impegno si fondono, e che, nelle presenze, nelle proposte nonch\u00e9 nella \u201cgeografia\u201d allineate, smentisce, di fatto, la taccia di provincialismo del movimento che la ha generata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da rimarcare la circostanza che ben due religiosi sono presenti fra tanti \u201cmarxisti\u201d: don Antonio Corsaro e Frate Attilio. Don Antonio Corsaro, per inciso, fu professore di lingua e letteratura francese nella Facolt\u00e0 di Magistero all\u2019Universit\u00e0 di Palermo e, gi\u00e0 nel 1957, aveva redatto l\u2019introduzione e le note critiche della Antologia, a cura di Aldo Grienti e Carmelo Molino, <em>POETI SICILIANI D\u2019OGGI<\/em>, Reina Editore in Catania; antologia che raccoglie, in meticoloso ordine alfabetico, i testi di diciassette autori: Ugo Ammannato, Saro Bottino, Ignazio Buttitta, Miano Conti, Antonino Cremona, Salvatore Di Marco, Salvatore Di Pietro, Girolamo Ferlito, Aldo Grienti, Paolo Messina, Carmelo Molino, Stefania Montalbano, Nino Orsini, Ildebrando Platamia, Pietro Tamburello, Francesco Vaccaielli e Gianni Varvaro. Antologia che, assieme con quell\u2019altra: <em>POESIA DIALETTALE DI SICILIA<\/em>, a cura del <em>Gruppo Alessio Di Giovanni<\/em>, con prefazione di Giovanni Vaccarella, Palermo 1955, fu antesignana del <em>Rinnovamento della poesia dialettale siciliana<\/em>, al quale si \u00e8 prima fatto cenno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesti tre volumi, <em>Ericepeo<\/em> <em>I<\/em>, <em>Ericepeo<\/em> <em>II<\/em>, <em>Ericepeo<\/em> <em>III<\/em>, &#8211; scrive Scammacca nella sua introduzione &#8211; non rappresentano la scelta dei miei testi migliori. Alcuni componimenti, infatti, direi non sono poesie, ma per me hanno l\u2019importanza della documentazione della mia attivit\u00e0 degli ultimi venticinque anni e, dunque, meritano posto in questa pubblicazione. Il mio populismo tende alla \u201cinclusione\u201d e perci\u00f2, in questi volumi, si troveranno oltre ai disegni illustrativi degli artisti, molte fotografie della famiglia, di coloro che si riconobbero nell\u2019Antigruppo e dei partecipanti al 1\u00b0 Convegno Internazionale \u201cThe Sicilian Origin of the Odyssey\u201d e di tanti altri amici.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ericepeo<\/em>, dimensioni (normali) cm. 13 x 20, carta paglierina, con testi in inglese e in italiano, venne pubblicato dalla <em>Cooperativa Editrice ANTIGRUPPO Siciliano<\/em>, da <em>IL VERTICE<\/em> e dalla <em>Cross Cultural Communications<\/em>, nel 1990. Il volume I, denominato <em>Poesie di famiglia e di natura 1980 &#8211; 1989<\/em>, \u00e8 contrassegnato invero dai dipinti di Gnazino Russo; il volume II, denominato <em>Poesie filosofiche e metafisiche<\/em>, dai disegni di Nicol\u00f2 D\u2019Alessandro; il volume III, denominato <em>Io Antigruppo<\/em>, dai disegni di Salvatore Salamone. Ma foto, dipinti e disegni, tutti in bianco e nero, vi sono disseminati in grande quantit\u00e0 e, fra essi, richiamiamo: Motonave Saturnia: Nina, Nat e Arleen (appena nata); Nat al Passaic County Community College; Nat con Franco Di Marco e Maria Gillan; il bellissimo volto di Nat, in copertina del volume II.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io lessi immediatamente il trittico. Impegnato e ironico, tenero e pragmatico, libero e \u201cpazzo\u201d, innamorato della Sicilia e di Erice, Nat Scammacca (si leggano, per esempio, al riguardo i testi: <em>My friend Dick<\/em>,<em> Cucuzzi<\/em>,<em> The male asserts himself<\/em>,<em> Boasting<\/em>,<em> My conscience<\/em>,<em> The dog is lying at my feet<\/em>,<em> Wrists<\/em>,<em> A sicilian song<\/em>,<em> Tomorrow<\/em>, <em>The \u201clittorina\u201d<\/em>,<em> I too shall look at the stars<\/em>,<em> Turning<\/em>), solleva, in buona sostanza, nelle sue opere, il problema che arrovella gli intellettuali di ogni tempo e di ogni latitudine: il perch\u00e9 della esistenza dell\u2019uomo; si chiede se e cosa c\u2019\u00e8 oltre!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019insaputa di Nat, scelsi e tradussi in dialetto siciliano venti di quei testi. Chiesi quindi a Franco Di Marco di stendere una prefazione e, ricevutala, feci pubblicare, nel 1999, dalle Arti Grafiche Corrao in Trapani, il volumetto (appena 48 pagine) <em>POEMS PUISII<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi afferma argutamente Franco Di Marco: \u201cCredo che abbia mosso Scalabrino il desiderio di rendere omaggio al poeta di lui pi\u00f9 avanti negli anni e con una solida fama alle spalle, testimoniandogli solidariet\u00e0 e ammirazione.\u201d E, nel merito della traduzione, annota: \u201cScalabrino si mantiene fedele al testo, deviando solo quando la traboccante ricchezza lessicale dell\u2019idioma siciliano quasi ve lo costringe. Nella poesia <em>La me cuscenza<\/em>, bench\u00e9 disciplinatamente dentro il testo inglese, egli sa estrarre dal prezioso scrigno figurazioni come <em>gruppa \/ rascati di lu cannarozzu. <\/em>Nella breve <em>C\u2019\u00e8 troppu picca tempu<\/em>, \u201cthe pain of the seasons\u201d evolve in una <em>pena<\/em> che incide molto pi\u00f9 profondamente: <em>lu cast\u00ecu di li staciuni<\/em>. Dentro l\u2019allucinata <em>Littorina<\/em>, \u201cwe sit\u201d diventa <em>semu aggiuccati<\/em>, perch\u00e9 la condizione di miseria, superando ogni limite d\u2019umanit\u00e0, \u00e8 diventata bestiale (<em>aggiucc\u00e0risi<\/em> nelle parlate della Sicilia vale <em>appollaiarsi<\/em>, il sistemarsi dei volatili, specie le galline, l\u2019accovacciarsi dei quadrupedi in genere). Per <em>Tramuntu<\/em>, pur nell\u2019assoluta aderenza al testo inglese tanto da conservare finanche alcune rime baciate, Scalabrino sapientemente accoppia voci siciliane: <em>muscia, modda, tracodda<\/em> (da <em>tracuddari<\/em> ovvero tramontare. E anzi <em>cuddata <\/em>\u00e8 dalle nostre parti il tramonto, piuttosto che <em>tramuntu<\/em>). In <em>Puisia d\u2019amuri<\/em>, quell\u2019\u201cattonished\u201d, che in italiano verrebbe fin troppo facile tradurre \u201cattonito\u201d, Scalabrino volge in <em>alluccutu<\/em>, che rende molto pi\u00f9 l\u2019idea: quella di una sorta di allocchito, completamente rintronato. L\u2019intento comico dell\u2019originale \u00e8, inoltre, potenziato da un prorompente <em>buttana di la miseria<\/em>, che traduce un generico \u201cdamn it\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E concludiamo con una ultima, congruente notazione di Nat Scammacca: \u201cIl termine Ericepeo incorpora due parole del trapanese. Esso congiunge il Monte Erice con il Lago Cepeo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/2018\/01\/22\/nat-scammacca-antigruppo-di-marco-scalabrino\/pubblicazioni\/articoli\/\">Leggi di pi\u00f9\/ Read more<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[18,9,104,38,22],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1623"}],"collection":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1623"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1623\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1635,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1623\/revisions\/1635"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}