{"id":1830,"date":"2018-10-13T13:31:52","date_gmt":"2018-10-13T13:31:52","guid":{"rendered":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/?p=1830"},"modified":"2018-10-13T13:59:14","modified_gmt":"2018-10-13T13:59:14","slug":"da-annali-di-ca-foscari-serie-occidentale-professor-alessandro-clericuzio-docente-di-lingua-e-letteratura-angloamericana-alluniversita-di-perugia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/2018\/10\/13\/da-annali-di-ca-foscari-serie-occidentale-professor-alessandro-clericuzio-docente-di-lingua-e-letteratura-angloamericana-alluniversita-di-perugia\/pubblicazioni\/articoli\/","title":{"rendered":"Da: Annali di Ca\u2019 Foscari Serie Occidentale &#8211; Professor Alessandro Clericuzio, docente di Lingua e Letteratura Angloamericana all&#8217;Universit\u00e0 di Perugia,"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong> <a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cafoscri-0024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-1837 alignleft\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cafoscri-0024-1-300x424.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cafoscri-0024-1-300x424.jpg 300w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cafoscri-0024-1-620x876.jpg 620w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cafoscri-0024-1-768x1086.jpg 768w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cafoscri-0024-1-940x1329.jpg 940w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cafoscri-0024-1-389x550.jpg 389w, https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cafoscri-0024-1-354x500.jpg 354w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Professor Alessandro Clericuzio, docente di Lingua e Letteratura Angloamericana all&#8217;Universit\u00e0 di Perugia, che ha recentemente pubblicato un articolo dal titolo &#8220;La poesia Beat in Italia, uno studio translocal&#8221; sulla rivista Annali di Ca&#8217; Foscari numero 52, nel quale inserisce Scammacca nell&#8217;universo letterario e culturale Beat, definendolo il pi\u00f9 trascurato degli autori italoamericani da parte della critica accademica e proponendone una lettura pi\u00f9 ravvicinata. Il docente ha anche scritto che Scammacca ebbe un ruolo decisivo in una dinamica di flussi poetici e intellettuali transatlantici sotto l&#8217;egida della Beat Generation, dagli anni Sessanta fino alla sua scomparsa.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Estratto d<\/strong><\/em><em><strong>a: Annali di Ca\u2019 Foscari Serie Occidentale<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Rivista diretta da Alessandra Giorgi,Stefania Sbarra,\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Michela Vanon Al<\/strong><\/em><em><strong>liata<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&lt;<\/p>\n<p>p style=&#8221;text-align: justify;&#8221;>3.1.1 Un Beat dimenticato?<br \/>\nIl rizoma Beat pi\u00f9 significativo in Italia potrebbe essere un poeta italoamericano poco frequentato dalla critica accademica, Nat Scammacca. Pochi\u2028anni dopo la formazione del movimento di poesia sperimentale Gruppo\u202863, avvenuta in un albergo di Palermo nell&#8217;ottobre del 1963, fu fondato,\u2028sempre in Sicilia, il cosiddetto Antigruppo. Nato per volere di Scammacca\u2028in polemica con il precedente, il gruppo ha ricevuto attenzione quasi unicamente come fenomeno locale. Ma nella prospettiva giocai Scammacca e\u2028l&#8217;Antigruppo assumono un ruolo pi\u00f9 determinante, prestandosi all&#8217;analisi\u2028di attivit\u00e0 poetiche direttamente connesse alla poesia Beat in un contesto\u2028che annulla le frontiere nazionali. Ci\u00f2 \u00e8 possibile sia perch\u00e9 Scammacca\u2028\u00e8 stato definito un poeta Beat,14 sia perch\u00e9 egli stesso e altri membri del gruppo stabilirono un dialogo &#8211; solo in parte virtuale &#8211; con Lawrence Ferlinghetti su tematiche e stili della poesia Beat.<br \/>\nNato a Brooklyn nel 1924, quaranta anni pi\u00f9 tardi Scammacca si trasfer\u00ec\u2028in Sicilia, dove ha passato il resto della sua vita scrivendo poesie, auto-\u2028biografie e prose varie, e operando come traduttore di poesia dall&#8217;inglese\u2028all&#8217;italiano e dal siciliano all&#8217;inglese. Amico di Ferlinghetti, ne ha tradotto\u2028e raccolto alcune poesie in un volume che ha intitolato Poesie politiche.\u2028Nell&#8217;introduzione ha dichiarato:<br \/>\nmentre Ferlinghetti propone il populismo in California, io faccio altrettanto qui in Sicilia. [&#8230;] Il populismo \u00e8 l&#8217;underground dell&#8217;uomo comune\u2028e di questo uomo comune, dei giovani, dei poveri, degli operai degli Stati\u2028Uniti \u00e8 il linguaggio di cui si serve Lawrence Ferlinghetti, cos\u00ec come del\u2028contadino, dello studente, del manovale siciliano \u00e8 il linguaggio con cui\u2028si esprime l&#8217;Antigruppo. (1977, 8)<br \/>\nFerlinghetti viene spesso citato nelle attivit\u00e0 dell&#8217;Antigruppo, il cui mani-\u2028festo appare direttamente ispirato all&#8217;estetica Beat: i termini ricorrenti,\u2028infatti, sono una \u00abpoetica libertaria\u00bb, una \u00abarte nuova\u00bb, \u00abspontanea\u00bb, \u00abfatta dal popolo\u00bb, \u00abarte come esperienza\u00bb e l&#8217;artista come \u00abrivoluzionario\u00bb,\u2028accompagnati da una forte impronta anti egemonica e da una particolare\u2028attenzione all&#8217;aspetto orale della poesia (Bonanno 1975, 88-9). Nelle parole\u2028di Scammacca, si trattava di \u00aba group against groups, against the fascisti,\u2028the mafia, the privileged establishment which [&#8230;] collaborates to suppress\u2028the common man and his essential creative force\u00bb (1985, 93). Secondo\u2028una pratica di condivisione pubblica della poesia, che venne immediata-\u2028mente percepita come una delle caratteristiche principali della lirica Beat\u2028(cf. Amoruso 1969, 143), l&#8217;Antigruppo si dedic\u00f2 ad attivit\u00e0 di letture pubbliche. I suoi membri viaggiarono ripetutamente nell&#8217;entroterra siciliano,\u2028fino a toccare lontani villaggi di contadini o di pescatori e baraccopoli di\u2028terremotati (Val Belice e isola di Ustica, tra le altre mete), diffondendo la\u2028poesia e le arti visive. Nel 1973 il gruppo pubblic\u00f2 una voluminosa antologia\u2028delle proprie poesie, prose e manifesti, tra cui una sorta di dichiarazione\u2028di intenti sotto forma di lettera indirizzata al proprietario della City Lights.<br \/>\nCaro Lawrence Ferlinghetti, [&#8230;] bisogna approntare un libro degli Anti-\u2028gruppo in Sicily, con agganci in Italy e in Usa, che faccia conoscere ai\u2028contemporanei e tramandi ai posteri, almeno per mille anni, quanto noi\u2028abbiamo operato per lo smantellamento delle baron\u00ece culturali &#8211; di destra e\u2028di sinistra &#8211; nell&#8217;isola! La Sicilia &#8211; e tu lo sai, Lawrence &#8211; \u00e8 la terra benedetta\u2028da Allah e maledetta da Gianni Agnelli. Il quale, da queste parti, rappresenta l&#8217;equivalente del vostro Henry Ford. [&#8230;] Sicily Italy Usa. Un itinerario\u2028 quanto mai suggestivo, provocatorio, alludente, mafia and suono dell\u2019acid rock, il City wide Women&#8217;s Liberation e il Gay Liberation\u2028Front. L&#8217;Underground e il Movement&#8230; Ma l&#8217;Antigruppo siculo &#8211; credimi, \u2028Lawrence &#8211; non \u00e8 niente di tutto ci\u00f2. La nostra contro-cultura, il nostro dissenso, accompagnato ora dall&#8217;entusiasmo prorompente, ora da una sickness\u2028 profonda e indefinibile, sconoscono punte estreme di violenza, l&#8217;omicidio\u2028e il suicidio, persino le forme clamorose della pubblicit\u00e0. Della pubblicit\u00e0\u2028all&#8217;americana, per intenderci; anche se a un recente \u00abPalermo Pop 1971\u00bb\u2028Ignazio Apolloni e Vira Fabra insieme a Nat Scammacca si aggiravano per\u2028i vicoli della capitale maomettana indossando camicie variopinte sulle quali\u2028erano state vistosamente trascritte poesie di fuoco contro l&#8217;establishment.\u2028Nell&#8217;isola poi siamo decisamente eterosessuali. Da noi il gallismo &#8211; non\u2028certamente quello volgarizzato da un Vitaliano Brancati &#8211; ha salde radici memoriali nell&#8217;antica istituzione dell&#8217;harem. (Cali, Di Maria 1972, XXII, XXVIII)<br \/>\nQuesta lunga citazione \u00e8 motivata dalla quantit\u00e0 di riflessioni che suggerisce: come prima cosa rivela un forte e ribadito desiderio di confronto con\u2028la Beat Generation e con la cultura statunitense in generale, sebbene con\u2028tentativi di distinzione &#8211; e un&#8217;alternanza, specialmente per Scammacca,\u2028nell&#8217;uso dell&#8217;inglese e dell&#8217;italiano. Un confronto, quindi, volto a ribadire \u2028una condizione simile, ma una reazione sui generis. In seconda istanza, il\u2028brano denota una prossimit\u00e0 con la cultura araba che, seppur presentata in chiave esagerata, parlerebbe, paradossalmente, alle pi\u00f9 irrazionali\u2028paure dell&#8217;italiano di oggi. Da ultimo, trapela da queste dichiarazioni un\u2028sessismo al tempo stesso ingenuo e sentito come fortemente identitario. \u2028Esso, infatti, informa espressamente gli scritti in cui Scammacca definisce\u2028le basi dell&#8217;estetica dell&#8217;Antigruppo e il loro concetto della figura del poeta, al quale sarebbe permesso scrivere versi lunghi solo se \u00e8 \u00abfisicamente\u2028for<\/p>\n<p>&lt;<\/p>\n<p>p style=&#8221;text-align: justify;&#8221;>te\u00bb come Allen Ginsberg, mentre se \u00ab\u00e8 delicato e femmineo, il suo verso\u2028sar\u00e0 pi\u00f9 semplice e meno cumulativo\u00bb. In un&#8217;impennata di maschilismo,\u2028Scammacca termina queste osservazioni affermando che le donne, \u00abanche\u2028se hanno lingue lunghe, avranno sempre versi corti\u00bb (1970, 45).<br \/>\nScrittore prolifico, Scammacca fu sicuramente il pi\u00f9 notevole tra gli artisti\u2028dell&#8217;Antigruppo, e se c&#8217;\u00e8 un&#8217;influenza Beat sulla sua pratica poetica oltre che\u2028sulle sue teorizzazioni, questa pu\u00f2 essere rinvenuta nella sua prima raccolta.\u2028In a Lonely Room, nella quale topoi Beat come il sotterraneo, la strada, il\u2028carcere, le accuse al consumismo e il disagio psichico sono ricorrenti, per\u2028esempio nel lungo componimento \u00abComplaints of the Petit Burgeois\u2028(1966,50-64). Sul versante teorico, scrisse ripetutamente in opposizione al Gruppo 63, di cui criticava la lingua, l&#8217;estetica e l&#8217;ideologia (cf. Mazzucchelli 2015) provincia di Trapani, dove gli facevano visita intellettuali, persone comuni e amici poeti, e dove ospit\u00f2 per vari mesi Jack Hirschman, che avrebbe tradotto in inglese le poesie di un membro dell&#8217;Antigruppo, Santo Cali. Nelle sue stesse parole, Scammacca ha dichiarato di essere stato responsible for generating a remarkable series of populist poetry events and publishing milestones, expressions of the literary-artistic magnificence that survives and is nurtured in the three-pointed isle over which\u2028the Scirocco alone has maintained continuous sway. (1985, 93)<\/p>\n[dg descriptions=&#8221;true&#8221; attachment_pg=&#8221;false&#8221; paginate=&#8221;true&#8221; ids=&#8221;1833&#8243;]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Professor Alessandro Clericuzio, docente di Lingua e Letteratura Angloamericana all&#8217;Universit\u00e0 di Perugia, che ha recentemente pubblicato un articolo dal titolo &#8220;La poesia Beat in Italia, uno studio translocal&#8221; sulla rivista Annali di Ca&#8217; Foscari numero 52, nel quale inserisce Scammacca nell&#8217;universo letterario e culturale Beat, definendolo il pi\u00f9 trascurato degli<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/2018\/10\/13\/da-annali-di-ca-foscari-serie-occidentale-professor-alessandro-clericuzio-docente-di-lingua-e-letteratura-angloamericana-alluniversita-di-perugia\/pubblicazioni\/articoli\/\">Leggi di pi\u00f9\/ Read more<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[124,9],"tags":[125],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1830"}],"collection":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1830"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1830\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1839,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1830\/revisions\/1839"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}