{"id":1899,"date":"2018-12-13T17:28:51","date_gmt":"2018-12-13T17:28:51","guid":{"rendered":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/?p=1899"},"modified":"2018-12-13T17:28:51","modified_gmt":"2018-12-13T17:28:51","slug":"il-nuovo-libro-di-nicola-bozzo-collezionista-di-ombre-di-francesca-cannavo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/2018\/12\/13\/il-nuovo-libro-di-nicola-bozzo-collezionista-di-ombre-di-francesca-cannavo\/pubblicazioni\/articoli\/","title":{"rendered":"Il nuovo libro di Nicola Bozzo, collezionista di ombre di Francesca Cannav\u00f2"},"content":{"rendered":"<h3>Il nuovo libro di Nicola Bozzo, collezionista di ombre.<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Toccato, avuto fra le mani il 28 novembre 2018 al Salone degli Specchi della citt\u00e0 Metropolitana di Messina, che gi\u00e0 il luogo la diceva lunga sull\u2019oggetto e ben pi\u00f9 sui soggetti contenuti dentro quelle pagine di bella carta, protette dalla raffinata copertina: una foto di ombre e luci agghiaccianti.<br \/>\nBello il libro, curato e patito a lungo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente lo apro: non molte pagine, lettura affrontabile in poche ore, d\u2019altra parte conosco gi\u00e0 da lunga pezza la scrittura di Nicola ; e invece, no; la scrittura \u00e8 corposa , quasi fisica , e visiologica ad un tempo, come sono tutte le cose che riguardano il pensiero umano e le sue opere: contestuali e contemporanee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 dalle prima pagine si impone la rilettura, per gustarne i marchingegni semantici, per familiarizzare con la foschia che imbriglia i ricordi, per mettere a fuoco le suggestioni dell\u2019esploratore delle notti, acide e dolci, di una citt\u00e0 che somiglia a tante altre, contemporaneamente ; che in quel pezzo di Lisbona sogna l\u2019Oceano e che invece si scontra con lo Stretto, metafora di un cappio, come di un legame intimo e rassicurante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una citt\u00e0 , la prima dell\u2019Isola in ordine di distanza, lontanissima dal nord e dal sud, segnata in tutte le carte come luogo d\u2019attracco e di sbarco, come madrina di un lembo di mare, ma questa citt\u00e0 notturna, viva nei meandri di un archivio, non \u00e8 segnata in nessuna carta: i luoghi veri non lo sono mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esattamente come i personaggi di un libro che vivono svolazzando fra pagine di carta, amministrando territori immateriali, stagliati sul confine illibato che confonde il vero e il suo essere altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veri sono i personaggi di questo libro che conta le lune, fatti di tessere raccolte nottetempo su un volto rugato, sull\u2019orlo di una banchina, sulla chioma sconvolta dal vento , o dal bavero sollevato a proteggere i fiati , dal gesto di un impiegato di un ufficio pubblico, dall\u2019urlo disperato e monotono di un povero cristo che ha perso se stesso, dai cristalli sanguigni che ornano le chiome della colpa di troppi ; veri, tutti veri. Attimi e flash, impastati ad arte, con un lievito narrativo multidimensionale, dentro una mente esigente, imbevuta di letteratura e tesa all\u2019ordine delle cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Imperativo etico : rimettere le cose al loro posto, dare giustizia ai vissuti; unico strumento possibile la parola poetica sviscerata in visioni lampanti e conducenti tutte sul filo steso fra due sponde, il vero e l\u2019accaduto.<br \/>\nPercorrere quel filo esige equilibrio estremo, capacit\u00e0 di lievi oscillazioni al cospetto di forti emozioni, la lettura diviene ingegno oltre che impegno, Le cinque lune di Miskyn , proiettano dei barlumi fulminanti su libri molto amati, su autori citati ad ogni luna con scientifica precisione, su architetture narranti gi\u00e0 gustate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(<em>Come se di notte un viaggiatore tornasse nella Citt\u00e0 invisibile stazionandovi per Cent\u2019anni di solitudine per poi partire per un altro Viaggio al termine della notte\u2026 e via rimbalzando<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scrittura di Nicola Bozzo, rappresenta ed anima le sue visioni ,che come ci dice egli stesso , celandosi nella trama \u201ctestimoniano la magia del reale, la sua incontenibile esuberanza quando decide di non essere pi\u00f9 tale. Aveva la sensazione di essere visto e non vedere\u201d. (pag. 15)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco che interagendo dalla sua pi\u00f9 intima prospettiva col primo dei protagonisti Davide che \u201c\u00a0<em>dopo 9 anni scrive l\u2019unico libro nuovo \u2026ingannato dalla straripante presenza di migliaia di libri che lo costringevano a raggomitolarsi su se stesso per cercare le soglie di altre stanze. Avrebbe voluto scrivere del risveglio, ma la grazia accade\u201d (pag. 16), ( esattamente come l\u2019arte), offre la genesi e la necessaria evoluzione degli accadimenti rimasti invischiati fra l\u2019anima e le pagine, costringendo l\u2019autore a dispiegare amorevolmente quel \u201c codice istintuale che illude di scegliere quello che in un laboratorio genetico modula a suo piacimento: Solo pochi si salvano, loro la parte indicibile, quella che ha lo sguardo rivolto all\u2019inferno\u201d\u00a0<\/em>(pag. 28).<em>\u00a0E quindi , \u201c quella sostanza lucente tracima fuori da ognuno di noi cos\u00ec ci\u00f2 che apparentemente \u00e8 solo nostro scorre nella vita di un altro<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 letteratura e questa \u00e8 arte. Che chiama e richiama, che volge e si svolge, adulandosi e contorcendosi senza tempo, oltre i tempi , in una giornata plumbea, afosa e terribile in cui si sovverte l\u2019usuale, ma tutto scorre ugualmente tragico, ugualmente necessario , immobile , in attesa che ritorni il vento coi suoi turbini esistenziali, vivificatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se poi si volesse alla fine spiegare questo libro nuovo, non si avrebbe che rileggere all\u2019incontrario le citazioni riportate , il mistero \u00e8 svelato: nella casa delle parole si giunge per forza al silenzio (pag. 19)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesca Cannav\u00f2<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 H. Melville<\/strong>\u00a0 \u00a0Quiqueg era nativo di Rokovoko,<br \/>\nun\u2019isola lontanissima all\u2019Ovest e al Sud.<br \/>\nNon \u00e8 segnata in nessuna carta:i luoghi veri non lo sono mai.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 M. De Unamuno<\/strong><br \/>\nE oso dire di pi\u00f9: scriver\u00f2 un saggio in cui sostengo<br \/>\nChe non sia esistito Cervantes e si, invece, Don Chisciotte.<br \/>\nE visto che Cervantes non esiste pi\u00f9 e che, al contrario,<br \/>\ncontinua a vivere Don Chisciotte, dovremmo tutti<br \/>\nlasciare il morto per seguire il vivo,<br \/>\nabbandonare Cervantes e accompagnare Don Chisciotte<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0F. Pessoa<\/strong><br \/>\nLa letteratura, come tutta l\u2019arte, \u00e8 confessione dell\u2019insufficienza della vita.<strong>\u00a0 \u00a0<\/strong><br \/>\nTagliare l\u2019opera letteraria sulle forme stesse di ci\u00f2 che \u00e8 insufficiente<br \/>\nSignifica non essere capaci di sostituire la vita.<br \/>\nOgni fantasma, ogni creatura d\u2019arte, per essere, deve avere il suo dramma,<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 L. Pirandello<\/strong><br \/>\ncio\u00e8 un dramma di cui esso sia personaggio e per cui \u00e8 personaggio.<br \/>\nIl dramma \u00e8 la ragion d\u2019essere del personaggio;<br \/>\n\u00e8 la sua funzione vitale: necessaria per esistere.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 G. Leopardi<\/strong><br \/>\nO graziosa luna, io mi rammento<strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><br \/>\nChe, or volge l\u2019anno, sovra questo colle<br \/>\nIo venia pien d\u2019angoscia a rimirarti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 A. Checov<\/strong><br \/>\nIl mio discorso \u00e8 disordinato,<br \/>\nfebbrile come un delirio,<br \/>\nimpetuoso e non sempre intellegibile,<br \/>\nma vi si sente un ch\u00e9 di straordinariamente buono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo libro di Nicola Bozzo, collezionista di ombre. 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