{"id":1949,"date":"2019-04-20T17:33:42","date_gmt":"2019-04-20T17:33:42","guid":{"rendered":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/?p=1949"},"modified":"2019-04-23T17:32:29","modified_gmt":"2019-04-23T17:32:29","slug":"presentazione-a-erice-presso-il-centro-studi-nat-scammacca-il-26-04-2019-ore-18-il-libro-in-citta-al-tramonto-di-nicola-lo-bianco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/2019\/04\/20\/presentazione-a-erice-presso-il-centro-studi-nat-scammacca-il-26-04-2019-ore-18-il-libro-in-citta-al-tramonto-di-nicola-lo-bianco\/pubblicazioni\/articoli\/","title":{"rendered":"Il Centro Studi Nat Scammacca &#8211; Presenta :il 26.04.2019 Ore 18 &#8220;IN CITTA\u2019 AL TRAMONTO&#8221;  libro di Nicola Lo Bianco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong> Il Centro Studi Nat Scammacca &#8211; Presenta :il 26.04.2019 Ore 18 &#8220;IN CITTA\u2019 AL TRAMONTO&#8221; libro di Nicola Lo Bianco<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">IN CITTA\u2019 AL TRAMONTO\u00a0 di Nicola Lo Bianco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/download-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1933 alignleft\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/download-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"267\" \/><\/a>SINOSSI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sette racconti pi\u00f9 o meno brevi, pi\u00f9 o meno poetici,\u00a0 che vede come protagonista, attraverso personaggi ai margini della vita sociale,\u00a0 quella che normalmente potrebbe definirsi \u201cfollia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esemplare in questo senso la figura di Cristofalo(dialettale per Cristoforo), che, commesso un omicidio per vendicare l\u2019uccisione del nonno, trascorre una vita da emarginato, in volontaria, diciamo cos\u00ec, latitanza, in consapevole espiazione del delitto commesso.\u00a0\u00a0O anche il personaggio di Isidoro ( LA TESTA AGITATA DI ISIDORO), uno degli ultimi reclusi in manicomio, che in pieno delirio immagina di incontrare \u201c il dott. Falcone\u201d, o anche di uccidere il Direttore e l\u2019infermiere.\u00a0Di Isidoro spicca il linguaggio strampalato, ma anche crediamo denso di pathos e di accenti poetici.\u00a0Altra figura che ci sembra interessante per capire il clima e la tensione narrativa \u00e8 quella di Agostino, \u201cLE COSE DA FARE DI AGOSTINO\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un uomo semplice, ingenuo, quasi fanciullesco, che s\u2019era creato una specie di mito del pane, un ideale del suo mestiere di fornaio.\u00a0A pi\u00f9 di 50 anni si ritrova disoccupato e trascorre le sue giornate a immaginare come occupare il tempo, fino ad un impeto di \u201cfollia\u201d\u00a0 che quasi lo porta al suicidio, casualmente sventato dall\u2019 incontro con un ambulante tunisino.\u00a0C\u2019\u00e8 anche un racconto dedicato al primo vero autentico pentito di mafia, \u201cIo, Leonardo, seminfermo di mente\u201d, che cerca di capire i tumulti della coscienza di questo giovane uomo , ucciso dalla mafia, mentre usciva dal sentir messa, dopo essere stato dichiarato \u201cseminfermo di mente\u201d ed avere trascorso alcuni anni in manicomio criminale.\u00a0Tra Mar\u00f2 e Fif\u00ec(COME FINI\u2019 LA GUERRA TRA MARO\u2019 E FIFI\u2019), marito e moglie, avvinti da un odio reciproco, gi\u00e0 separati, la guerra continua anche nell\u2019 aldil\u00e0, quando Mar\u00f2, morta trent\u2019anni prima relativamente giovane, si mette in attesa dell\u2019arrivo di Fif\u00ec morto vecchio, per sbugiardare il suo eterno \u201cnemico\u201d\u00a0 \u201cdi fronte ai lumini dei morti\u201d , \u00a0con relativa reazione \u00a0di quest\u2019ultimo.\u00a0\u00a0Uomini e topi . Un topo morto in bella vista in un ospedale pubblico: non si sa di chi \u00e8 la competenza, nessuno vuole rimuovere il topo.\u00a0In un crescendo di ridicola impotenza, di umoristiche prese di posizione e battibecchi, la \u201cquestione\u201d diventa pasto di giornali e massmedia, con relativo intervento del Ministero.\u00a0Sottolineiamo che il racconto ha la caratteristica di essere corale, nel senso che il \u201cfatto\u201d viene raccontato da chi ha assistito, dall\u2019opinione di pazienti e personale, dall\u2019ironico scoop del giornalista, dallo scambio di telefonate tra chi dovrebbe essere responsabile dell\u2019igiene pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, un fatto di cronaca di \u201cordinaria follia\u201d:un extracomunitario,\u00a0un tunisino, che dice di chiamarsi Khaled, in piena notte al porto si getta in mare e nuota per \u201cprendere il largo\u201d.Viene salvato da Guardia Costiera, Pompieri, Carabinieri, ecc.,\u00a0e, interrogato, dichiara che voleva raggiungere il suo paese a nuoto, vivo o morto.\u00a0A uno sguardo complessivo, ci si accorge che i vari personaggi dei sette racconti compongono un mosaico umano, morale e sentimentale, un clima di una citt\u00e0, in questo caso Palermo, rivissuta con ironica dolente partecipazione, nella sua atmosfera drammatica che talora volge al comico.\u00a0Della mia scrittura si potrebbe dire, parafrasando Montale,\u00a0 : \u2026 \u201cuna prosa che tende alla poesia e viceversa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nicola Lo Bianco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--nextpage--><\/p>\n\n\t\t\t<div id=\"1949-1\" class=\"gallery gallery-1949 gallery-col-3 gallery-columns-3 gallery-size-full gallery-type-slideshow\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageGallery\">\n\t\t\t\t\t<figure class='gallery-item col-3' itemprop='associatedMedia' itemscope itemtype='https:\/\/schema.org\/ImageObject'>\n\t\t\t\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'><a 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O anche il personaggio di <em>Isidoro<\/em>,\u00a0uno degli ultimi reclusi in manicomio, dal linguaggio strampalato,\u00a0ma denso di pathos e di accenti poetici; o, ancora, <em>Agostino<\/em>,\u00a0uomo semplice, ingenuo, quasi fanciullesco, che a pi\u00f9 di\u00a0cinquant\u2019anni si ritrova disoccupato e trascorre le sue giornate a\u00a0immaginare come occupare il tempo, fino ad un impeto di \u201cfollia\u201d\u00a0che quasi lo porta al suicidio, casualmente sventato dall\u2019incontro\u00a0con un ambulante tunisino.\u00a0I vari personaggi dei sette racconti compongono un mosaico\u00a0 umano, morale e sentimentale, un clima di una citt\u00e0, in questo\u00a0 caso Palermo, rivissuta con ironica dolente partecipazione, nella\u00a0sua atmosfera drammatica che talora volge al comico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho appena finito di divorare il tuo libro. Sono profondamente scossa. Poche volte mi \u00e8 successo di lasciarmi travolgere nel turbinio dei personaggi. Questi personaggi che nascono palesemente da un &#8220;delirio poetico&#8221;, da una &#8220;follia&#8221; capace di liberare l&#8217;animo di chi scrive e di irretire l&#8217;animo di chi legge. Mi sembra che coraggiosamente tu sia uscito &#8220;fuori da te stesso&#8221; per creare questa forza poetica capace di spingere il lettore allo stesso coraggio di riviverla.<br \/>\nTi abbraccio forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosalba Lo Bianco, Universit\u00e0 di Palermo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che nel sangue di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/n\/?nicola.errante.1&amp;aref=1518826421648479&amp;medium=email&amp;mid=5655d0bc0798dG5af5cf8ff06bG5655d55567c5fG52&amp;bcode=2.1518830025.AbzEHsIiam9jrzVy3TI&amp;n_m=nicolalobianco%40alice.it\">Nicola Lo Bianco<\/a> scorresse poesia e teatro \u00e8 innegabile e lo si evince quanto mai da questi scritti, in cui c&#8217;\u00e8 come il fondale di un teatro rappresentato da Palermo e i suoi vicoli, una Palermo sanguigna drammatica contraddittoria, a volte violenta a volte rassegnata e dolente. Da questo fondale, da questa citt\u00e0-utero man mano i personaggi cominciano ad uscire e ad arrivare sul palcoscenico della pagina, assolutamente realistici, veri nella loro carne e nelle loro parole, appunto carne e parola ossia gli elementi costitutivi di un attore teatrale.<br \/>\nMa accade ogni tanto nella vita che qualcuno ti sogni e ti regali una possibilit\u00e0, allo stesso modo Nicola Lo Bianco usando la corda della poesia strappa per un attimo i suoi personaggi a quelle viscere di morte che prima li ha generati per poi inghiottirli e dona loro una scintilla di vita, un pezzetto di cielo in una citt\u00e0 al tramonto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prof\/ssa Carmen Cera<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8221; In citt\u00e0 al tramonto&#8221; di\u00a0<u><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/nicola.errante.1?fref=mentions\">Nicola Lo Bianco<\/a><\/u>: una prosa che diviene poesia e viceversa con l&#8217; immediatezza comunicativa della prima e la sintesi fulmineamente evocativa della seconda. Attraverso tale scelta formale l&#8217;autore fa coesistere ci\u00f2 che tradizionalmente si esclude e concilia l&#8217;inconciliabile. Ma l&#8217;ibrido non \u00e8 categoria del post moderno? Nel testo vivono personaggi &#8220;improbabili&#8221; , nella misura in cui essi paiono tutto l&#8217;opposto di ci\u00f2 che dovrebbero essere, almeno nella tradizione letteraria. La &#8221; follia&#8221; di Cristoforo o di Agostino delinea un&#8217;umanit\u00e0 vera e sofferta, pensosa e ingenua che recupera una sanit\u00e0 mentale da contraltare all'&#8221;analfabetismo emotivo&#8221; , pericolosa componente della nostra epoca: dunque nel testo, come spesso nella vita, la presupposta follia, la capacit\u00e0 di guardare al mondo &#8221; fuori di chiave&#8221;, reale punto di vista dell&#8217;autore, divengono sorgente di autentica saggezza e di sofferta umanit\u00e0. Un grazie al mio sindaco,\u00a0<u><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/francesco.giunta.75?fref=mentions\">Francesco Giunta<\/a><\/u>, per la sensibilit\u00e0 e l&#8217;attenzione al &#8220;bello&#8221;. Un abbraccio a Nicola, mio professore per sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prof\/ssa Loredana Bellavia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho letto quello che mi hai dato del tuo Cristofalo, il primo dei racconti di In citt\u00e0 al tramonto. Me ne avevi parlato tempo fa, ma leggerne direttamente mi ha dato emozione. Mi piacciono questi tuoi personaggi allucinati, ingenui, ai quali dai voce e ascolto, con la tua profonda sensibilit\u00e0 del poeta che sei. Personaggi emarginati, innocenti, di grande umanit\u00e0. Mi ricordano il film Miracolo a Milano. Loro salverebbero il mondo, ma chi li ascolta?<br \/>\nNicola Amoruso, , poeta nicosiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caro Nicola,<br \/>\nil tuo racconto \u00e8 entusiasmante: per intensit\u00e0 emotiva, per un certo grado di perenne epifania ma, soprattutto, per il linguaggio.<br \/>\nNon ricordavo la dicitura &#8220;attendo il tuo parere per pubblicarlo&#8221;, cos\u00ec ho risposto secondo abitudine tardivamente. Sbrigo sempre la posta elettronica una volta al mese: \u00e8 forse una cattiva abitudine, che per\u00f2 mi salva dal sentirmi vincolato allo schermo.<br \/>\nRimedio dicendo che la tua raccolta di racconti, pubblicata, far\u00e0 rumore. Leggiucchio qua e l\u00e0 i contemporanei, che hanno linguaggio appiattito. Il tuo, \u00e8 un&#8217;altra cosa.<br \/>\nQuando pubblicherai, prometto una recensione su &#8220;Pomezia&#8221;.<br \/>\nRossano Onano, poeta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>IN CITTA\u2019 AL TRAMONTO<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>DI NICOLA LO BIANCO <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Una metafora della citt\u00e0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera di Nicola Lo Bianco \u201cIn citt\u00e0 al tramonto\u201d(Bastogilibri) \u00e8 un condensato di storie, immagini, visioni che connotano una citt\u00e0, Palermo, raccontata da personaggi che, pur essendo ai margini della societ\u00e0, sono ricchi di liricit\u00e0 ed umanit\u00e0. Rappresenta una vera novit\u00e0 letteraria in quanto \u00e8 una scrittura di notevole energia e vitalit\u00e0 in cui risalta soprattutto l&#8217;umanit\u00e0 dei personaggi. Il Nostro poeta, come da cantastorie popolare, ci regala un gioiello di sette racconti di prosa poetica i cui protagonisti, in parte folli e visionari, diventano man mano emblemi di una condizione tragicomica della vita, riuscendo a trasmettere, nonostante i loro drammi e le contraddizioni, valori di giustizia, fedelt\u00e0, libert\u00e0. Tuttavia, la modernit\u00e0 della narrazione di Nicola Lo Bianco consiste non solo nell\u2019energica espressivit\u00e0 della prosa poetica, ma soprattutto nel linguaggio e nello stile di vivace coralit\u00e0. Spesso\u00a0 la mancanza di punteggiatura e di cesure presente in alcuni testi sembra riecheggiare lo stile dei poeti del Primo Novecento, mentre i dialoghi dei vari personaggi, vivificati da una commistione di lingua e dialetto, fanno pensare allo sperimentalismo linguistico dei grandi scrittori delle Neoavanguardie, ne \u00e8 un esempio la sezione \u201cCristofalo\u201d, in cui si parla della figura di questo presunto \u201cfolle\u201d, il quale, dopo avere ucciso gli assassini di suo nonno, conduce una vita ai margini della societ\u00e0, una specie di cosciente clochard\u00a0 quasi a espiazione della sua colpa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro esempio \u00e8 il monologo un po\u2019 strampalato e surreale,\u00a0 capace per\u00f2 di\u00a0 inquietanti visioni apocalittiche, del commovente\u00a0 personaggio di Isidoro:\u00a0 un lucido, diciamo cos\u00ec, malato di mente e recluso in manicomio. &lt;&lt; <em>Io malatu sugnu? \u2018Un sugnu malatu. Dici ca sono malato. Non\/sono malato, sono fatto di cristallo fino.\/Toccami. Mi tocco e mi rompo, ma non sono malato . . .\/\u00e8 ca m\u2019insonnu tanti testi appizzati\/ [\u2026]. \u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, le radici di Nicola Lo Bianco, quelle che il poeta Crescenzio Cane ebbe a definire \u201csicilitudine\u201d, in questi racconti emergono nello stile colloquiale che aderisce al parlato e nel linguaggio misto di lingua e dialetto proprio delle plebi del sud, di ascendenza verghiana, ma qui trasposto in area metropolitana, nella precariet\u00e0 della condizione dei diseredati, degli esclusi. Difatti, molte espressioni colorite quali \u201c<em>vecchiu arripuddrutu<\/em>\u201d, \u201c<em>quattru ossa ncatinati<\/em>\u201d, \u201c<em>coppola di minchia<\/em>\u201d, connotano\u00a0 in senso caricaturale certe situazioni, ma non mancano di afflato lirico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Nostro autore sembra per\u00f2 volerci trasmettere un messaggio di matrice quasi dostovjeskiana: la bellezza che salver\u00e0 il mondo si trova negli ultimi, nelle creature del dolore e della sofferenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prof\/ssa Giusi Bosco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ROSSO FUOCO COME UN TRAMONTO PALERMITANO. Per una recensione del libro di Nicola Lo Bianco &#8220;In citt\u00e0 al tramonto&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Piero Carbone<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\n<\/em>In Citt\u00e0 al Tramonto, \u00e8 tragedia carnale di popolo. Nicola Lo Bianco la sa bene rappresentare per assidua propensione teatrale della sua scrittura.<br \/>\nUno stile di linguaggio e di sentire che si \u00e8 venuto confermando nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stile, s\u00ec, ma non come giuoco di parole bens\u00ec come etica della fantasia che esprime una certa idea dell&#8217;umanit\u00e0. &#8220;Alla fin fine, signora mia, il marito carne di contratto \u00e8, \/ e si piange a merito&#8221; (&#8220;Cristofalo&#8221; XV).<\/p>\n<p>Ma \u00e8 prosa o poesia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poesia e prosa. E&#8217; l&#8217;una e l&#8217;altra, o, forse, n\u00e9 l&#8217;una n\u00e9 l&#8217;altra se l&#8217;una o l&#8217;altra la si vuol riconoscere formalmente con omogenit\u00e0 e lungo tutto un libro col metro della prosodia classica, eppure, il libro \u00e8 compatto, \u00a0compattissimo, perch\u00e9 la poesia \u00e8 dentro o meglio: c&#8217;\u00e8 un ritmo di lingua e di fantasia che, rompendo la tradizionale attesa della prosa come prosa e della poesia come poesia, \u00a0riga dopo riga, a prescindere dal numero delle sillabe e degli accenti e delle rime, insomma, pagina dopo pagina, personaggio dopo personaggio, emergono \u00a0proprio loro, i personaggi, e che personaggi: reietti perdenti da galera sconosciuti che sentono a loro modo la vita e la contano, la cantano e si raccontano, hanno le loro pene, i loro sogni, la loro filosofia, lontani dalla morale corrente o borghese che dir si voglia.Lo Bianco amorevolmente li ascolta, li interiorizza, li rappresenta, d\u00e0 loro voce e ribalta, assecondando \u00a0l&#8217;assunto di un altro scrittore atipico, amicissimo, affine nella poetica, Salvo Licata, \u00a0secondo cui &#8220;il mondo \u00e8 degli sconosciuti&#8221;. Assonanze di poetica, e considerato il valore dato alla parola, quasi una militanza, corroborata da \u00a0amichevole frequentazione. Assonanze, frequentazioni, dunque, scaturite, direi generate, da una certa idea della parola cercata nelle strade secondarie, nei quartieri malmessi, nei mercati popolari della citt\u00e0, a spremerne suoni, significati, giri sintattici, fallimenti, tragedie, degrado, non per compiacersene ma per andare alle radici sociali dei vinti, dei perdenti ovvero vittime perlopi\u00f9 inconsapevoli di una generale ingiustizia, degli infelici che, per\u00f2, promanano a loro modo, con autenticit\u00e0, viscerale attaccamento alla vita tra fatti di sangue, povert\u00e0, devozionismo forse senza devozione, sboccato sentire, piaceri della carne perfino moralismo sui generis e intuitiva filosofia della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prosa, poesia, teatro? Questione superata dall&#8217;empito dell&#8217;autore che, tra reattivit\u00e0 morale e compartecipazione con lo stesso mondo rappresentato, tracima i consueti steccati \u00a0linguistici, formali e semantici, per dar voce a chi voce non ha o non conta anche se grida; oscillante tra sogno e ansia di giustizia o felicit\u00e0: sogni, ansia di giustizia, desiderio di felicit\u00e0, \u00a0nei casi particolari o nella loro universalit\u00e0, non seguono grammatiche e casellari, in nessuna lingua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PIERO CARBONE, scrittore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho letto il tuo libro. Molto molto bello. Complimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 superfluo dire che il mio episodio preferito \u00e8 \u201cIl grande amore perduto\u201d. Mi piace pensare che la scelta dei nomi non sia stata casuale. \u00c8 romantico, ma non smielato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia di Agostino mi ha sconvolto, perch\u00e9 mi sono immedesimata in questo uomo che insieme al lavoro crede di aver perso identit\u00e0 e la dignit\u00e0. Ma non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra di Fifi\u2019 e Maro\u2019 \u00e8 al contempo esilarante e tristissima, perch\u00e9 purtroppo rispecchia la vita di molte coppie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mai avrei pensato di commuovermi leggendo la storia di un pentito. Sei riuscito ad esprimere la sua parte pi\u00f9 bella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E che dire di Mustafa\u2019!? Un uomo costretto a vivere lontano dalla sua terra. Mi hai fatto vivere la sua nostalgia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo il mio non \u00e8 un parere tecnico, non so se si dice cos\u00ec, ma viene dal cuore. Grazie, \u00e8 stata una lettura emozionante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0SILVANA LO CASTRO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">lettrice in bozza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Centro Studi Nat Scammacca &#8211; Presenta :il 26.04.2019 Ore 18 &#8220;IN CITTA\u2019 AL TRAMONTO&#8221; libro di Nicola Lo Bianco IN CITTA\u2019 AL TRAMONTO\u00a0 di Nicola Lo Bianco &nbsp; SINOSSI &nbsp; Sette racconti pi\u00f9 o meno brevi, pi\u00f9 o meno poetici,\u00a0 che vede come protagonista, attraverso personaggi ai margini della<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/2019\/04\/20\/presentazione-a-erice-presso-il-centro-studi-nat-scammacca-il-26-04-2019-ore-18-il-libro-in-citta-al-tramonto-di-nicola-lo-bianco\/pubblicazioni\/articoli\/\">Leggi di pi\u00f9\/ Read more<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1961,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9,133,134],"tags":[28],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1949"}],"collection":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1949"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1949\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1980,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1949\/revisions\/1980"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1961"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1949"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1949"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1949"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}