{"id":598,"date":"2015-06-11T14:29:19","date_gmt":"2015-06-11T14:29:19","guid":{"rendered":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/?p=598"},"modified":"2015-06-11T14:45:59","modified_gmt":"2015-06-11T14:45:59","slug":"giovanni-meli-autore-siciliano-tradotto-adl-prof-gaetano-cipolla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/2015\/06\/11\/giovanni-meli-autore-siciliano-tradotto-adl-prof-gaetano-cipolla\/pubblicazioni\/articoli\/","title":{"rendered":"GIOVANNI MELI  Autore Siciliano  tradotto dal Prof. Gaetano Cipolla"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/images-2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-thumbnail wp-image-636 alignleft\" src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/images-2.jpeg\" alt=\"images (2)\" width=\"80\" height=\"119\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche giorno fa andando a vedere se c&#8217;era posta ho trovato un plico vedendo che veniva dall&#8217;America,ho pensato subito a<strong> Stanley Barkan<\/strong> che aveva spedito qualche nuova edizione. Aprendo la busta trovo un bel libro con una copertina blu elettrica su Giovanni Meli autore siciliano della fine \u00a0del 1700, di cui sconoscevo l&#8217;esistenza, \u00a0con varie sessioni poesie,prosa ecc.. un&#8217;antologia corposa su questo autore. La curiosit\u00e0 mi ha portato da subito a leggere qualcosa, ma non essendo un&#8217;esperta \u00a0di siciliano, ho trovato una certa dose di \u00a0difficolt\u00e0 in molti termini che addirittura non avevo mai sentito. Non riuscendo a capire il siciliano mi sono letta la \u00a0traduzione inglese che per me era pi\u00f9 comprensibile, ma poi \u00a0al lavoro con un\u00a0 collega che proviene dall&#8217;entroterra del sud della provincia, \u00a0dal quale mi \u00a0sono fatta tradurre \u00a0quelle farsi per me arcaiche \u00a0che erano pari ad una lingua straniera. Capisco che abbiamo perso le nostre radici linguistiche, visto che nelle nostre scuole non viene insegnato quella che era la nostra lingua locale ma che vengono conservate in un paese a migliaia di chilometri di distanza dal <strong>Prof. Gaetano Cipolla<\/strong> con le sue pubblicazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GIOVANNI MELI (<strong>1740 \u2013 1815<\/strong>) Poeta e drammaturgo siciliano.<\/p>\n<p><strong><span style=\"line-height: 1.5;\">Antologia \u00a0DI GIOVANNI MELI<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\"><div id=\"su_carousel_6aa30c6cec7ac\" class=\"su-carousel su-carousel-centered su-carousel-pages-no su-carousel-responsive-yes\" style=\"width:100%\" data-autoplay=\"3000\" data-speed=\"600\" data-mousewheel=\"true\" data-items=\"3\" data-scroll=\"1\"><div class=\"su-carousel-slides\"><div class=\"su-carousel-slide\"><a><img src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/images-449x600.jpeg\" alt=\"Prof. Gaetano Cipolla\" \/><span class=\"su-carousel-slide-title\">Prof. Gaetano Cipolla<\/span><\/a><\/div><div class=\"su-carousel-slide\"><a><img src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/CCI07052015_2-449x600.jpg\" alt=\"Copertina Antologia Giovanni Meli\" \/><span class=\"su-carousel-slide-title\">Copertina Antologia Giovanni Meli<\/span><\/a><\/div><div class=\"su-carousel-slide\"><a><img src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/CCI07052015_4-449x600.jpg\" alt=\"Antologia Giovanni Meli Traduzione in Inglese del Prof. Gaetano Cipolla\" \/><span class=\"su-carousel-slide-title\">Antologia Giovanni Meli Traduzione in Inglese del Prof. Gaetano Cipolla<\/span><\/a><\/div><div class=\"su-carousel-slide\"><a><img src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/CCI07052015_5-449x600.jpg\" alt=\"CCI07052015_5\" \/><span class=\"su-carousel-slide-title\">CCI07052015_5<\/span><\/a><\/div><div class=\"su-carousel-slide\"><a><img src=\"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/CCI07052015_3-449x600.jpg\" alt=\"opertina Antologia Giovanni Meli Traduzione in Inglese del Prof. Gaetano Cipolla\" \/><span class=\"su-carousel-slide-title\">opertina Antologia Giovanni Meli Traduzione in Inglese del Prof. Gaetano Cipolla<\/span><\/a><\/div><\/div><div class=\"su-carousel-nav\"><div class=\"su-carousel-direction\"><span class=\"su-carousel-prev\"><\/span><span class=\"su-carousel-next\"><\/span><\/div><div class=\"su-carousel-pagination\"><\/div><\/div><\/div><\/span><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giovanni Meli<\/strong>, nasce a Palermo il 6 marzo 1740 da Antonio, di professione orefice, e da Vincenza Torriquas, durante la monarchia riformista di Carlo III di Borbone.<\/p>\n<p>Carlo III di Borbone, dipinto di Anton Raphael Mengs, 1761,<br \/>\nMuseo del Prado, MadridCarlo III di Borbone, dipinto di Anton Raphael Mengs, 1761, Museo del Prado, Madrid<\/p>\n<p>In questo periodo, il buon governo del Vicer\u00e9 Caracciolo favorisce, grazie ad una serie di riforme, la rinascita della vita culturale e civile, specie a Palermo.<br \/>\nGiovanni Meli viene educato presso le scuole dei padri Gesuiti e si appassiona, giovanissimo, agli studi letterali e filosofici, coltivando anche, da autodidatta, i classici italiani e latini e, fra i contemporanei, gli Enciclopedisti francesi da Montesquieu a Voltaire, trovando ispirazione per un poemetto giovanile rimasto incompiuto, Il Trionfo della ragione.<br \/>\nIl suo esordio poetico, che avvenne a soli quindici anni con versi d&#8217;occasione, lo fece talmente apprezzare nella ristretta ed esigente cerchia dei letterati palermitani da farlo nominare socio dell&#8217;\u201cAccademia del Buon Gusto\u201d, una delle tante che caratterizzavano il costume letterario del tempo, dove ci si riuniva a declamare versi e a disputare di questioni culturali. Pass\u00f2 via via a pi\u00f9 importanti circoli esclusivi della nobilt\u00e0 e pi\u00f9 alla moda; nel &#8217;61 come socio dell&#8217;Accademia della Galante Conversazione e nel &#8217;66 a quella degli Ereini nelle quali declamava con crescente successo le sue composizioni in dialetto e in lingua.<br \/>\nGiovanni Meli raggiunse notoriet\u00e0 in tutt&#8217;Italia aderendo ai modi e allo stile dell&#8217;Arcadia ( fondata a Roma nel 1690 da Gian Vincenzo Gravina e da Giovanni Mario Crescimbeni coadiuvati nell&#8217;impresa anche dal torinese Paolo Coardi, in occasione dell&#8217;incontro nel convento annesso alla chiesa di San Pietro in Montorio di quattordici letterati appartenenti al circolo letterario della regina Cristina di Svezia), con una dimensione tutta sua e con l&#8217;uso della lingua siciliana.<br \/>\nStemma dell&#8217;Accademia dell&#8217;ArcadiaStemma dell&#8217;Accademia dell&#8217;Arcadia<\/p>\n<p>La celebrit\u00e0 arriva nel 1762 col poemetto La Fata galante, in cui il Meli immagina d&#8217;incontrare una fata, figura allegorica della fantasia, che gli propone sotto forma di fiabe mitologiche, tematiche filosofico- sociali, in cui egli trasferisce in forma poetica la sua filosofia, non certo omogenea ed ordinata secondo un organico disegno e modellata sui cosiddetti romanzi filosofici francesi o sui pi\u00f9 antichi modelli allegorici della letteratura europea.<\/p>\n<p>Intanto, per poter vivere, il Meli intraprende gli studi di medicina, conseguendo nel 1764 il titolo professionale presso l&#8217;Accademia degli Studi di Palermo. Esercita la professione di medico soprattutto a partire dal &#8217;67, trasferendosi come condotto nel quieto borgo di Cinisi presso Palermo, dove viene chiamato &#8221; l&#8217;abate Meli&#8221;, poich\u00e9 vestiva come un prete anche senza aver ricevuto gli ordini sacerdotali minori.<br \/>\nA Cinisi egli si forma, fissando il mondo intimo della sua poesia, tra le bellezze e la pace della natura e a Cinisi compone le Elegie, parte del poema la Bucolica e scritti vari d&#8217;argomento scientifico.<\/p>\n<p>La Bucolica (La Bucolica) \u00e8 il capolavoro della raccolta delle &#8220;Poesie siciliane&#8221;, che comprende vari componimenti scritti in tempi diversi, tutti in dialetto siciliano.<br \/>\nAlla Bucolica il Meli si dedic\u00f2 a lungo, tra il 1762 e il 1772.<br \/>\nLa struttura \u00e8 tipicamente arcadica: 2 sonetti introduttivi, 5 egloghe e 10 idilli divisi in quattro parti, ognuna intitolata a una stagione, secondo uno schema diffuso in Europa da Pope e Saint-Lambert. L&#8217;amore per la natura e la nostalgia per la vita primitiva hanno una immediatezza senza equivalenti nella poesia pastorale del tempo. Vi sono atteggiamenti e modi convenzionali, ma, nel complesso, il Meli si mostra partecipe di una ispirazione idillica settecentesca, intrisa di spirito pre romantico.<br \/>\nLa raccolta delle &#8220;Poesie siciliane&#8221; \u00e8 contrapposta di poemetti satirici e giocosi come La Fata galante (La Fata galanti, 1762), di cui abbiamo detto, L&#8217;Origine del mondo (L&#8217;origini di lu munnu, 1768). o poemi eroico-comici come il Don Qijote e Sancho Panza (Don Chisciotti e Sanciu Panza, 1785-1787) e, al tempo stesso, di satira e esaltazione delle riforme illuministiche. Vi sono, poi, le Favole morali (Favuli murali, 1810-1814), che spiccano, nell\u2019abbondante favolistica settecentesca, per la sintesi di fantasia e moralismo, la vivacit\u00e0 di un bestiario ricco e estroso, la forza ariosa di alcuni racconti. Nelle &#8220;Favole&#8221; il Meli affida al mondo sapiente e discreto degli animali l&#8217;espressione del suo ideale &#8220;d&#8217;onoratezza e di probit\u00e0&#8221;. Fra gli altri componimenti pi\u00f9 noti si possono ricordare l&#8217;idillio Polemuni, l&#8217;egloga Piscatoria, e il Ditirammu: in cui il protagonista, rimpiangendo il passato, di fronte alla triste realt\u00e0 presente, cerca nel vino l&#8217;oblio. Meli si serve del dialetto come d&#8217;una lingua letteraria illustre, anzi la pi\u00f9 illustre, perch\u00e9 la prima ad affermarsi fra le lingue letterarie d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>L&#8217;origini di lu munnu<br \/>\nPOEMETTO BERNESCO<br \/>\ncon versione italiana del prof. Giuseppe Gazzino da Genova<br \/>\n(in &#8220;Opere&#8221;, Salvatore Di Marzo Editore, Palermo, 1857)<\/p>\n<p>Argumentu Argomento<br \/>\nSpiega lu primu statu di li Dei, Spiega qual degli Dei fosse lo stato<br \/>\nPrima chi fussi fattu l&#8217;Universu, Anzi che forma avesse l&#8217;universo;<br \/>\nLi soi primi pinseri e primi idei, Quanto dappria fu detto e immaginato<br \/>\nPri stabiliri li cosi cu versu. Onde il tutto ordinar pel proprio verso.<br \/>\nDopu varii pariri cchi\u00f9 plebei, Poi che i varj pareri ebbe ascoltato,<br \/>\nGiovi si fa stirari pri traversu, Stiracchiar si fa Giove di traverso;<br \/>\nE da ddi soi stinnicchi e cosi tali E da quel tira tira, e cose tali<br \/>\nNni risulta lu munnu cu l&#8217;armali. Fuora il Mondo ne vien cogli animali.<\/p>\n<p>La sua fama crescente lo richiama a Palermo, conteso dalle dame dell&#8217;aristocrazia nei loro salotti. Sensibile alla bellezza femminile, questo singolare medico-poeta ebbe vari amori che cant\u00f2 alla maniera arcadica nelle sue Odi e nelle Canzonette (Canzunetti.), che sarebbero state imitate da tanti poeti come il Goethe, il Leopardi, il Foscolo e tutta la serie dei poeti dialettali siciliani. In particolare, nelle Canzonette il Meli sovente sviluppa motivi di vita popolaresca e riesce a darci una pittura cos\u00ec vivace o una rapresentanzione cos\u00ec mossa di stati d&#8217;animo o di atteggiamenti esteriori che il componimento lirico spesso acquista tono e vigore drammatico.<\/p>\n<p>&#8220;Lu labbra&#8221;<br \/>\n(canzonetta)<\/p>\n<p>in questa composizione, che a volte viene assunta a paradigma della produzione Meliana, un innamorato con sottile erotismo consiglia ad un&#8217;ape di cercare il miele sulle labbra della sua amata :<\/p>\n<p>Dimmi, dimmi, apuzza nica:<br \/>\nunni vai cussi matinu?<br \/>\nNun c&#8217;\u00e8 cima chi arrussica<br \/>\ndi lu munti a nui vicinu;<br \/>\ntrema ancora, ancora luci<br \/>\nla ruggiada ntra li prati:<br \/>\nduna accura nun ti arruci<br \/>\nl&#8217;ali d&#8217;oro dilicati!<br \/>\nLi ciuriddi durmigghiusi<br \/>\nntra li virdi soi buttuni<br \/>\nstannu ancora stritti e chiusi<br \/>\nccu li testi a pinnuluni..<br \/>\nEcco cosa scrive l&#8217;abate Domenico Scin\u00e0, regio storiografo, nel libro &#8220;Prospetto della Storia Letteraria di Sicilia nel secolo decimottavo&#8221; del 1827, a proposito delle Canzonette del Meli :<br \/>\nCompletata la Bucolica, in cui canta \u201cli campagni, l&#8217;armenti e li pasturi\u201d, si cimenta addirittura col poemetto eroicomico Don Chisciotte e Sancio Panza, trasferendo in Sicilia e in versi la trama del libro dello spagnolo Miguel de Cervantes.<\/p>\n<p>Nel 1787 pubblica la raccolta delle sue opere in cinque volumi col titolo di Poesie Siciliane.<\/p>\n<p>Intanto, grazie anche alla protezione del vice r\u00e8 Caramanico, succeduto al Caracciolo, a cui avrebbe dedicato un&#8217;ode famosa(1780), diventa professore di chimica presso l&#8217;Universit\u00e0 e viene chiamato a far parte, come socio onorario, delle pi\u00f9 importanti accademie italiane come quella di Siena (1801) e quella peloritana di Messina . Tuttavia, non fu mai ricco e negli ultimi decenni del secolo furti e vicende familiari sfortunate lo costringono a bussare alla porta dei potenti, come Giuseppe Parini nell&#8217;ambiente milanese .<br \/>\nNel 1810 Ferdinando III di Toscana gli concede una pensione annua, che, per\u00f2, nel 1815 , dopo le rivolte giacobine le viene sospesa.<\/p>\n<p>Ferdinando III ritratto da Joseph Dorffmeister nel 1797.Ferdinando III ritratto da Joseph Dorffmeister nel 1797.<\/p>\n<p>Nel 1814 vengono pubblicate a Palermo, a cura dello stesso autore, Poesie siciliane, comprendenti le Favuli Morali dove, prendendo talvolta spunto da Esopo e Fedro , il poeta dimostra la sua bravura, con fine arguzia ed umorismo tutto siciliano.<br \/>\nNelle Favuli Morali il gusto arcadico delle precedenti opere \u00e8 definitivamente superato a favore di un linguaggio pi\u00f9 fresco ed originale, pi\u00f9 nuovo, armonico e capace di entrare in contatto con un pubblico, che non \u00e8 soltanto aristocratico, ma anche borghese e con dei lettori non solo di elevata, ma di media cultura.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Giovanni Meli muore a Palermo il 20 dicembre 1815, mentre l&#8217;Europa dei Lumi assisteva al concludersi della vicenda napoleonica.<\/p>\n<p>Monumento a Giovanni Meli, al Palazzo Pretorio (PA) Monumento a Giovanni Meli, al Palazzo Pretorio (PA)<\/p>\n<p>da:Pagina Facebook<\/p>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Qualche giorno fa andando a vedere se c&#8217;era posta ho trovato un plico vedendo che veniva dall&#8217;America,ho pensato subito a Stanley Barkan che aveva spedito qualche nuova edizione. 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