{"id":731,"date":"1987-10-03T09:42:50","date_gmt":"1987-10-03T09:42:50","guid":{"rendered":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/?p=731"},"modified":"2015-06-24T11:23:12","modified_gmt":"2015-06-24T11:23:12","slug":"sulla-valle-dellapocalisse-e-su-nicolo-dalessandro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/natscammacca.natscammacca.org\/tp\/1987\/10\/03\/sulla-valle-dellapocalisse-e-su-nicolo-dalessandro\/pubblicazioni\/articoli\/","title":{"rendered":"Sulla Valle dell&#8217;Apocalisse e su Nicolo&#8217; D\u2019Alessandro"},"content":{"rendered":"<h2><span style=\"color: #ff0000;\">[dg descriptions=&#8221;true&#8221; ids=&#8221;736&#8243;]Sulla Valle Dell&#8217;Apocalisse e su Nicolo\u2019 D\u2019Alessandro<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il mondo \u00e8 un sistema di segni, come da qualche tempo a questa parte si va sempre pi\u00f9 sostenendo, non pare dubbio che Nicol\u00f2 D\u2019Alessandro ne faccia parte. Cosa diversa sarebbe se il mondo fosse tutt\u2019altra cosa perch\u00e9 fuori del segno grafico egli non vede altro. E\u2019 attraverso la scansione del gesto; la scalfittura del bianco operata con l\u2019inchiostro di china; 1\u2019evocazione di immagini dal profondo cui dare vita, che egli si esprime. Abita nelle profondit\u00e0 marine del pensiero o dell\u2019amnios, indifferentemente, e da l\u00ec affiorano le figure che danno corpo e forma ai suoi incubi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa faccia di un uomo un artista non \u00e8 domanda cui sia stata data definitivamente una risposta. Per la verit\u00e0 non si sa neanche esattamente cosa faccia di un uomo, un uomo, fuori dalla sua dimensione carnale. E\u2019 piuttosto ai valori che egli esprime, alla scala dei valori che egli ha espresso attraverso il suo poiein che dovrebbe darsi preminenza. Se un\u2019operazione del genere sull\u2019essere (e non sull\u2019avere o l\u2019apparire) si compie si scoprir\u00e0 come il mondo sia pi\u00f9 ricco di quanto non si pensi. E come la popolazione degna di far parte di una specifica categoria di intellettuali o di artisti sia pi\u00f9 numerosa. Nicol\u00f2 D\u2019Alessandro ha la fortuna di operare in un campo praticato da pochi. Ha per maestri i fiamminghi e per allievi nessuno che si sappia. Diff\u00eccile infatti seguirlo quando attinge dagli inferi mostri; molto meno quando accarezza delicatamente il volto di una donna cui voglia dare sembianze di angelo. In quest\u2019ultima frequentazione ha potenti rivali, in Italia ed all\u2019estero contemporaneamente; nella ricerca fantasmatica e ossessiva di mostruosit\u00e0 invece non lo segue\u00a0nessuno. Con Bruegel, Durer o Cranach il medioevo ha esaurito il suo sforzo creativo. Epigoni di quei grandi si sono avuti persino in Sicilia (si pensi alla villa Palagonia di Bagheria). Con il razionalismo francese e il positivismo inglese la Storia ha voltato l\u2019ultima pagina di quello spaventoso periodo. E\u2019 iniziata l\u2019era dell\u2019ottimismo, della costruzione sistematica di un futuro pi\u00f9 duraturo, di un gigantismo retorico e un uso sfrenato dei mass media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 nessun posto dunque per i cani della coscienza, per i guardiani del bene da porre a difesa delle porte del paradiso per impedirne l\u2019ingresso alle forze del male? Difficile dire, ancora pi\u00f9 difficile sperare se solo si pensi alla catastrofe che ha colpito l\u2019intera umanit\u00e0 durante l\u2019ultimo conflitto mondiale. L\u2019ecatombe di valori che si \u00e8 realizzata tra il bombardamento aereo di Guernica e l\u2019edificazione mostruosa di un monumento alla morte (il cui simbolo \u00e8 tuttora espresso efficacemente dal portone, dalle torrette e dai binari che conducono all\u2019inferno di Auschwitz) \u00e8 ancora l\u00ec a ricordarci che all\u2019artista \u00e8 dato solo di rappresentare. Altrove risiedono le forze per sconfiggere nuove e ulteriori tentazioni di quel genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa pu\u00f2 fare per\u00f2 l\u2019artista perch\u00e9 chi guarda abiuri, si carichi di senso morale, uccida dentro di s\u00e8 il demone della distruzione e prorompa in un impeto di giocosit\u00e0 e fervore operativo? Nient\u2019altro se non ci\u00f2 che ha fatto Nicol\u00f2 D\u2019Alessandro con il disegnare in ottanta metri una ipotetica Valle dell\u2019Apocalisse. Tra vulcani che vomitano fiele; frotte di questuanti e beceri; animali antropomorfizzati a dire di come l\u2019uomo talvolta non si sia ancora evoluto, in quel disegno c\u2019\u00e8 un via vai di tensioni etiche ed esistenziali di molte generazioni aduse a stigmatizzare il male. Io non so se egli abbia letto \u201cL\u2019Opera al Nero\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Marguerite Yourcenar. Tutto per\u00f2 mi induce a pensarlo, e soprattutto ci\u00f2 mi dice il suo racconto dall\u2019omonimo titolo \u201cLa Valle dell\u2019Apocalisse\u201d da cui sembra abbia tratto lo spunto per l\u2019esplosione di tristezza, rabbia e rancore che \u00e8 data cogliere nell\u2019opera grafica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non solo di questo \u00e8 impregnato il disegno perch\u00e9 \u00e8 dato rilevare qua e l\u00e0 un\u2019ironia da capestro (quando mette il capestro a personaggi illustri del nostro tempo da sbeffeggiare, da irridere) o un\u2019ironia da metempsicosi (quando immagina una forma di redenzione attraverso un semplice travestimento dei sullodati personaggi). Con la precisione dei tratti o la vaghezza dell\u2019accenno all\u2019uno o all\u2019altro di uomini che pretendono di avere fatto la Storia il Nicol\u00f2 ne delinea sufficientemente la piccineria. Ben altri furono i Grandi: dell\u2019Arte, della Poesia; della Letteratura. In politica, dopo Alessandro il macedone o Federico II forse ci sar\u00e0 posto soltanto per Napoleone Bonaparte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conosco questo perennemente giovane artista da almeno venticinque anni. Ammirato di lui e delle cose che andava creando l\u2019ho sentito spesso popolare i miei sogni. Non so se fosse sempre lui a tracciare le linee tortuose del mio pensiero ma sono certo che ogni volta mi sia apparso alla mente un suo disegno era come se dietro ci fosse un grande Disegno. Quel suo procedere per velocissime e nervose abrasioni della carta (per l\u2019inevitabile graffio che vi lasciava la punta del pennino intinto nella china) acceleravano a tal punto i miei battiti cardiaci da farmi entrare subito in sintonia con lui. Fossi stato un grafico avrei anch\u2019io segnato sulla carta miliardi di macchie longilinee e puntiformi, quasi tutte arcuate. Dovendo invece usare la scrittura alfabetica (sia pure nelle sue illimitate capacit\u00e0\u00a0combinatorie) ero costretto a una produzione pi\u00f9 lenta. Dentro tuttavia mi rimaneva l\u2019angoscia del non riuscire a dire: quella che trasforma un qualsiasi autore in una sorta di cavaliere dimezzato, se non addirittura in un cavaliere inesistente a causa delle molte cose che non hanno avuto lo sfogo della creazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 qualcosa di cui deliberatamente non ho mai scritto, e cio\u00e8 la morte. Non l\u2019avevo fatto prima, ancor meno pensai di farlo allorch\u00e9 per un puro caso mi trovai dentro il museo Abatellis di Palermo, a guardare il suo Trionfo rappresentato -su una parete affrescata di quel museo- da uno scheletro e tanti cavalli pronti a schizzare via dalle tenebre (forse come atto liberatorio e forse per paura). Ero terrorizzato. Non tremavo solo perch\u00e9 avrei avuto vergogna di farlo. Accanto a me un asciutto signore, poco pi\u00f9 che un ragazzo mi dichiara la sua irresistibile attrazione per la trasfigurazione della carne in ossa, per il biancore delle ossa ben tornite contro il nero di fondo. Solo entrando nello Yad Vashem di Gerusalemme e percorrendo silenziosamente i corridoi segnalati dalla fioca luce delle candele accese (mentre una voce femminile e una maschile scandiscono i nomi di milioni di vittime del nazismo) ho provato un orrore pi\u00f9 grande. Quella visione in me ha bloccato il processo dissociativo (per il quale ad una certa et\u00e0 si comincia a parlare della fine). Per Nicol\u00f2 avr\u00e0 invece svolto una funzione esoreistica ed ecco perch\u00e9 -a partire dal ritrovamento del bucranio a Godrano- ha cominciato a evocare i mostri altrui cui dare diversa e pi\u00f9 moderna parvenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cGiardino delle Delizie\u201d e \u201cLa nave dei folli\u201d sono tra le massime espressioni della sua genialit\u00e0, al limite di una follia controllata, perch\u00e8 corretta da un intervento evolutivo del subconscio. Le\u00a0frammentazioni, le segmentazioni, la costante vivisezione che egli aveva fatto prima di allora di figure o di composizioni nate corali finalmente di organizzano e si compongono. Nasce cos\u00ec, e finalmente, l\u2019opera compiuta. Non pi\u00f9 gesti isolati ma poemi. E\u2019 qui che egli comincia a rivelare la maestosa grandiosit\u00e0, la prorompente vitalit\u00e0, l\u2019acutezza visionaria che fanno del racconto \u201cLa Valle dell\u2019Apocalisse\u201d un grande affresco, e dei corrispettivi ottanta metri un grande poema (a volte un tantino farsesco).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 comunque dell\u2019altro nella sua enciclopedia, non solo il thanatos dunque. Da qualche tempo spazia sempre pi\u00f9 spesso sul terreno muliebre per apprezzarne il fascino e il piacere di figure tra oniriche e reali. Coltiva l\u2019eros intellettuale con la stessa intensit\u00e0 di un George Bataille o un Michel Foucault; disegna donne sdraiate, un tantino lascive, come soleva fare Paul Delvaux. Il massimo della grazia tuttavia lo esprime quando lascia assorbire dal mistero gli occhi di una donna o quando ne ricopre il capo di una capigliatura densa di rimandi alla magia cabalistica. Non conoscendo alcun limite la sua fantasia pu\u00f2 spaziare dalla concupiscenza alla icastica, dalla giullarata alla favolistica, dal misticismo all\u2019epica. Una menzione a parte meritano i turbanti e le acconciature delle sue donne, pi\u00f9 simili a quelle di Giotto che a creature terrestri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un ricordo, ormai lontano nel tempo, che ci accomuna. Cinque poesie illustrate con tale maestria da denotare gi\u00e0 da allora il futuro maestro. Che si sappia \u00e8 ineguagliato. Affermo con assoluta certezza che \u00e8 ineguagliabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mite; pi\u00f9 spesso sorridente e molto spesso sornione; multiforme nella creativit\u00e0 e uniforme nella vita (per il culto degli affetti profondi e<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sinceri che nutre per alcuni vecchi amici come me o Nat Scammacca). Disposto a dire il bene del meglio o viceversa (come \u00e8 il caso di Michele Perriera, misterioso e complesso regista teatrale di Palermo cui spesso ha offerto il meglio della sua sapienza scenografica o grafica) Nicol\u00f2 D\u2019Alessandro \u00e8 molto meglio conosciuto all\u2019estero che non in patria. Sar\u00e0 perch\u00e9 l\u2019inusuale attrae pi\u00f9 frequentemente coloro che non si trovano a loro agio nelle regioni che abitano o da cui dovrebbe trarre linfa la loro cultura, ma \u00e8 sicuramente cos\u00ec. Chi \u00e8 pacificato con il proprio ego, che riceve il calore -sia pure a tratti- del sole mediterraneo (e anche Trieste \u00e8 bagnata dall\u2019uno e dall\u2019altro) non sente l\u2019urgenza spaventosa degli anfratti o dei crepacci. Cosa faccia di un artista come lui, vissuto tra la Libia e Agrigento, un demone anarchico, un irripetibile eccentrico rispetto alle forme pi\u00f9 conosciute \u00e8 davvero un mistero. Se l\u2019estetica pu\u00f2 spiegare il divenuto solo la genetica avrebbe potuto spiegare il divenire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ambivalente e ambidestro (per l\u2019uso indifferente che pu\u00f2 fare dell\u2019una o dell\u2019altra mano); polivalente ma omogeneo in ciascuna disciplina della quale si occupa; rivoluzionario senza cedimenti nei confronti dei massimi e minimi sistemi, ripudia le ideologie come ossificazione delle idee. Il fluire delle sue parole \u00e8 un torrente che in mancanza di sbocco al mare (le finestre di casa sua vengono rigorosamente tenute chiuse durante le visite di amici o curiosi) sembra trasformarsi in pioggia torrenziale, e quindi in una sorta di inondazione da monsone. Si esce da quell\u2019oasi di cultura e sapere sapendo di saperne di pi\u00f9 su ci\u00f2 che si \u00e8 visto e udito ma &#8230; udite , udite, con l\u2019udito desideroso di riposo. Pu\u00f2 parlare per ore, pu\u00f2 tacere per non pi\u00f9 di due minuti: giusto il tempo di andare a prendere un\u00a0album di originali (nel duplice senso di esemplari unici e inimitabili) o altri originali estratti da un cassetto. Frattanto l\u2019occhio avr\u00e0 spaziato da una collezione di bicchierini da rosolio a una di cucchiaini di argento da caff\u00e8. Alle pareti -imprevedibilmente- qualche dipinto a olio di un santo, o sfrangiate riproduzioni sottovetro di celebrazioni liturgiche. Con un busto altres\u00ec di Pirandello a fare la guardia a tanto ben di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la funzione di uno scritto come questo serve a fare conoscere un artista spero di esserci riuscito (almeno in parte). Se non ci sono riuscito spero di avere suscitato sufficiente curiosit\u00e0 da desiderare di approfondirne la conoscenza. Cosa possibile se si riesce a stargli vicino per un quarto di secolo. Tanti sono gli anni che conosco ed ammiro Nicol\u00f2 D\u2019Alessandro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.10.1997<\/p>\n<h5 style=\"text-align: right;\">Ignazio Apolloni<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n[dg ids=&#8221;736&#8243;]\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[dg descriptions=&#8221;true&#8221; ids=&#8221;736&#8243;]Sulla Valle Dell&#8217;Apocalisse e su Nicolo\u2019 D\u2019Alessandro Se il mondo \u00e8 un sistema di segni, come da qualche tempo a questa parte si va sempre pi\u00f9 sostenendo, non pare dubbio che Nicol\u00f2 D\u2019Alessandro ne faccia parte. 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