ALLA BIBLIOTECA FARDELLIANA Recital di poeti Sicilia
Trapani Nuova Giovedì, 1 Marzo 1979 — Pag. 7
Lo scorso mese alla Biblioteca Fardelliana, per iniziativa del Prof. Domenico Li Muli, è stata presentata una raccolta di poesie di poeti trapanesi in particolare e Siciliani in generale.
La manifestazione si è iniziata con l’introduzione di Nat Scammacca, coadiuvato dal Segretario del Sindacato degli Scrittori Siciliani Carmelo Pirrera. Ha esordito l’aw. Camassa che esprime in versi le sensazioni della propria anima e sublima la vita in ritmo poetico. Il maestro Billed ha letto una poesia di Rolando Certa. Francesco Maltese, attore, ha recitato con dizione e intonazione il «Vagabondo e il manichino» di Poma. La Prof. Innocenza Galfano Safina ha letto poesie ove primeggia l’impegno sociale, il parossismo dei terroristi, la denuncia di un traffico inumano di ragazzini ad Altamura e la morte oscura dei poveri bimbi di Napoli, vittime della miseria e della discriminazione sociale «La folla del ghetto ha grumi di cenci chiassosi nei madidi volti levati all’afrore di ! luce / sui ventri deformi di lunghe attese e di pane; /»
Il Prof. Sardo ha rimato il suo amore per la terra natale e
per la Sicilia che «non può far a meno di esprimere» come lui stesso ha detto a chi lo contemplava. Data la sua debole vista le liriche sono state lette da Mariella, nipote del Prof. Li Muli.
Nina Scammacca ha letto, in siciliano, una bellissima lirica di P. Billeri «Stiddri e scardi»; momento di profonda amarezza per le ingiustizie della vita rimasto nel ricordo e trasformato in sofferta rima.
Le poesie di Rinaldi sono state ben accolte dal pubblico per la loro lievità di farfalle. Carmelo Pirrera ha chiuso il suo recitals con Don Chiaro il perdente. E infine Nat Scammacca, ultimo, in ordine alfabetico, ha concluso la serata e la manifestazione con la sua «Now of now» in cui con la particolare dizione tipica del Nat che tutti conoscono ha recitato una lunghissima lirica in cui passato, presente e futuro si fondono e confondono.
Sono messaggi di poeti sinceri, genuini, freschi e incontaminati e soprattutto concordi, che collaborano senza farsi la lotta con ogni mezzo, interessanti per quel che di nuovo e di originale cercano di esprimere
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