Che ci campavo a fare
Che ci campavo a fare cominciai a guardarmi allo specchio
nudo davanti e dietro danzavo in punta di piedi danzavo
col pareo besame mucho marinaio ragioniere finanziere
chi sei povero Cristo col wisky in mano besame mucho
qui sotto la nuca all’altezza della vena aorta ridi
io sempre rido quando parlo sospiro le ultime parole
così ti devi avvicinare per capire scemo io non fingevo
scemi sono tutti Padre e non capiscono niente.
Il bello è
Il bello è che io ero devoto alla Madonna
a Siracusa ogni anno in gita con la croce in petto
sul pulmann si scherzava con le mie amiche vestite
normali però c’era sempre qualcuno che guardava
questa manata di finocchi che ci vengono a fare
davanti alla chiesa mi facevo il segno della croce
come m’avevano insegnato i monaci in ginocchio
pregavo tutto confuso sono capace di farmi frate
te l’immagini anche se io non lo so dire Padre
mi sentivo un lenzuolo steso al sole a sette fili.
Peccato che bello giovane
Peccato che bello giovane se l’è cercata lui
che brutta fine pure lui figlio di mamma
mah non si può dire niente oggi come oggi
perché nemmeno l’estremunzione gli hanno dato
con tutte quelle porcherie che andiamo cercando
per lui quattro gatti c’erano nella camera mortuaria
c’era chi mi chiamava Sebastiano e chi Cettina
sembra che ride mai t’ho visto incazzato Cetty
è vero pure morto non lo facevo apposta
d’altro canto poi con chi mi potevo confidare
mi veniva meglio a ragionare con il corpo
fino all’ultimo momento Padre e questo è tutto.
NICOLA LO BIANCO



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