Poesie:La femminella di NICOLA LO BIANCO

Che ci campavo a fare

 

Che ci campavo a fare cominciai a guardarmi allo specchio

nudo davanti e dietro danzavo in punta di piedi danzavo

col pareo besame mucho marinaio ragioniere finanziere

chi sei povero Cristo col wisky in mano besame mucho

qui sotto la nuca all’altezza della vena aorta ridi

io sempre rido quando parlo sospiro le ultime parole

così ti devi avvicinare per capire scemo io non fingevo

scemi sono tutti Padre e non capiscono niente.

 

Il bello è

 

Il bello è che io ero devoto alla Madonna

a Siracusa ogni anno in gita con la croce in petto

sul pulmann si scherzava con le mie amiche vestite

normali però c’era sempre qualcuno che guardava

questa manata di finocchi che ci vengono a fare

davanti alla chiesa mi facevo il segno della croce

come m’avevano insegnato i monaci in ginocchio

pregavo tutto confuso sono capace di farmi frate

te l’immagini anche se io non lo so dire Padre

mi sentivo un lenzuolo steso al sole a sette fili.

 

Peccato che bello giovane

 

Peccato che bello giovane se l’è cercata lui

che brutta fine pure lui figlio di mamma

mah non si può dire niente oggi come oggi

perché nemmeno l’estremunzione gli hanno dato

con tutte quelle porcherie che andiamo cercando

per lui quattro gatti c’erano nella camera mortuaria

c’era chi mi chiamava Sebastiano e chi Cettina

sembra che ride mai t’ho visto incazzato Cetty

è vero pure morto non lo facevo apposta 

d’altro canto poi con chi mi potevo confidare

mi veniva meglio a ragionare con il corpo

fino all’ultimo momento Padre e questo è tutto.

 

NICOLA LO BIANCO

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